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III Giornata Cinque giorni per i
Cinque, a Washington
Comunicato finale della delegazione di tre
compagni in rappresentanza del Capitolo Italiano
della Rete in Difesa dell’Umanità.
7 giugno 2014
La giornata si è aperta con i preparativi e
poi la grande manifestazione di fronte alla
Casa Bianca “marcia per i Cinque” con un corteo
e sit in, preceduto anche da una iniziativa
informativa con chiamata ” Rally in biciclette
per i 5 “, per le tante vie del centro della
città, fino al Ministero della Giustizia vicino
al Campidoglio USA.
Una colorata , chiassosa e bellissima
Washington quella prima invasa da decine di
biciclette, con sulle spalle dei ciclisti
cartelli per la libertà dei rivoluzionari cubani
detenuti innocentemente nelle carceri USA ormai
da sedici anni e contro il brutale blocco che
impedisce a Cuba normali relazioni economico
finanziarie commerciali con tutto il mondo; e
subito dopo con centinaia di intellettuali,
artisti, militanti dei movimenti sociali,
sindacali, organizzazioni politiche e della
solidarietà, giornalisti, parlamentari insieme a
rappresentanti dei comitati internazionali per
la libertà dei 5 di quelli di quasi tutti i
paesi dell’America Latina, degli USA, del
Canada, Belgio, Germania, Svezia, Grecia e tanti
altri insieme al nostro Comitato Italiano
Giustizia per i Cinque, che hanno manifestato
con passione, forza e rabbia a lungo davanti la
Casa Bianca chiedendo a gran voce giustizia e
libertà:
OBAMA GIVE ME FIVE !!!
Quando si sono aggiunti i tanti compagni
provenienti dal Canada e arrivati in pullman da
New York, le diverse centinaia di compagni
compatti si sono riversati con cartelli,
striscioni, manifesti, bandiere per le strade
centrali di Washington. Stupore, sconcerto per
il caso quasi sconosciuto negli USA e tantissima
solidarietà sentita da parte di tantissimi
cittadini che si sono fermati a chiedere
dettagliate informazioni sul caso, e hanno
voluto sapere cosa fare per dare il loro modesto
ma significativo aiuto contro questo drammatico
caso che va contro anche i più elementari
principi umanitari e dello stesso Stato di
diritto.
Si è conclusa la manifestazione con un altro sit
in e comizio davanti al palazzo del Ministero di
Giustizia USA, così enorme e bello nella sua
maestosità architettonica e così con poco,
pochissimo contenuto di vera giustizia.
Una grande giornata di vera dura lotta
realizzata con sudore, passione e tanto amore, e
a detta di tutti e della nostra Delegazione
,presente anche lo scorso anno, questa la più
grande manifestazione a Washington
numericamente, più combattiva , pacifica ma
molto determinata allo stesso tempo, triste per
i drammatici contenuti ma gioiosa e colorata nel
suo grande spirito di fratellanza e solidarietà
con i compagni cubani e con la nostra Cuba
socialista rivoluzionaria. E poi senza sosta
tutti di nuovo in confronti e riunioni in
preparazione degli incontri che terremo con
senatori e parlamentari del Congresso.
8 giugno 2014
Le Delegazioni dei diversi paesi hanno svolto
attività assembleari e lavori per commissione
per decidere le linee di intervento che si
terranno domani nei vari incontri che con i
senatori e i parlamentari del Congresso.
Si è deciso in una bella e partecipata assemblea
di tutte le delegazioni che nei vari incontri
si porranno le problematiche umanitarie ma
soprattutto politiche relative alla liberazione
immediata dei tre compagni cubani ancora
detenuti dopo 16 anni. Sono stati inoltre
approntati documenti e informative per gli
incontri di domani con senatori e parlamentari.
Sarà una giornata molto importante poiché nei
gruppi che andranno agli incontri saranno
presenti molto parlamentari dell’America Latina,
sindaci, sindacalisti, intellettuali ed
esponenti dei movimenti e delle associazioni di
solidarietà.
Nel pomeriggio è proseguita con intensi e
articolati lavori per commissione e poi nella
Sessione Plenaria si è svolta con una conferenza
dei compagni parlamentari presenti (di
Argentina, Brasile, Cile, Panama, El Salvador).
La Plenaria si è conclusa con i due interventi
di forte impatto e spessore politico dei
rappresentanti del Fronte Farabundo Martí di
Liberazione Nazionale e della rappresentante
sandinista, che hanno ribadito il loro storico
legame di reciproca solidarietà con la
Rivoluzione Cubana e quindi il loro appoggio
incondizionato alla causa dei Cinque come atto
concreto di internazionalismo.
Si è poi chiuso il giorno di impegnativo lavoro
di riunioni e relazioni con il toccante,
emozionante e molto applaudito intervento di
Rita Martufi, Direttrice del CESTES Centro Studi
dell’USB; a nome del Capitolo Italiano della
Rete in Difesa dell’Umanità e come membro del
Comitato Italiano Giustizia per i Cinque, ha
voluto sottolineare il ruolo di prestigio e
critica attiva e costruttiva solidale che
svolge sempre in prima fila Cuba nelle
iniziative contro la fame nel mondo e per i
diritti collettivi primari fondamentali a favore
dei paesi del cosiddetto Terzo Mondo, alla FAO
di cui Rita Martufi è rappresentante permanente
per la Federazione Sindacale Mondiale, e di come
sia viva la battaglia a favore della liberazione
di tutti i Cinque Cubani e contro il blocco
nelle attività e lotte della federazione
sindacale mondiale FSM.
Dopo le ragioni tutte politiche del caso dei
Cinque, Martufi ha voluto evidenziare, come
compagna e madre, alcuni aspetti umanitari, a
partire da quello di Adriana, moglie di Gerardo,
che non può visitare e vedere regolarmente il
marito ormai da sedici anni, e le è quindi
vietato in tutti i modi il diritto primario
naturale alla maternità, e la sofferenza imposta
dall’Impero come tortura alle mogli e madri e
tutti i familiari dei compagni ,e in ciò come
sia rimasta da sempre fortemente colpita e
coinvoltadalle stringenti e emozionanti parole
di vero sentimento quasi spirituale che in
continuazione gli vengono rivolte nei tanti suoi
incontri a Cuba dai familiari dei Cinque, ad
esempio dall’emozione forte che gli da sempre la
mamma di Antonio.
Martufi ha chiuso nella certezza che il prossimo
anno invece che a Washington ci ritroveremo
tutti a La Habana per fare una grande festa con
tutti e Cinque i nostri fratelli finalmente
tornati alla loro patria socialista e a casa dai
loro cari.
9 giugno 2014
Vanno verso la conclusione le giornate di
Washington “5 days for the 5” con le diverse
Delegazioni Internazionali, divise in quattro
gruppi, impegnate incontrare separatamente vari
senatori e congressisti statunitensi.
La nostra Delegazione è stata presente in vari
incontri tenuti sia la mattina che il pomeriggio
e la mattina del 10 giugno,nelle sedi
istituzionali parlamentari. I compagni del
Capitolo Italiano della Rete in Difesa della
Umanità e del Comitato Italiano Giustizia per i
5 hanno dato il loro modesto ma massimo
contributo per sviluppare negli incontri la
problematica politica e quella culturale
connessa del caso dei compagni cubani, chiedendo
un atto immediato del Presidente OBAMA per la
scarcerazione dei tre compagni cubani già nei
prossimi mesi.
Le posizioni emerse e le sensibilità sono
ovviamente diverse, ma tutti i parlamentari
indistintamente auspicano una normalizzazione
dei rapporti politici ed economici con Cuba e in
ciò si potrà anche giungere alla definizione tra
governi del caso dei tre cubani ancora in
carcere e di Alan Gross, cittadino statunitense
condannato per spionaggio e detenuto a Cuba.
I diversi parlamentari hanno tutti sottolineato
che la normalizzazione delle relazioni con Cuba
aprirebbe anche migliori prospettive di dialogo
e di rapporti politico economici con tutta
l’America Latina e i cosiddetti paesi del Terzo
Mondo, miglioramento assolutamente auspicabile
in una fase come l’ attuale caratterizzata dalla
più grande crisi economica mondiale e da una
forte crisi della leadership degli USA nei
rapporti internazionali sia per il ruolo
incisivo svolto dai i BRICS sia per la
significativa alternativa anticapitalista
espressa dall’alleanza strategica politica ed
economica dell’ALBA ,e in presenza di aree di
forte conflitto come Siria, Ucraina, ecc. e di
accesa competizione con la stessa Unione
Europea.
La nostra Delegazione ha evidenziato in tutti
gli incontri cui ha partecipato il grande lavoro
di solidarietà politica e culturale svolto dal
Capitolo Italiano della Rete in Difesa
dell’Umanità attraverso Nuestra América, la Rete
dei Comunisti, Radio Città Aperta, il Cestes
Centro Studi dell’USB, insieme al Comitato
Italiano Giustizia per i Cinque, e che la nostra
presenza sia fortemente caratterizzata da una
forte solidarietà con i nostri fratelli cubani e
con le ragioni di Cuba e di gran parte
dell’umanità contro il blocco, con una piena
consapevolezza politica e culturale .
Nei nostri interventi sono stati posti problemi
anche relativi al miglioramento delle relazioni
scientifiche accademiche fra Cuba e USA che
darebbero un forte impulso allo sviluppo della
ricerca in campo medico, biologico,
farmaceutico, agro-ingegneristico e nelle
scienze sociali, sviluppo che se indirizzato da
serie politiche ed equilibrate relazioni
favorirebbe un progresso più armonico e socio
eco compatibile, di cui beneficerebbe l'intera
umanità.
Ma abbiamo sottolineato che per poter affrontare
tale normalizzazione si deve assolutamente
partire da un tavolo governativo tra USA e Cuba
di relazioni di parità e di rispetto e senza
condizioni, ma partendo dal dato politico che
gli USA devono compiere per chiudere l’ultra
cinquantennale vergognoso Bloqueo e realizzare
subito un atto di giustizia che attendiamo da
sedici anni rilasciando immediatamente Antonio,
Ramón e Gerardo, poiché sono innocenti e questo
lo conferma una parte grande, rispettabile,
eticamente sana dell’opinione pubblica
statunitense e internazionale che coinvolge
attivamente in questa battaglia di libertà Premi
Nobel, intellettuali e artisti di gran
prestigio, settori importanti delle diverse
Chiese Cristiane e di altre confessioni
religiose, la Federazione Sindacale Mondiale,
prestigiose realtà accademiche, parlamentari di
molti paesi, movimenti sociali e sindacali,
organizzazioni politiche e della solidarietà
internazionalista militante. Il caso è politico
la soluzione deve essere assolutamente politica
con un atto consapevole di giustizia da parte
del governo USA.
La nostra Delegazione ha decisamente chiesto nei
diversi incontri un forte impegno dei
parlamentari USA progressisti e sensibili ad una
nuova visione delle relazioni con Cuba e
internazionali, immediatamente in questi
prossimi mesi prima dell'inizio della campagna
elettorale presidenziale statunitense che
potrebbe condizionare in senso ancora negativo
le relazioni fra i due lobbies legati ai
peggiori ambienti anti cubani e fortemente
ostili al governo socialista rivoluzionario.
Ci siamo detto quindi pronto a continuare la
lotta in tutte le sedi possibili e speranzosi di
poter festeggiare il prossimo Natale a Cuba con
i nostri tre fratelli a casa loro e con i loro
cari familiari e il loro popolo e Governo che li
ha nominati eroi nazionali.
10 giugno 2014
Alle ore 14 prima della conferenza stampa ci
guardiamo tutti con i tanti compagni delle
delegazioni, siamo stanchi, felici e decisi nel
dirci con consapevolezza politica che questa del
10 giugno 2014 sia l’ultima tappa a Washington
della battaglia per far tornare a casa nella
loro patria socialista tutti e cinque i nostri
fratelli cubani.
Emozionante Conferenza Stampa di chiusura presso
l’ufficio di interesse di Cuba a Washington, con
un collegamento in diretta video conferenza da
La Habana con René e Fernando, i quali nel
ringraziare tutti noi per il duro lavoro svolto
in questi giorni ci trasmettono la loro forza e
fiducia.
Infatti hanno voluto nei loro interventi
evidenziare che questo sarebbe unmomento davvero
favorevole per nuovi rapporti tra uguali e di
pari dignità tra il governo degli Stati Uniti e
il governo di Cuba, e quindi il momento propizio
per far tornare dalle loro famiglie a Cuba
Antonio, Ramón e Gerardo. Ma tutto ciò dipende
esclusivamente dalla volontà politica del
governo degli Stati Uniti di voler chiudere con
un atto di giustizia questa drammatica e
vergognosa vicenda che dura ormai da 16 anni.
La conferenza si è chiusa con un augurio di
speranza da parte di Fernando e René affinché il
prossimo anno si possa festeggiare tutti insieme
con i 5 non a Washington ma all’Avana.
Un grande applauso e un sentito abbraccio fra
tutti noi per darci ancora più forza in questa,
speriamo, ultima fase di lotta di libertà a
favore dei nostri fratelli e dell’umanità
intera.
Grazie a tutti e in particolare al Comitato
Internazionale- che nei prossimi giorni invierà
tutta la documentazione articolata di questi
giorni- che ha voluto e costruito con gran
sacrificio , amore e forza e passione queste
giornate di lotta di gran successo . e
permetteteci anche un piccolo slancio sul piano
personale ma tutto politico : un grazie di
cuore , un bacio e un abbraccio rivoluzionario
alle due irraggiungibili e uniche in forza e
ragione, Alicia Jrapko e Graciela Ramirez . nota
a margine…ma non tanto …
Continueremo nei prossimi giorni a informarvi
con i modesti mezzi che abbiamo a disposizione,
poiché spesso non troviamo spazio neanche nella
cosiddetta stampa e comunicazione di alternativa
così attenta ai suoi strani “equilibrismi e
tornaconto “ anche purtroppo spesso personali;
e quindi saremo noi, con Radio Città Aperta ,
Contropiano, Nuestra America, con il sito della
Rete dei Comunisti e quello del Comitato
Italiano dei 5 e pochi altri che ringraziamo, a
informare con passione e liberamente cosi come
su tante altre battaglie dall’antimperialismo e
dell’anticapitalismo socialista ,sui nostri
fratelli cubani,sul duro lavoro che le
delegazioni di oltre trenta paesi, formate da
veri compagni solidali hanno svolto in questi
giorni , anzi anni, con il cuore e con la
ragionevolezza di chi ha deciso nella vita di
combattere per la giustizia e contro l’impero .
Volendo così anche sottolineare e rivendicare
con orgoglio la nostra ricercata e voluta
maniera tutta politica di esprimere
concretamente da sempre solidarietà militante
internazionalista nell’autonomia e indipendenza
spinta sempre e solo dai sani valori politici di
passione rivoluzionaria internazionalista,
contando solo giustamente sulle nostre modeste
forze, fuori da ogni retorica convenevole
auto-rappresentativa, che oggi è molto cara alla
politica partitica e a parte di quella
associazionistica di una sinistra che ha perso i
riferimenti di vero internazionalismo
compiacendosi vanitosamente ma pericolosamente
nell’eurocentrismo e nell’autoreferenzialità.
Appuntamento allora nei prossimi giorni a Roma
per una Conferenza Stampa della nostra
Delegazione in rappresentanza del Capitolo
Italiano della Rete in Difesa dell’Umanità
(Nuestra América, Cestes, Rete dei Comunisti) e
del Comitato Italiano Giustizia per i Cinque ,
per informare , visto che pochissimi ci aiutano
a far conoscere ciò che l’imperialismo nasconde
o distorce. (Fine.)
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