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E S T E R I

 L'Avana. 13 Giugno 2014

   

III Giornata Cinque giorni per i Cinque, a Washington

Comunicato finale  della delegazione di tre compagni in rappresentanza del Capitolo Italiano della Rete in Difesa dell’Umanità.

7 giugno 2014

La giornata si è aperta  con i preparativi  e poi  la grande manifestazione di fronte alla Casa Bianca “marcia per i Cinque” con un corteo e sit in, preceduto anche da una iniziativa informativa  con chiamata ” Rally in biciclette per i 5 “,  per le tante vie del centro della città,  fino al Ministero della Giustizia vicino al Campidoglio USA.

Una colorata , chiassosa e bellissima Washington  quella prima invasa da decine di biciclette, con sulle spalle dei ciclisti cartelli per la libertà dei rivoluzionari cubani detenuti innocentemente nelle carceri USA ormai da sedici anni e contro il brutale blocco che impedisce a Cuba normali relazioni economico finanziarie commerciali con tutto il mondo; e subito dopo con centinaia di intellettuali, artisti, militanti dei movimenti sociali, sindacali, organizzazioni politiche e della solidarietà, giornalisti, parlamentari insieme a rappresentanti dei comitati internazionali per la libertà dei 5 di quelli di quasi tutti i paesi dell’America Latina, degli USA, del Canada, Belgio, Germania, Svezia, Grecia e tanti altri insieme al nostro Comitato Italiano Giustizia per i Cinque, che hanno manifestato con passione, forza e rabbia a lungo davanti la Casa Bianca chiedendo a gran voce giustizia e libertà:

OBAMA GIVE ME FIVE !!!

Quando si sono aggiunti i tanti compagni provenienti dal Canada e arrivati in pullman da New York, le diverse centinaia di compagni compatti si sono riversati con cartelli, striscioni, manifesti, bandiere per le strade centrali di Washington. Stupore, sconcerto per il caso quasi sconosciuto negli USA e tantissima solidarietà sentita da parte di tantissimi cittadini che si sono fermati a chiedere dettagliate informazioni sul caso, e hanno voluto sapere cosa fare per dare il loro modesto ma significativo aiuto contro questo drammatico caso che va contro anche i più elementari principi umanitari e dello stesso Stato di diritto.

Si è conclusa la manifestazione con un altro sit in e comizio davanti al palazzo del Ministero di Giustizia USA, così enorme e bello nella sua maestosità architettonica e così con poco, pochissimo contenuto di vera giustizia.

Una grande giornata di vera dura lotta realizzata con sudore, passione e tanto amore, e a detta di tutti e della nostra Delegazione ,presente anche lo scorso anno, questa la più grande manifestazione a Washington numericamente, più combattiva , pacifica ma molto determinata allo stesso tempo, triste per i drammatici contenuti ma gioiosa e colorata nel suo grande spirito di fratellanza e solidarietà con i compagni cubani e con la nostra Cuba socialista rivoluzionaria. E poi senza sosta tutti di nuovo in confronti e riunioni in preparazione degli incontri che terremo con senatori e parlamentari del Congresso.

8 giugno 2014

Le Delegazioni dei diversi paesi hanno svolto attività assembleari e lavori per commissione per decidere le linee di intervento che si terranno domani nei vari incontri che con i senatori e i parlamentari del Congresso.

Si è deciso in una bella e partecipata assemblea di tutte le delegazioni che nei  vari incontri si porranno le problematiche umanitarie ma soprattutto politiche relative alla liberazione immediata dei tre compagni cubani ancora detenuti dopo 16 anni. Sono stati inoltre approntati documenti e informative per gli incontri di domani con senatori e parlamentari.

Sarà una giornata molto importante poiché nei gruppi che andranno agli incontri saranno presenti molto parlamentari dell’America Latina, sindaci, sindacalisti, intellettuali ed esponenti dei movimenti e delle associazioni di solidarietà.

Nel pomeriggio è proseguita con intensi e articolati lavori per commissione e poi nella Sessione Plenaria si è svolta con una conferenza dei compagni parlamentari presenti (di Argentina, Brasile, Cile, Panama, El Salvador).

La Plenaria si è conclusa con i due  interventi di forte impatto e spessore politico dei rappresentanti del Fronte Farabundo Martí di Liberazione Nazionale e della rappresentante sandinista, che hanno ribadito il loro storico legame di reciproca solidarietà con la Rivoluzione Cubana e quindi il loro appoggio incondizionato alla causa dei Cinque come atto concreto di internazionalismo.

Si è poi chiuso il giorno di impegnativo lavoro di riunioni e relazioni con il toccante, emozionante  e molto applaudito intervento di Rita Martufi, Direttrice del CESTES Centro Studi dell’USB; a nome del Capitolo Italiano della Rete in Difesa dell’Umanità e come membro del Comitato Italiano Giustizia per i Cinque, ha voluto sottolineare il ruolo di prestigio e critica attiva e costruttiva  solidale che svolge sempre in prima fila Cuba nelle iniziative contro la fame nel mondo e per i diritti collettivi primari fondamentali a favore dei paesi del cosiddetto Terzo Mondo, alla FAO di cui Rita Martufi è rappresentante permanente per la Federazione Sindacale Mondiale, e di come sia viva la battaglia a favore della liberazione di tutti i Cinque Cubani e contro il blocco nelle attività e lotte della federazione sindacale mondiale FSM.

Dopo le ragioni tutte politiche del caso dei Cinque, Martufi ha voluto evidenziare, come compagna e madre, alcuni aspetti umanitari, a partire da quello di Adriana, moglie di Gerardo, che non può visitare e vedere regolarmente il marito ormai da sedici anni, e le è quindi vietato in tutti i modi il diritto primario naturale alla maternità, e la sofferenza imposta dall’Impero come tortura alle mogli e madri e tutti i familiari dei compagni ,e  in ciò come sia rimasta da sempre fortemente colpita e coinvoltadalle stringenti e emozionanti parole di vero sentimento quasi spirituale che in continuazione gli vengono rivolte nei tanti suoi incontri a Cuba dai familiari dei Cinque, ad esempio dall’emozione forte che gli da sempre la mamma di Antonio.

Martufi ha chiuso nella certezza che il prossimo anno invece che a Washington ci ritroveremo tutti a La Habana per fare una grande festa con tutti e Cinque i nostri fratelli finalmente tornati alla loro patria socialista e a casa dai loro cari.

9 giugno 2014

Vanno verso la conclusione le giornate di Washington “5 days for the 5” con le diverse Delegazioni Internazionali, divise in quattro gruppi, impegnate incontrare separatamente vari senatori e congressisti statunitensi.

La nostra Delegazione è stata presente in vari incontri tenuti sia la mattina che il pomeriggio e la mattina del 10 giugno,nelle sedi istituzionali parlamentari. I compagni del Capitolo Italiano della Rete in Difesa della Umanità e del Comitato Italiano Giustizia per i 5 hanno dato il loro modesto ma  massimo contributo per sviluppare negli incontri la problematica politica  e quella  culturale connessa del caso dei compagni cubani, chiedendo un atto immediato del Presidente OBAMA per la scarcerazione dei tre compagni cubani già nei prossimi mesi.

Le posizioni emerse e le sensibilità sono ovviamente diverse, ma tutti i parlamentari indistintamente auspicano una normalizzazione dei rapporti politici ed economici con Cuba e in ciò si potrà anche giungere alla definizione tra governi del caso dei tre cubani ancora in carcere e di Alan Gross, cittadino statunitense condannato per spionaggio e detenuto a Cuba.

I diversi parlamentari hanno tutti sottolineato che la normalizzazione delle relazioni con Cuba aprirebbe anche migliori prospettive di dialogo e di rapporti politico economici con tutta l’America Latina e i cosiddetti paesi del Terzo Mondo, miglioramento assolutamente auspicabile in una fase come l’ attuale caratterizzata dalla più grande crisi economica mondiale e da una forte crisi della leadership degli USA nei rapporti internazionali sia per il ruolo incisivo svolto dai  i BRICS sia per la significativa alternativa anticapitalista espressa dall’alleanza strategica politica ed economica dell’ALBA ,e in presenza di aree di forte conflitto come Siria, Ucraina, ecc. e di accesa competizione con la stessa Unione Europea.

La nostra Delegazione ha evidenziato in tutti gli incontri cui ha partecipato il grande lavoro di solidarietà politica e culturale svolto dal Capitolo Italiano della Rete in Difesa dell’Umanità attraverso Nuestra América, la Rete dei Comunisti, Radio Città Aperta, il Cestes Centro Studi dell’USB, insieme al Comitato Italiano Giustizia per i Cinque, e che la nostra presenza sia fortemente caratterizzata da una forte solidarietà con i nostri fratelli cubani e con le ragioni di Cuba e di gran parte dell’umanità contro il blocco,  con una piena consapevolezza politica e culturale . 

Nei nostri interventi sono stati posti problemi anche relativi al miglioramento delle relazioni scientifiche accademiche fra Cuba e USA che darebbero un forte impulso allo sviluppo della ricerca in campo medico, biologico, farmaceutico, agro-ingegneristico e nelle scienze sociali, sviluppo che se indirizzato da serie politiche ed equilibrate relazioni favorirebbe un progresso più armonico e socio eco compatibile, di cui beneficerebbe l'intera umanità.

Ma abbiamo sottolineato che per poter affrontare tale normalizzazione si deve assolutamente partire da un tavolo governativo tra USA e Cuba di relazioni di parità e di rispetto e senza condizioni, ma partendo dal dato politico che gli USA devono compiere per chiudere l’ultra cinquantennale vergognoso Bloqueo e realizzare subito un atto di giustizia che attendiamo da sedici anni rilasciando immediatamente Antonio, Ramón e Gerardo, poiché sono innocenti e questo lo conferma una parte grande, rispettabile, eticamente sana dell’opinione pubblica statunitense e internazionale che coinvolge attivamente in questa battaglia di libertà Premi Nobel, intellettuali e artisti di gran prestigio, settori importanti delle diverse Chiese Cristiane e di altre confessioni religiose, la Federazione Sindacale Mondiale, prestigiose realtà accademiche, parlamentari di molti paesi, movimenti sociali e sindacali, organizzazioni politiche e della solidarietà internazionalista militante. Il caso è politico la soluzione deve essere assolutamente politica  con un atto consapevole di giustizia da parte del governo USA.

La nostra Delegazione ha decisamente chiesto nei diversi incontri un forte impegno dei parlamentari USA progressisti e sensibili ad una nuova visione delle relazioni con Cuba e internazionali, immediatamente in questi prossimi mesi prima dell'inizio della campagna elettorale presidenziale statunitense che potrebbe condizionare in senso ancora negativo le relazioni fra i due lobbies legati ai peggiori ambienti anti cubani e fortemente ostili al governo socialista rivoluzionario.

Ci siamo detto quindi pronto a continuare la lotta in tutte le sedi possibili e speranzosi di poter festeggiare il prossimo Natale a Cuba con i nostri tre fratelli a casa loro e con i loro cari familiari e il loro popolo e Governo che li ha nominati eroi nazionali.

 10 giugno 2014

Alle ore 14 prima della conferenza stampa ci guardiamo tutti con i tanti compagni delle delegazioni, siamo stanchi, felici e decisi nel dirci con consapevolezza politica che questa del 10 giugno 2014 sia l’ultima tappa a Washington della battaglia per far tornare a casa nella loro patria socialista tutti e cinque i nostri fratelli cubani.

Emozionante Conferenza Stampa di chiusura presso l’ufficio di interesse di Cuba a Washington, con un collegamento in diretta video conferenza da La Habana con René e Fernando, i quali nel ringraziare tutti noi per il duro lavoro svolto in questi giorni ci trasmettono la loro forza e fiducia.

Infatti hanno voluto nei loro interventi evidenziare che questo sarebbe unmomento davvero favorevole per nuovi rapporti tra uguali e di pari dignità tra il governo degli Stati Uniti e il governo di Cuba, e quindi il momento propizio per far tornare dalle loro famiglie a Cuba Antonio, Ramón e Gerardo. Ma tutto ciò dipende esclusivamente dalla volontà politica del governo degli Stati Uniti di voler chiudere con un atto di giustizia questa drammatica e vergognosa vicenda che dura ormai da 16 anni.

La conferenza si è chiusa con un augurio di speranza da parte di Fernando e René affinché il prossimo anno si possa festeggiare tutti insieme con i 5 non a Washington ma all’Avana.

Un grande applauso e un sentito abbraccio fra tutti noi per darci ancora più forza in questa, speriamo, ultima fase di lotta di libertà a favore dei nostri fratelli e dell’umanità intera.

Grazie a tutti e in particolare al Comitato Internazionale- che nei prossimi giorni invierà tutta la documentazione articolata di questi giorni- che  ha voluto e costruito  con gran sacrificio , amore e forza e passione queste giornate di lotta di gran successo . e permetteteci anche un piccolo slancio sul piano personale  ma tutto politico : un grazie di cuore , un bacio e un abbraccio rivoluzionario alle due irraggiungibili e uniche  in forza e ragione, Alicia Jrapko e Graciela Ramirez . nota a margine…ma non tanto …

Continueremo nei prossimi giorni a informarvi con i modesti mezzi che abbiamo a disposizione, poiché spesso non troviamo spazio neanche nella cosiddetta stampa e comunicazione di alternativa così attenta ai suoi strani “equilibrismi e tornaconto “ anche purtroppo spesso personali;  e quindi saremo noi, con Radio Città Aperta , Contropiano, Nuestra America, con il sito della Rete dei Comunisti e quello del Comitato Italiano dei 5 e pochi altri che ringraziamo, a informare  con passione e liberamente cosi come su tante altre battaglie dall’antimperialismo e dell’anticapitalismo socialista ,sui nostri fratelli cubani,sul duro lavoro che le delegazioni di oltre trenta paesi, formate da veri compagni solidali hanno svolto in questi giorni , anzi anni, con il cuore e con la ragionevolezza di chi ha deciso nella vita di combattere per la giustizia e contro l’impero  . Volendo così anche sottolineare e rivendicare con orgoglio la nostra ricercata e voluta maniera tutta politica di esprimere concretamente da sempre solidarietà militante internazionalista nell’autonomia e indipendenza  spinta sempre e solo dai sani valori politici di passione  rivoluzionaria internazionalista, contando solo giustamente sulle nostre modeste forze,   fuori da ogni retorica convenevole auto-rappresentativa, che oggi è molto cara alla politica partitica e a parte di quella associazionistica di una sinistra che ha perso i riferimenti di vero internazionalismo compiacendosi vanitosamente ma pericolosamente nell’eurocentrismo e nell’autoreferenzialità.

Appuntamento allora nei prossimi giorni  a Roma per una Conferenza Stampa della nostra Delegazione in rappresentanza del Capitolo Italiano della Rete in Difesa dell’Umanità (Nuestra América, Cestes, Rete dei Comunisti) e del Comitato Italiano Giustizia per i Cinque , per informare , visto che pochissimi ci aiutano a far conoscere ciò che l’imperialismo nasconde o distorce. (Fine.)
 

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