Prigionieri Politici dell'Impero| MIAMI 5  

     

C U B A

  L'Avana. 5 Ottobre 2012

   

Capitolo 4
I danni del blocco ad altri settori dell'economia nazionale

CAPITOLO IV: i danni del blocco ad altri settori dell’economia nazionale

Tra aprile del 2011 e marzo de l2012, l’industria della costruzione ha subito danni per un valore di circa 1 milione 27.000 dollari, impedendo così la costruzione di 1500/2000 case, o la conservazione di 14.000 case o ancora la riparazione di 9.000 case, tema di grande sensibilità per la popolazione cubana.

A Cuba si nega la possibilità di comprare tecnologie dure e molli vincolate alle coperture stradali, come per esempio gli impianti per il cemento armato e per emulsioni asfaltiche, strumenti e materiali per il mantenimento e le riparazioni delle strade, obbligando a fare acquisti in mercati molto distanti a prezzi molto più alti.

L’Impresa ESICUBA S.A che protegge annualmente i beni dell’economia cubana, durante il periodo che si analizza, ha affrontato maggiori restrizioni per acquistare protezioni di rinnovo di assicurazioni  con compagnie di terzi paesi, che hanno interessi nordamericani e/o  hanno quote nelle borse degli Stati Uniti, soprattutto nel NYSE. Alla fine del 2011 questa Impresa aveva subito un danno per il tipo di cambio di circa 263 milioni. 943.000 dollari.

L’Industria Sideromeccanica, per via dei considerevoli volumi delle importazioni del settore e le esportazioni che realizzano le sue entità di commercio, concentra le sue  maggiori perdite nell’impossibilità d’accesso al mercato nordamericano, che nel periodo analizzato si valutano di 102 milioni 500.978 dollari.

Il Gruppo Industriale dei Beni di Consumo (GBC), che produce e commercia  apparecchi  medici, elettrodomestici, kit di consumo, scaffali per magazzini, mobili clinici, per uffici, ferramenta per la costruzione, contenitori in plastica, resistenze elettriche, bombole per gas liquido, tra l’altro, ha avuto perdite calcolate in 15 milioni 846.000 dollari, che sarebbero stati sufficienti per acquistare strumenti e forniture per coprire le necessità della popolazione.

Il Gruppo Industriale della Siderurgia (ACINOX), che produce barre ruvide per la costruzione, elettrodi per saldare, reti elettro-saldate per la costruzione, cavi e condutture elettriche e telefoniche, materiali refrattari, apparecchi per pompare l’acqua, tra le varie produzioni ha registrato una perdita di 3 milioni 980.000 dollari.

L’Industria Basica, che comprende attività economiche fondamentali per il paese, tra le quali la produzione e il commercio del nichel; l’industria petrolifera e del gas, le  produzioni minerarie non del nichel, ha subito danni per 101 milioni, 253.942 dollari.

L’industria del nichel ha continuato a registrare serie perdite generate dall’impossibilità d’ esportare agli Stati Uniti prodotti elaborati totalmente o parzialmente con nichel cubano, anche se fabbricati in terzi paesi. Si vede obbligata per questo a  continuare a commerciare il prodotto in mercati distanti, attraverso canali di distribuzione più costosi, dato che coinvolgono intermediari e con l’applicazione di sconti differenziati rispetto al prezzo del LME  (London Metal Exchange) per il rischio politico. Il danno economico stimato è di 80 milioni  343.980 dollari.

All’Impresa  CUBANIQUEL  è stato negato il diritto di comprare pezzi e accessori per il sistema di protezione contro gli incendi per l’Impresa del Nichel “Comandante Ernesto Ché Guevara”. Il fornitore europeo ha comunicato che era impossibile concretare l’operazione perchè il fabbricante delle merci era degli Stati Uniti e non gli permettevano di fare affari con Cuba. L’ammontare della perdita è calcolato in 37.900 dollari.

L’Industria del Petrolio (CUPET), continua ad essere il bersaglio delle misure disegnate dal Governo statunitense per evitare il suo sviluppo, l’accesso alle tecnologie più moderne ai prodotti petroliferi e al finanziamento necessario per la sua crescita.

È stato necessario costruire una piattaforma speciale per le operazioni di perforazione e di esplorazione nella Zona Economica Esclusiva di Cuba, con meno del 10% di componenti nordamericane, mentre  praticamente tutte quelle che esistono nel mondo hanno una percentuale superiore, e questo perchè la politica del blocco impedisce che si usino a Cuba.

L’attività turistica, nel periodo compreso tra marzo del 2011 e marzo del 2012, ha continuato a subire severi danni provocati dal blocco economico, commerciale e finanziario imposto al paese dal governo degli Stati  Uniti, in importanti sfere relazionate con servizi, operazioni e impegni logistici decisivi per il settore turistico, la cui portata si stima in 2.068 milioni 43.657 dollari.

Le Agenzie turistiche Cubatur e Viajes Cubanacán  hanno tra i vari obbiettivi, i contatti con le navi da crociera che navigano nei Caraibi. Davanti a l’Avana e alle altre città cubane navigano 140 navi da crociera che operano nell’area. I gruppi armatori statunitensi, che dominano il mercato mondiale, si mostrano ansiosi d’inviare le loro navi a Cuba, ma il blocco lo impedisce.  Se non esistesse questa proibizione si calcola che su sette milioni di statunitensi che hanno comprato le vacanze in nave da crociera nei Caraibi, almeno un milione visiterebbe ogni anno i porti cubani.

Il 7 marzo del 2012,  si è saputo che la OFAC ha inviato una lettera all’impresa nordamericana Havana Ferry Partners, respingendo la domanda della licenza per operare una rotta di Ferry tra la Florida e L’Avana, sostenendo che la richiesta andava al di là dell’ambito della politica attuale verso Cuba.

Nel caso del Gruppo di Turismo GAVIOTA, si stima che se non esistessero le restrizioni per i turisti nordamericani di viaggiare a Cuba, sulla base di un’occupazione media delle installazioni dell’83%, le entrate avrebbero raggiunto un ammontare di  258 milioni 416.623 dollari che avrebbero inciso positivamente nello sviluppo del settore.

L’Industria dell’Informatica e le Comunicazioni non è sfuggita agli affetti avversi della politica nordamericana. Per via del dominio delle imprese degli USA in questo settore dell’alta tecnologia,  si calcola che i danni provocati a Cuba sono nell’ordine di 66 milioni 766.000 dollari, generati fondamentalmente dall’impossibilità d’accedere in maniera diretta a questo mercato, sia per le importazioni di strumenti e tecnologie, come per esportare servizi, e a questo vanno aggiunti costi addizionali per altri concetti.

Tra le entità che sperimentano il maggiore impatto, s’incontra l’impresa delle Telecomunicazioni di Cuba S.A., ETECSA, entità a capitale misto, che continua ad affrontare serie perdite nell’importazione di tecnologie e forniture associate alle Info-comunicazioni. Solo per questo concetto ETECSA  ha subito danni superiori a 14 milioni 090.000 dollari.

Altre perdite non quantificate derivano dalla proibizione per acquistare licenze per prodotti, di “software”, dalla negazione dell’accesso ai siti e ai servizi in Internet, includendo l’accesso a siti d’informazione e strumenti tecnici come nel caso di  PCTools o di Netbeans; softwars liberi, o anche la partecipazione ad incontri commerciali e d’altra indole.

L’Aeronautica Civile di Cuba continua ad essere danneggiata dal blocco degli Stati Uniti. Dal maggio del 2011 all’aprile del 2012 i danni a questo settore si quantificano in 269 milioni 125.427 dollari.

Cuba non può comprare combustibili, strumenti  e forniture in generale nel mercato degli USA per cui deve ricorrere a terzi mercati attraverso intermediari, con l’ovvio incremento dei noleggi. Si stima che i danni provocati nel caso dei combustibili sono di 5 milioni di dollari per via degli acquisti nel Mediterraneo.

Nello stesso tempo, anche se lo Stato cubano offre tutte le facilità alle linee aeree degli  USA nelle operazioni in vari punti dell’Isola, si mantiene il rifiuto degli Stati Uniti  ad autorizzare le linee aeree cubane per operare verso il loro territorio.

Il settore del trasporto  ha sofferto perdite per un ammontare di 182 milioni 187.853 dollari.

L’impresa Navegación Caribe (NAVECARIBE), conta con un totale di 90 imbarcazioni  ubicate nei principali porti del paese, per prestare differenti servizi  marittimo/portuari.

La qualità dei servizi è stata danneggiata non potendo garantire accessori e risorse minime indispensabili per realizzare i cicli di riparazione e manutenzione, per via del rincaro dei pezzi di ricambio, degli aggregati e di altri materiali. Per i noleggi le perdite sono state di 250.000 dollari.

L’Istituto delle Risorse idrauliche ha avuto perdite tra aprile del 2011 e aprile del 2012, di un milione 989.941 dollari per i noleggi e i costi delle materie prime.

Si continua a negare a Cuba l’importazione di apparati idro-meteorologici che si usano per realizzare studi del ciclo integrale dell’acqua, per controllare il ciclo idrologico e realizzare un’effettiva prevenzione idrologica. L’Impresa tedesca Ott Hydromet GMBH  ha rifiutato la vendita di questi apparecchi, perchè ha ricevuto una lettera del Dipartimento del Commercio degli Stati Uniti che segnalava che non si autorizzava la licenza perchè gli apparecchi avevano brevetti nordamericani. Quel rifiuto ha danneggiato il programma di Macromisurazione, per via della ricerca di un nuovo fornitore che ha ritardato l’arrivo del merci di sei mesi, periodo nel quale non sono state realizzate le misurazioni necessarie per la prevenzione idrologica, nè è stato possibile un uso più efficiente delle risorse d’acqua.

L’Impresa Worthington del Messico (WDM) non ha potuto vendere a Cuba motori elettrici della marca US Motor per montare le pompe d’acqua che si dovevano installate nelle stazioni di pompaggio di varie località, dato che la Casa Madre negli Stati Uniti ha saputo la destinazione finale del prodotto. Questo rifiuto ha apportato un deterioramento nella fornitura d’acqua per circa 50.000 abitanti. 
 

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