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Per ordine degli USA la Romania
ha bloccato in aria un vice ministro russo
“Per ordine degli USA, la Romania ha chiuso lo
spazio al mio aereo e l’Ucraina nuovamente non
ci lascia passare”, ha scritto Rogozin.
“La prossima volta volerò en un Tu-160″, ha
scritto con ironia nel suo spazio Twitter e in
Facebook ha pubblicato il testo della negazione
dell’Ucraina.
“Non si rilasceranno permessi per voli aerei
RUSJET (RSJ) per via di una violazione severa
delle regole sull’uso dello spazio aereo
ucraniano. In concreto un atterraggio
nell’aeroporto chiuso di Sebastopoli,” dice
il documento. Nonostante la proibizione l’aereo
di Rogozin era partito da Chisinau.
Il ministro della cultura della Rusia, Vladimir
Medinski, che era parte della delegazione ha
scrito nel suo spazio di Twitter che l’aereo ha
dovuto tornare a Chisináu, dopo che i caccia
gli hanno impedito di entrare nello spazio aereo
dell’Ucraina
“L’Ucraina aveva permesso il volo della
delegazione russa (Duma statale, Ministeri
degli Esteri e Governo), ma ha cambiato
opinione e ci hanno fatto tornare. Una
telefonata da Washington?”, ha scritto in
Twitter Medinski.
L’8 maggio, Dmitri Rogozin, che andava a
Tiráspol, capitale della Transnistria, per
partecipare alla celebrazione per il Giorno
della Vittoria, ha dichiarato che Kiev ha
proibito al suo aereo d’entrare nello spazio
aereo dell’Ucraina, mentre volava verso
Chisinau.
Durante la crisi in Ucraina, Dmitri Rogozin ha
criticato, in ripetute occasioni, il Governo
auto proclamato di Kiev e l’appoggio che gli
offrono gli Stati uniti e la Unione Europea.
Riferendosi alle notizie che assicurano che
Washington ha consegnato alle guardie di
frontiera dell’Ucraina binocoli, filo spinato,
batterie di automobili e strumenti per la
comunicazione, Rogozin, sempre in Twitter, ha
raccomandato agli USA di regalare a Kiev un
telescopio, lo strumento più adatto per
intravedere le prospettive europee.
Nell’ambito della celebrazione del 9 maggio a
Tiráspol, Rogozin, ha parlato della tragedia del
2 maggio in Odessa e ha detto che i responsabili
meritano d’essere chiamati “animali”
sottolineando che il castigo per queste azioni è
inevitabile. (Russia Today/Traduzione GM –
Granma Int.)
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