Prigionieri Politici dell'Impero| MIAMI 5  

     

C U B A

  L'Avana. 2 Ottobre 2012

   

Capitolo 3.3
Danni finanziari e bancari

3.3 Danni finanziari e bancari

Come segnalato, nel periodo che si analizza, la politica d’ostilità, persecuzione e aggressione del governo degli Stati Uniti al settore bancario e finanziario, si è incrementata. Si è indurita la persecuzione sulle istituzioni finanziarie e bancarie straniera indirizzata a limitare le operazioni verso e dalle banche cubane, sostenendo l’ impossibilità di operare con Cuba perchè è un paese inserito nella “lista dei paesi patrocinatori del terrorismo”, anche se la maggioranza dei trasferimenti di realizzano in euro o in altre monete.

Le principali perdite al Sistema Bancario Nazionale  in questo periodo sono state le seguenti:

Le perdite per le operazioni di cambio delle monete, di fronte all’impossibilità di usare il dollaro statunitense nel commercio estero cubano, che obbliga a ricorrere al meccanismo di doppio forex - uso di una moneta diversa dal dollaro - con il conseguente rincaro dei costi finanziari per poter rispettare gli obblighi con i creditori che esigono trattare in dollari.

La chiusura di conti di entità cubane nelle banche straniere.

Si mantiene la negazione alle banche corrispondenti per confermare o garantire le carte di credito.

Il rifiuto di alcune banche straniere di realizzare pagamenti di entità bancarie cubane.

La necessità di mantenere saldi minimi nei conti cubani all’estero, di fronte al rischio dell’embargo.

Alcune banche straniere hanno incorporato come requisito per operare con le  banche  cubane l’obbligo di dare informazioni sui loro azionisti  e sulle banche corrispondenti, tra l’altro, con la giustificazione che Cuba è tra i paesi sanzionati dalla OFAC.

Alcune di queste perdite si evidenziano con i seguenti esempi:

Durante il 2011, la OFAC ha multato due entità per un ammontare totale di 198.000 dollari per aver realizzaato transazioni finanziarie non autorizzate relazionate solamente con Cuba. Inoltre sono state imposte multe ad altre tre per un ammontare di 89 milioni 176.408 dollari per aver violato congiuntamente i regolamenti su Cuba e altri paesi. In questo caso, la banca statunitense JP Morgan Chase ha sborsato la maggior parte, liquidando un debito di 88.3 milioni di dollari.

Nel  2012, un’entità bancaria europea ha rifiutato l’apertura di un conta corrente in euro di una banca cubana, riferendo che il conto non si aggiustava alla strategia della banca per quel tipo di prodotto, anche se pochi mesi prima aveva accettato la richiesta cubana.

All’inizio di quest’anno e senza incidenze precedenti di questo tipo, un’altra banca europea, corrispondente di un’istituzione cubana, ha trattenuto i fondi di un gruppo di pagamenti a favore di imprese cubane, per le quali agiva come intermediaria, sostenendo che, per le restrizioni della OFAC, necessitava maggiori informazioni su quelle operazioni.

Un’entità bancaria asiatica non ha accettato di occuparsi di un’operazione d’esportazione di un’impresa cubana, come conseguenza del fatto che i documenti relazionati con la detta  esportazione erano stati trattenuti negli Stati Uniti.  Questa situazione ha provocato il rifiuto della banca, che non si è occupata dell’operazione ed il ritorno delle merci nel paese.
 

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