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  L'Avana. 2 Ottobre 2012

   

Cuba contro il Blocco
“La necessità di porre fine al blocco economico, commerciale e finanziario imposto dagli Stati Uniti d’America contro Cuba”
Rapporto di Cuba sulla Risoluzione 66/6 dell’Assemblea Generale delle Nazioni Unite.

INTRODUZIONE

 L’applicazione deI blocco economico, commerciale e finanziario contro Cuba è iniziata nel momento stesso del trionfo della Rivoluzione Cubana, nel 1959 e, con il trascorrere degli anni, è stato istituzionalizzato e raffinato sempre più, con l’approvazione di proclama presidenziali e misure legislative che lo hanno reso progressivamente più ferreo e vasto.

 Da quel momento,  la politica d’asfissia economica che rappresenta non si è interrotta nemmeno un solo istante e questo riflette chiaramente l’ossessione dei successivi governi degli Stati Uniti di voler distruggere il sistema politico, economico e sociale eletto dal popolo cubano nell’esercizio dei suoi diritti di libera determinazione e sovranità. Durante tutti questi anni i meccanismi politici legali e amministrativi di questa politica sono stati induriti e rinforzati, con l’obiettivo di renderli strumenti più efficaci.

 L’essenza che ostenta il blocco, lo qualifica un vero genocidio, in virtù della Convenzione di Ginevra del 1948 per la Prevenzione e la Sanzione del Delitto di Genocidio e come un’azione di guerra economica, in conformità con la Dichiarazione relativa al Diritto della Guerra Marittima, adottata nella Conferenza Navale di Londra del 1909.

Come si può controllare nei siti web dei Dipartimenti del Tesoro e del Commercio degli  USA, il blocco contro Cuba continua ad essere il sistema di sanzioni unilaterali più ingiusto, vasto, severo e prolungato, mai applicato contro alcun paese del mondo.

 Come conseguenza della stretta e aggressiva applicazione delle leggi e del normative tipiche del blocco, Cuba continua  a non poter esportare e importare liberamente prodotti e servizi verso, o dagli Stati Uniti, e non può usare il dollaro nordamericano nelle sue transazioni finanziarie internazionali e o avere conti correnti in questa moneta nelle banche di terzi paesi. Inoltre non può avere accesso ai crediti delle banche negli Stati Uniti, dalle loro filiali in terzi paesi e istituzioni internazionali, come il  Banco Mondiale, il Fondo Monetario Internazionale o il Banco Interamericano di Sviluppo.

Durante quest’ultimo anno, la persecuzione ale transazioni finanziarie internazionali di Cuba è stata una delle realtà più significative nell’applicazione del blocco  Secondo il rapporto annuale pubblicato dall’Ufficio degli Attivi Stranieri  (OFAC), del Dipartimento del Tesoro, la cifra dei fondi congelati dagli Stati Uniti a Cuba alla fine del 2011 ascendeva a 245 milioni di dollari*, ostacolando  così lo sviluppo economico, sociale e scientifico-tecnico di Cuba.

 Disprezzando la volontà della comunità internazionale e dell’ Assemblea Generale, espressa nelle venti risoluzioni adottate da quest’organo mediante, le quali si sollecita di porre fine a questa politica, il governo degli Stati Uniti continua ad affermare che manterrà il blocco  come strumento di pressione e che non ha la minima intenzione di modificare la sua messa a fuoco verso Cuba.

 Il danno economico provocato al popolo cubano per l’applicazione del blocco economico commerciale e finanziario degli stati uniti contro Cuba sino al dicembre del 2011 considerando la svalutazione del dollaro di fronte all’oro nel mercato internazionale è di un bilione 66000 milioni (1,066,000,000,000) di dollari.

Ai prezzi correnti ascende ad una cifra che supera i 108.000 milioni (108,000,000,000) di dollari con un calcolo veramente conservatore.

 Nonostante il suo fallimento nelle realizzazione dei suoi propositi il blocco economico, commerciale e finanziario degli Stati Uniti continua ad essere il principale ostacolo per Cuba per lo sviluppo pieno delle sue potenzialità economiche e sociali.

  *Tutte le cifre indicate in dollari si riferiscono ai dollari degli Stati Uniti d’America.

- Capitolo 1º: Continuità nella politica del blocco economico, commerciale e finanziario contro Cuba
 

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