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L'Avana. Cuba. Anno 16. Mercoledi, 11 Febbraio 2014


Presenteranno “Fidel es Fidel” nella 24ª Fiera Internazionale del Libro

Il catalogo dell’ esposizione di fotografie e audiovisivi “Fidel es Fidel”, sarà presentato a mezzogiorno  del prossimo venerdì  13  febbraio, nella sala Nicolás Guillén del Complesso Morro-Cabaña

Foto: Roberto Chile

Il catalogo dell’esposizione di fotografie e audiovisivi “Fidel es Fidel”, del documentarista e fotografo Roberto Chile, sarà presentato a mezzogiorno del  prossimo venerdì  13  febbraio, nella sala Nicolás Guillén del Complesso Morro-Cabaña, nel contesto della 24ª Fiera Internazionale del Libro.

Si tratta di una selezione di immagini del  Comandante in Capo Fidel Castro a colori e in bianco e nero, captate da Chile tra il 2006 eil 2012.

Con l’auspicio del Fondo Cubano dei Beni Culturali, il catalogo sarà  accompagnato da un DVD che contiene una selezione di audiovisivi nei quali  se “mostra il leader storico della Rivoluzione Cubana circondato dalla folla e privilegiato dall’amore d molti, al di là delle frontiere di Cuba.

I testi del catalogo sono di  Eusebio Leal Spengler, Arleen Rodríguez, Lesbia Vent Dumois, con le  ispirate decime ( versi in rima improvvisati ) di Alexis Díaz Pimienta.

All’inizio, una frase storica di Fidel, pronunciata dalla Scalinata dell’Università de L’Avana il 3 settembre del 2010, serve da presentazione al catalogo disegnato da R10 e stampato  da SELVI. (SE/ Traduzione GM – Granma Int.)


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L’ALBA deplora le misure  unilaterali degli USA  contro il Venezuela

Il comunicato dell’Alleanza Bolivariana per i Popoli di Nuestra América riafferma la sua fiducia nel popolo e nel Governo venezuelani.

L’Alleanza Bolivariana per i Popoli  di Nuestra America-Trattato del Commercio dei Popoli  (ALBA-TCP) ha respinto le misure  unilaterali imposte al Venezuela dagli Stati Uniti, si legge in un comunicato diffuso ieri martedì 10 febbraio.

Nel testo, pubblicato dal portale web del Ministero degli Esteri locale, si legge che le nazioni che formano questo blocco riconoscono lo sforzo del Governo venezuelano per migliorare le relazioni con gli Stati Uniti, in una cornice di mutuo rispetto.

Si segnala la richiesta fatta dal presidente Nicolás Maduro all’Unione delle Nazioni Sudamericane, perchè promuova un processo di avvicinamento orientato a facilitare un dialogo costruttivo con Washington.

Per l’ALBA-TCP, l’applicazione recente di sanzioni unilaterali da parte della Casa Bianca contro funzionari venezuelani è un attacco alla volontà democratica di questa nazione sudamericana,  espressa in innumerevoli processi elettorali e rappresentata dalla legittimità della sua cupola politica e istituzionale.

Inoltre  nel comunicato si legge che questa nuova aggressione del governo degli Stati Uniti contraddice le dichiarazioni del presidente Barack Obama sul fallimento delle misure unilaterali delle pressioni economiche, finanziarie e politiche, caratteristiche nella storia imperiale degli USA.

Poi si sottolinea una condanna  categorica ad ogni genere di misura coercitiva, il cui chiaro proposito è ostacolare il processo di trasformazione socio-politica che la società venezuelana, in forma sovrana e democratica, ha deciso di portare avanti.

Queste nuove sanzioni contro il popolo venezuelano, sostenute con la scusa dei diritti umani, nascondono la vera intenzione di destabilizzare o cambiare il suo regime politico sovranamente scelto dal suo popolo,  si legge ancora nel messaggio.

I paesi membri dell’ALBA-TCP riconoscono la Costituzione della Repubblica Bolivariana del Venezuela come uno strumento d’avanguardia a livello mondiale per ciò che riguarda la garanzia e la difesa dei diritti umani, e fanno un richiamo al mondo e soprattutto ai paesi latinoamericani e dei Caraibi, perchè si sommino alla condanna dell’atteggiamento  d’ingerenza del governo degli Stati Uniti, che violano i principi dei diritto internazionale del rispetto alla sovranità dei paesi e dell’autodeterminazione dei popoli, dichiara il documento, aggiungendo che i paesi dell’ALBA-TCP esprimono la loro fiducia nella dignità e la capacità di resistenza del popolo e del governo venezuelano, ed offrono i loro buoni uffici per favorire un dialogo costruttivo, in uguaglianza di condizioni, tra la Repubblica Bolivariana del Venezuela e gli Statii Uniti d’America (Traduzione GM - Granma Int,)

 

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Un reporter eterno

Il leader storico della Rivoluzione Cubana Fidel Castro Ruz, e il Generale d’Esercito Raúl Castro Ruz, Presidente dei Consigli di Stato e dei Ministri, hanno inviato corone di fiori per gli onori funebri del noto giornalista Luis Báez Hernández

Lissy Rodríguez

Ci sono uomini che si perpetuano nella memoria collettiva del loro popolo, per le lezioni costanti di professionalità e umanesimo e la loro dedizione alla causa della verità e la giustizia. Questi uomini non si accomiatano mai dalla vita, così come non dirà mai addio alla vita Luis Báez Hernández, che è deceduto lunedì 9 a L’Avana, lasciando un’impronta nel giornalismo cubano che va al di là della mera esistenza fisica.

È stato un giornalista audace, sempre dietro la notizia importante. Non ha mai avuto dubbi sui principi rivoluzionari, ha accompagnato il Comandante in Capo ed è stato fedele alle sue idee.

“Abbiamo perso un uomo che è stato un esempio del giornalismo contemporaneo”, ha detto Miguel Carnet, presidente dell’Unione degli Scrittori e gli Artisti di Cuba a questo giornale che era anche il giornale di Luis Báez, nell’omaggio in ricordo, realizzato da amici e colleghi nelle pompe funebri di Calzada y K, prima della partenza del funerale verso il cimitero di Colón.

Per Pedro Martínez Pires, vicedirettore generale di Radio Habana Cuba, non è stato difficile definire Luis Báez un grande reporter e amico di molti anni.

“Lo conobbi in Juventud Rebelde, dove aveva una sezione molto problematica. Lo ricorderò sempre con molto affetto e rispetto.  Faccio parte del gruppo di compagni che ha avuto la fortuna e il privilegio di lavorare con lui e apprendere dalla sua sapienza, dalla sua disposizione ad aiutare sempre, a insegnare, a porre la sua conoscenza vastissima a favore del collettivo dei compagni. È una perdita per il giornalismo,  perchè agli uomini come lui non si dice addio facilmente”, ha dichiarato José Luis Ponce Caraballo, funzionario del Ministero delle Relazioni Estere.

Ricardo Alarcón de Quesada e Juan Marrero, due compagni della Scuola di Giornalismo  Manuel Márquez Sterling, lo hanno ricordato in quello che fu l’affanno della sua vita: Fidel e il giornalismo.

“Un fidelista nato e un rivoluzionario sino all’ultimo istante. Per lui il giornalismo era la vita e la vita era il giornalismo. Inoltre ha realizzato un giornalismo sempre leale con la verità e con il suo popolo”, ha affermato Ricardo Alarcon.

“Umano, sensibile, molto fedele alla Rivoluzione, a Fidel, al Partito e ai suoi amici. Tutti si aspirava ad essere come lui, ma era irripetibile” ha continuato Márquez Sterling.

“Qual’è l’ultima notizia?”, è la domanda che molti rimpiangeranno da parte di chi non si è stancato mai d’esplorare e seguire la notizia, sino ad incontrarla. Lo hanno confermato cari amici tra i quali la giornalista Arleen Rodríguez Derivet, che nel suo discorso di commiato ha detto: “Me ne vado con il dolore che già non ci sarà più chi ci chiamerà alle undici, a mezzanotte e alla una di notte per chiedere qual’è l’ultima notizia e uno gli ripondeva  sempre “guarda che l’ultima la tieni tu”... Luis è il giornalismo del XX secolo e della stampa scritta per eccellenza, con odore a inchiostro e il suono delle voci agitate alla chiusura… con Luis, nel primo viaggio all’estero che abbiamo condiviso, ho imparato che significa non dormire quando la notizia è lì, ben sveglia, e la notizia era Fidel. Tra una dozzina di giornalisti che lo avevamo accompagnato in Spagna, solo Luis aveva saputo quando Fidel era ripartito per Cuba”,  ha detto ancora.

E così è stato ricordato il Premio Nazionale di Giornalismo José Martí, autore di una trentina di libri, tra i quali “Assolto dalla storia”, “Quelli che se andarono”,  “Quelli che restarono”, “Segreti di generali”, e numerose opere dedicate al leader storico della Rivoluzione Cubana, con una simbiosi tra la nostalgia e la soddisfazione d’avere contato sulla sua amicizia e la sua penna ardente.

Fondatore dell’Unione dei Giornalisti di Cuba e del quotidiano Granma, giornalista di Juventud Rebelde, della rivista Bohemia e di Prensa Latina, reporter della battaglia di Playa  Girón e di numerosi avvenimento e personalità storiche, Luis Báez starà sempre tra i buoni che, furtivi, sfuggono alla morte

(Traduzione GM - Granma Int.)
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Daniel Chavarría in dialogo on-line con i lettori di Juventud Rebelde

Il famoso scrittore uruguaiano-cubano visiterà la Redazione Digitale di Juventud Rebelde domani, mercoledì 11  febbraio, per scambiare opinioni e criteri sulle sue opere e su un nuovo romanzo che sta scrivendo.

Autore de numerosi articoli  letterari e politici che hanno percorso il mondo, in pubblicazioni in  spagnolo o in lingua inglese, stimato professore, sceneggiatore di cinema e televisione, Chavarría è uno degli scrittori più letti in Cuba, un prolifico narratore che ha ricevuto moltissimi premi.

Premio Nazionale di Letteratura del 2010 e inquieto narratore, vinse con il suo primo romanzo  “Joy”, nel 1978, il Premio Capitán San Luis.

Poi “La Sexta Isla” fu Premio Nazionale della Critica nel 1984. “Allá ellos”, ha vinto il Premio Dashiel Hammet, Gijón del 1992. “Adiós muchachos” il Edgar Allan Poe, assegnato nel 2002 dall’Associazione Nordamericana degli Scrittori del Mistero, a New York.

“El Ojo de Cibeles” ha  conquistato il premio Planeta Joaquín Mortiz, nel 1992.

“Aquel año en Madrid”  e “El rojo en la pluma del loro” hanno vinto il premio Casa de las Américas, nel 2000.

“Viudas de sangre” il Premio Alejo Carpentier 2004, che è il più importante riconoscimento assegnato dall’Istituto Cubano del Libro, e “Príapos”  ha ottenuto il Premio al romanzo  Camilo José Cela, convocato dal Municipio di Palma di Mayorca, Spagna, nel 2005.

Alle  10:00 di mattina di domani mercoledì 11, Chavarría comincerà a rispondere alle domande dei lettori  e sarà un’opportunità unica per conoscere da vicino il carismatico e versatile scrittore.

Per partecipare si devono inviare le domande all’indirizzo di posta elettronica digital@juventudrebelde.cu  specificando “Domande per Chavarría”

(Traduzione GM - Granma Int.)
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Pinar e Cuba sono arrivate e li hanno fermati

La rappresentazione di Cuba è tornata sul trono della “Serie del Caribe” dopo 55 anni. Cepeda, el Más Valioso del torneo

Oscar Sánchez Serra, inviato speciale - Foto: Ricardo López Hevia

San Juan di Puerto Rico – Sensazione e indiscutibile: così è stato il trionfo dei Vegueros di Pinar del Río nella 57ª Serie del Caribe, che si è conclusa domenica 8 nello stadio Hiram Bithorn di questa città nella quale Cuba ha offerto uno spettacolo che ha conquistato l’isola  del “borinquen”.

I Vegueros cubani hanno giocato un baseball totale, di buona difesa, offensivo attacco, che in due giorni ha sbaragliato i migliori lanciatori del torneo, prima quelli dei Caribes di Anzoátegui in semifinale e ieri i messicani Tomateros de Culiacán.

In queste due giornate hanno realizzato 23 imparabili, includendo due tubeyes, un triplo e un jonrón.

Dal monticello, il gigante Yosvani Torres ha dimostrato perchè ha portato la sua squadra di Pinar del Río sino al titolo di campione nazionale.

Qui ha giocato con tutti i cuori del suo paese che palpitavano con il suo, per lanciare la palla migliore di un pitcher, in questa sfida a Puerto Rico. 

Torres è stato sul monticello  durante sei entrate complete. Gli hanno dato due  jits, e non ha fatto avanzare nessuno oppositore alla prima base liberamente ed ha risposto con una palla terribile.

Sono andati in base  solo quattro uomini, perchè il quarto è entrato in circolazione per errore, in un impegno nel quale anche nel quarto inning era stato realizzato  un gioco perfetto Al gigante di Vueltabajo solo quattro dei 22 battitori affrontati hanno mandato la palla fuori dal quadro.

“È un giorno indimenticabile, è uno stimolo per continuare a spingere la mia Pinar del Río nella Serie Nazionale, ma è soprattutto è un grande orgoglio quello che sento, di rappresentare Cuba e darle questa vittoria. Sono stracolmo d’allegria  come so che sta succedendo per le strade di Vueltabajo e in tutte le città del mio paese! Questo è anche il loro trionfo!”, ha assicurato il vincitore ancora pieno d’emozione.

Al suo fianco  Yulieski Gurriel era letteralmente inghiottito dalle telecamere e dai giornalisti.  “Sono andato come sempre a fare un buon contatto e senza dubbio mi sentivo bene per battere bene, ed è stato così.  La squadra ha risposto, come ti ho detto è stato un gruppo molto unito, molto combattivo, del quale uno si sente orgoglioso nello scontro”, e lo ha stimolato e lui ha  segnato il suo jonrón nell’ottavo, che alla fine ha deciso il punteggio di  3 a 2.

Urquiola poteva appena parlare con in bocca il suo buon sigaro di tabacco raccolto dalla terra che dà la miglior foglia del mondo. Il direttore dei Vegueros di Pinar del Río, ha riassunto brevemente quello che abbiamo vissuto: “Sono veri eroi questi ragazzi. Non ho parole per ringraziarli per quello che hanno fatto! Sono venuti e dopo aver perso hanno recuperato e si sono dimostrati campioni”.  

“Oggi non ho altro da dire al popolo di Pinar del Río e a quello di Cuba: Grazie per aver fiducia in loro per l’appoggio che ci hanno dato. Godetevela che quello che abbiamo fatto qui è stato mostrare il baseball che siamo capaci di giocare nel nostro paese!” 

“Sai già che sei stato il Giocatore Più Bravo della Serie”, ho detto a Frederich Cepeda, prima della cerimonia di premiazione. 

Che cos’è questa storia?  Non lo sapevo questo! Tremendo”, ha sostenuto con allegria.

E poi ha aggiunto: “Coraggiosi sono questi pinareñi e cubani che non hanno lasciato cadere la bandiera che siamo venuti a difendere. Io ho avito fortuna e grazie a Dio ho potuto apportare in questa storica sfida della pelota cubana”, ha affermato ancora.

Tomateros, che difendeva i successi realizzati in questa serie dalla Yaquis de Obregón nel 2013 e dai Naranjeros di Hermosillo l’anno scorso, ha giocato “con tutta” l’insegna, ma è stato dominato da Torres e nemmeno il giovane  Liván Moinelo ha potuto attaccare, mentre  a Héctor Mendoza, anche se gli hanno dato un jit nell’ottavo inning, fissato nel punteggio, non sono riusciti a fermarlo nel nono inning,  nel quale si è presentato con la sua abituale retta supersonica.

“Felice, felice, non dimenticherò questo torneo! Si deve stare nel punto di lancio e sentire il cuore che sembra voglia uscire dal petto per comprendere tutto quello che sento. Al mio popolo, a tutta Cuba, alla mia famiglia, che si godano questa vittoria!”, ha detto il pitcher che ha  dato tre strike al battitore.

Si è rotto così l’incantesimo del Messico (3)  e della Repubblica Dominicana(2) nelle ultime cinque Campagne dei Caraibi dei Clubs Campioni, dominate dal 2010  sino alla notte del 8 febbraio a San Juan, nella quale Cuba li ha fermati.

Per i messicani ha aperto lo stesso che ha iniziato il gioco d’apertura, il sinistro Anthony Vásquez.  Cinque giorni fa ha tirato per cinque inning  con cinque hits permessi, una

corsa pulita e uno strike out, senza basi . 

ora gli hanno fatto

Ora gli hanno fatto un fuori campo pulito nella stessa quantità di inning  ed ha accettato sette tiri imparabili.

Juan Delgadillo si è occupato del suo riscatto, come il più bravo del serie scorsa nell’Isola Margarita, in Venezuela,  e anche se ha svolto la funzione d’accomodatore, non ha potuto inclinare la sfida a suo favore.

I giornalisti e gli organizzatori hanno eletto la squadra Tutte Stelle e oltre al titolo di Più  Valido, Cepeda, ha ricevuto anche il titolo di miglior battitore designato, mentre Yulieski Gurriel, in seconda base; Luis Yander La O, in terza, e Héctor Mendoza, in qualità di miglior sostituto,  hanno ricevuto la preferenza dei voti degli specialisti.

San Juan ha vissuto una giornata storica e Cuba dopo 55 anni ha riconquistato il trono del baseball nei Caraibi,  in uno stadio che non si è stancato di appoggiarla e che per la seconda notte ha fischiato quello stesso uomo che ha tentato di  disturbare questa festa.  San Juan e tutta Puerto Rico,  i cubani che risiedono qui e il Comitato di Solidarietà con Cuba, anche loro hanno realizzato un fuori campo per tanto amore e passione sparsi dentro e fiori dal terreno

(Traduzione GM - Granma Int.)
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Presentato un multimedia sul  leader rivoluzionario Fidel Castro Ruz

Questo multimedia è un fedele riassunto del periplo nazionale che percorse il leader storico della Rivoluzione cubana ai suoi inizi.

Damián Estrada  

Intitolato “Fidel Castro, carovana della libertà 1959”, questo multi media è stato  presentato come un fedele riassunto del periplo nazionale che percorse il leader storico della Rivoluzione cubana ai suoi inizi.

Il materiale che sarà disponibile per il pubblico nella 24ª Fiera Internazionale del Libro di Cuba, illustra con immagini i testi, gli archivi di audio e i discorsi della Carovana realizzata da Fidel Castro, dalla zona orientale dell’Isola all’estremo occidente, nei primi 17 giorni del gennaio del 1959.

Realizzato dall’Istituto di Storia di Cuba con il marchio Unicornio degli studi  Abdala, il multimedia è il primo del progetto “Personalità”, che includerà altre grandi figure della storia dell’Isola,  come i politici  Eduardo R. Chibás e Raúl Roa, e l’intellettuale Alejo Carpentier, tra gli altri.

"Dovevamo cominciare questo progetto con un multimedia pieno di simbolismi, e che cosa c’è di più simbolico dell’energica e poderosa voce del nostro leader? Ci siamo proposti di digitalizzare le 2182 placche di acetato che avevamo”, ha commentato René González Barrios, presidente dell’Istituto di Storia di Cuba.

 

“L’Istituto – ha continuato González- ha deciso di sfidare l’inerzia con la digitalizzazione di questi media ed  il primo compito è stata la classificazione con l’investigazione di una quantità di materiale, per raccogliere non solo la parti di audio, ma anche i testi e le immagini”, ha concluso il dirigente.

Oltre agli schemi tradizionali di audio e immagine, il materiale include testi in formato PDF, versioni predestinate alla stampa, una mappa di Cuba che illustra dettagliatamente la rotta della Carovana, agli albori del processo rivoluzionario cubano.

Come un complemento extra, è stata aggiunta una sezione che mostra l’impatto che ebbe quell’avvenimento nella stampa scritta di quell’epoca, accompagnata sempre dalla musica del famoso trombettista cubano, José Miguel Crego (El Greco).

Uno dei momento più emozionanti della presentazione è stato l’intervento dell’ex combattente rivoluzionario  José Alberto León Lima, che Fidel ribattezzò “Leoncino” e che rimase per tutta la Carovana a fianco del Comandante in Capo. (PL/ Traduzione GM- Granma Int.)


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Miguel Díaz-Canel valuta la responsabilità delle università cubane
• Durante il percorso di Santiago di Cuba, il primo vice presidente cubano, ha reiterato la responsabilità dei centri d’educazione superiore nel laureare professionisti preparati integralmente, con un’ampia formazione scientifica, umanista e rivoluzionaria

Eduardo Palomares Calderón - Foto: Miguel Rubiera Justiz /AIN

Santiago di Cuba -Il primo vice presidente dei Consigli di Stato e dei Ministri, Miguel Díaz-Canel Bermúdez, ha reiterato in questa città la responsabilità dei centri d’educazione superiore nel laureare professionisti preparati integralmente, con un’ampia formazione scientifica, umanista e rivoluzionaria.

Diaz Canel, membro del Burò Politico del Comitato Centrale del Partito, ha approfondito il tema durante un incontro con i consigli accademici dell’Università d’Oriente, l’ Università di Scienze Pedagogiche Frank País, e della Facoltà di Cultura Fisica e dello Sport, Manuel Fajardo, sulla loro integrazione  come unica istituzione nell’Università d’ Oriente.

Come ha precisato, si tratta di formare un professionista più utile al paese, perchè se diamo alla società professionisti ben preparati e se con questo incorporiamo valori e il concetto di assumere il lavoro come un dovere, come una responsabilità di fronte alla società, stiamo assegnando quadri per lo sviluppo socialista.

Il nuovo corso 2015- 2016, che inizierà nel settembre prossimo con questa ottica, dispone di un’Università d’Oriente con 11.600 studenti scritti in 54 specialità, raggruppate in 16 facoltà, che saranno seguiti da 2.262 insegnanti, tra i quali spiccano 383 con dottorato e 1239 master.

Díaz-Canel ha sottolineato che tutti si devono sentire parte di un processo dal quale nessuno sarà escluso e la cui importanza ideologica, economica e sociale trascende, con la partecipazione piena delle nostre università nell’implementazione delle Linee, approvate nel VI Congresso del Partito.

Il Primo Vicepresidente cubano ha iniziato la sua visita del territorio dallo zuccherificio Paquito Rosales, dove il direttore, l’ingegnere Carlos Calá, lo ha informato che dopo aver realizzato la produzione minima prevista, l’utilizzo del potenziale ha permesso di ottenere 880 tonnellate di zucchero al di sopra del piano previsto sino ad oggi.

Durante l’incontro ha esortato ad elevare l’efficienza industriale con un processo della materia prima di miglior qualità, possibilità che continuerà ad apportare maggiormente  alla tasca dei lavoratori.

Ad ovest della città, nell’impresa per l’elaborazione della soia, Díaz-Canel Bermúdez ha constatato lo smantellamento dell’antiquato meccanismo per l’estrazione dell’olio da questo fagiolo, operazione che permetterà d’iniziare in breve tempo il montaggio di un moderno impianto, lavoro che terminerà come previsto, all’inizio del mese di maggio.

Il direttore dell’entità, ingegner Omar Góngora Sánchez, ha spiegato che questo è il più forte investimento di quest’anno realizzato dal Ministero dell’Industria Alimentare nel paese e che la nuova tecnologia raddoppierà l’attuale consegna del materiale destinato alla produzione di olio commestibile e di altri derivati, come la lecitina, il testurizzato di soia e la farina sgrassata.

Sono state apprezzate anche le opere dedicate al 62º anniversario  delle gesta della Moncada e ai 500 anni della città, che si festeggeranno nel prossimo mese di luglio, come l’Avenida Juan Gualberto Gómez-Flor Crombet, che vincola  la Piazza Mayor General Antonio Maceo e il cimitero Santa Ifigenia e il complesso culturale con diversi servizi e attrazioni nella Piazzetta  de Ferreiro.

Al termine del percorso, il Primo Vicepresidente cubano ha trasmesso le sue impressioni sulla critica situazione affrontata, per la siccità, nel rifornimento di acqua alla città ed ha riconosciuto la saggezza dei santiagheri nell’affrontare il problema, seguito molto da vicino dalla direzione del paese.

Hanno partecipato al percorso con Díaz-Canel, Rolando Alfonso e Roberto Montesinos,  capi di  Departamenti del Comitato Centrale del Partito, accompagnati da Lázaro Expósito e Reinaldo García, primo segretario del Partito nella provincia e presidente del governo nel territorio, rispettivamente.

( Traduzione GM - Granma Int.)

 


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