Prigionieri Politici dell'Impero| MIAMI 5  

     


CUBA
NuestrA America
ESTERI
SPORT
CULTURA




COMUNICATE
CON I
CINQUE EROI


RIFLESSIONI   FIDEL
- Il dovere d’evitare
una guerra in Corea


Cuba contro
il Blocco

Intriduzione
Capitolo-1 / Capitolo-2
Capitolo-3 / Capitolo-4
Capitolo-3-2 /Capitolo-3-3
Capitolo-3-4



         Capitolo
1 | 2 | 3 |
4 | 5 | 6
7 | 8 | 9 | 10 | 11 | 12
13 | 14 |
15 | 16 | 17
1819 | 20 | 21 | 22

23 | 24 | 25

- PAROLE DI FIDEL 
 

SPECIALI IE GI
-
Conversazioni con
Fidel Castro: I pericoli
di una Guerra Nucleare


• 
Fino alla
   Vittoria Sempre

Sito Web di Ernesto CHE Guevara
di una Guerra Nucleare

A giro di Posta
avuelta@granmai.cip.cu

 

 

E S T E R I

 L'Avana. 27 Ottobre 2014

   

Il The New York Times chiede la fine del blocco contro Cuba in un nuovo Editoriale

In un nuovo editoriale pubblicato in inglese e in spagnolo, -il terzo in meno di un mese-, il quotidiano  The New York Times  esige l’eliminazione del blocco contro Cuba, perchè lo considera una politica fallita.

Questo  editoriale, intitolato “I cambi elettorali rispetto a Cuba”,  uscito ieri domenica 26 nell’edizione cartacea, ma anticipato in quella digitale sabato 25, si somma agli altri due di pochi giorni fa: “Tempo di far finire l’embargo di Cuba”, del 12 ottobre, e l’impressionante contributo di Cuba nella lotta contro l’Ebola del 20 ottobre, nel quale si chiede  al Presidente Barack Obama d’eliminare le sanzioni contro l’Isola.

Il Times assicura che in un passato non lontano qualsiasi candidato politico credibile, facendo la campagna elettorale in Florida per le elezioni statali o nazionali, doveva obbligatoriamente recitare denunce contro il governo di Cuba e proclamare la sua fede, sostenendo che l’embargo avrebbe finalmente tolto i Castro dal potere, e  aggiunge che per generazioni, per i cubano americani,  un gruppo che precedentemente era altamente monolitico all’ora di votare, l’embargo rappresentò un simbolo di sfida, più di credo che  di politica.

Questo è cambiato drasticamente negli ultimi anni, assicura il NYT, e i più recenti membri della diaspora hanno espresso la volontà di voler fomentare stretti vincoli con l’Isola.

Cuba è sempre un tema politico importante in Florida e sino a un certo punto a  livello nazionale. Ma il tema è divenuto molto più complesso.

L’editoriale aggiunge che questa evoluzione ha permesso a un crescente numero di politici noti di chiamare l’embargo “una politica fallita” e  argomentare che far finire l’epoca di inimicizia con Cuba rappresenta la miglior opportunità per fomentare un futuro più prospero con l’Isola.

Molti industriali cubano americani che difendevano l’embargo nel passato, sono divenuti partitari dello stabilimento di nuovi vincoli con l’Isola.

La lobby pro embargo oggi raccoglie una frazione dei fondi che raccoglieva negli anni scorsi. Il presidente Obama riceve attualmente più corrispondenza da legislatori che sono a favore di una ripresa delle relazioni, che da quelli che vogliono mantenere le sanzioni.     

Nell’Editoriale, la pubblicazione riconosce che nella Casa Bianca gli assessori del presidente stanno considerando quanti progressi possono ottenere ampliando i vincoli con Cuba, un’aspirazione che Obama sente da molto tempo.

“Il presidente si è pronunciato a favore dell’abolizione dell’embargo quando era candidato al Senato, nel 2004, anche se poi ritrattò durate la campagna presidenziale, dicendo nel 2008 che le sanzioni permettevano a Washington di esercitare pressioni sul governo cubano”, dice il Times.

Obama assicura che qualsiasi giro significativo in politica estera rispetto a Cuba sarebbe rischioso, e che la reazione di coloro che si oppongono alla normalizzazione della relazione sarebbe tollerabile, anche nella comunità cubano americana,  se si considerano le opportunità  che un’espansione del commercio, delle comunicazioni e delle relazioni interpersonali rappresenterebbe per le imprese nordamericana e  cubane nell’Isola.

Il giornale ricorda che  Charlie Crist, ex  governatore della Florida, candidato presidenziale, di recente ha detto che era disposto a viaggiare a Cuba durante la campagna.

“Ha abbandonato l’idea dicendo che la sua agenda era troppo piena,  ma senza dubbi Crist ha detto enfaticamente che l’embargo è una politica obsoleta e che dev’essere abbandonata. 

Hillary Rodham Clinton ha scritto nella su autobiografia pubblicata di recente, e lo ha ribadito in un’intervista, che oggi lei è favore della fine dell’embargo, chiamandolo “una strategia fallita”.

In Florida, i congressisti hanno espresso posizioni rispetto a Cuba che in un’altra epoca avrebbero rappresentato un suicidio politico.

“Kathy Castor, una rappresentante democratica di Tampa, è andata Cuba l’anno scorso e al ritorno ha fatto un forte richiamo per far terminare l’embargo, dicendo che gli USA non ricevevano nessun vantaggio dalle le riforme economiche che il governo cubano ha  implementato. Lei pensa che non solo questo non le è costato politicamente, ma che la sua posizione è stata applaudita dai membri del suo elettorato, includendo i cubano americani, che vogliono influire nel futuro dell’Isola, conferma il giornale.

Il The New York Times riconosce l’ostacolo che significa la destra reazionaria d’origine cubana: “Anche così, far finire l’embargo esigerà maggiori sforzi nell’opinione pubblica, dato che sono necessarie azioni nel Congresso e c’è un piccolo, ma appassionato gruppo di legislatori  d’origine cubana che vogliono mantenere l’embargo.

I difensori più visibili  sono il Senatore Robert Menéndez, un Democratico del New Jersey; il Senatore Marco Rubio, un Repubblicano della Florida e  due congressisti Repubblicani di Miami: Ileana Ros-Lehtinen e Mario Díaz-Balart.”

Senza dubbio assicura il Times “La Casa Bianca si preoccupa di più per gli attacchi dei legislatori  repubblicani, dato che normalmente criticano la sua politica estera riflessivamente”.

Mentre  vari dei loro colleghi hanno viaggiato a Cuba di recente, la  Ros-Lehtinen, una delle più ferventi sostenitrici dell’embargo sembra disinformata su quello che succede nell’Isola.  In un’intervista recente, criticando la visita a L’Avana di Beyoncé e Jay-Z, la Ros-Lehtinen  ha espresso la sua indignazione perchè la coppia di artisti ha alloggiato in un hotel lussuoso “nel quale i cubani non hanno accesso anche avendo il denaro per pagare”, ha detto,  ma risulta che il governo cubano ha cambiato questa regola nel 2008.

Il quotidiano inoltre aggiunge che l’ambito elettorale rispetto a Cuba è cambiato e alcuni politici cubano americani hanno cominciato a chiedere che si valuti  la legge che permette ai cubani che giungono negli Stati Uniti ( illegalmente NdT) di diventare cittadin nordamericani in maniera rapida.

Questo sembra provenga dal fatto che i nuovi immigranti desiderano mantenere  vincoli stretti con l’Isola e sono cresciuti detestando l’Embargo.

Finalmente, il periodico afferma che l’amministrazione statunitense non deve continuare ad ancorare la sua politica estera ad un corso sbagliato. ( Traduzione GM - Granma Int.) 

STAMPARE QUESTO MATERIALE


Direttore Generale: Pelayo Terry Cuervo / Direttore Editoriale: Gustavo Becerra Estorino
Granma Internacional Digital: http://www.granma.cu/
E-mail informacion@granmai.cip.cu

Spagnolo | Inglese | Francese | Portoghese | Tedesco
© Copyright. 1996-2013. Tutti i Diritti Riservati. Granma Internazionale / Digitale. Repubblica di Cuba

Subir