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E S T E R I

 L'Avana. 21 Ottobre 2014

   

Italiani nella salvaguardia del
progetto politico dell’America Latina

Carmen Oria

In favore del esempio di Cuba e di altri nazioni dell’America Latina come il Venezuela si sono riuniti italiani disposti a continuare la battaglia per diffondere la costruzione del progetto politico continentale che l’imperialismo intenta distruggere.

Nel CSOA romano Spartaco si è alzata la voce sulla necessaria unità di tutti amanti della pace e il benessere dei popoli nella uguaglianza di suoi diritti sociali per i quali lottano i governi di Cuba, Venezuela, Bolivia, Nicaragua, Ecuador.

Davanti a un centinaio di persone, giovani partecipanti alla conferenza “America Latina oggi, obiettivi e sfide” hanno denunciato la costantel’ingerenza del Dipartimento di Stato degli Stati Uniti con l’USAID, con la NED o la DEA che non si ferma nell’attaccare il processo progressista in tutta Latinoamerica.

Una delle strategie più crudeli utilizzata dagli Stati Uniti durante più di mezzo secolo è stata il blocco economico, commerciale e finanziario imposto all’ Isola caraibica per ammazzarla per fame, ha commentato Marco Papacci, vicepresidente della Segretaria Nazionale dell’Associazione di Amicizia Italia Cuba e presidente del Circolo Roma, che ha organizzato l’incontro con personalità del mondo della politica e del giornalismo.

Su questo argomento il Consigliere Politico dell’Ambasciata di Cuba Roger López ha ringraziato agli amici del popolo cubano per questo ritrovo, preludio alla presentazione il prossimo martedì 28 ottobre della risoluzione sulla "Necessità di porre fine al blocco economico, commerciale e finanziario degli Stati Uniti contro Cuba", che nel 2013 è stata sostenuta da 188 dei 193 stati membri delle Nazioni Unite.

Roger Lopez si è anche riferito agli tre dei Cinque eroi cubani impegnati contro il terrorismo Gerardo Hérnandez, Antonio Guerrero e Ramón Labañino, detenuti nelle carceri nordamericane in violazione anche delle stesse leggi degli Stati Uniti d’America.

Dopo aver parlato dell’altra ingiustizia riferita al portoricano Oscar López Rivera, il più vecchio prigioniero politico latinoamericano con 33 anni dietro le dure sbarre nelle prigioni degli Stati Uniti, Alfredo Viloria dell’Ambasciata Bolivariana del Venezuela ha sottolineato gli azioni della destra venezuelana assieme agli organizzazioni nordamericane per far cadere il governo di Nicolas Maduro, il primo presidente Chavista.

Viloria ha denunciato il feroce l'attacco fascista della destra negli Stati Uniti e ha chiesto l'unità e la continuità delle azioni di solidarietà per le nazioni del ALBA  per controbattere le bugie mediatiche in questa guerra di quarta generazione con la verità dei popoli che lottano per i loro diritti sociali.

Geraldina Colotti, giornalista di Il Manifesto, come simbolo dell’affermazione dell’ America Latina che non molla nel suo percorso di ricostruzione sociale, ricordò la frase del leader aymara Tupac Catari, “Tra poco mi uccideranno, ma, a breve, migliaia di migliaia verranno” che riconferma il forte messaggio di questa regione con la vittoria di Evo Morales lo scorso 12 ottobre.

Parole di ringraziamento per la energica presenza e dimostrazione di sostegno per le giuste cause hanno svolto Mario Cecchetti della Rete di Amici della Rivoluzione Cittadina del Ecuador e Massimo Angelilli della Italia-Nicaragua “Leonel Rugama” Roma, che ha invitato a partecipare al prossimo Incontro Europeo di Solidarietà con il Nicaragua Sandinista con sede nella Città Eterna.

Prima dell’Inaugurazione della Mostra Fotografica “Cuba que linda es Cuba” di la giovane Angelica Morini e del concerto del Trio cubano Jelengue,  i partecipanti hanno ricevuto una lettera dell’Ambasciatore della Repubblica Bolivariana del Venezuela, intitolata *Il “Bella Ciao” e il querrillero eroico Ernesto Che Guevara.

Il testo del diplomatico Julián Isaías Rodríguez Díaz che rende omaggio all’ anima di Nuovo Cristo che tanto ha tormentato agli imperialisti e che è concepito come una conversazione tra lui e il Che finisce con un messaggio di unità agli italiani:

“Tu che ogni giorno sopravvivi, insegna a questa brava Italia il cammino unitario per inventare altri “Quaderni dal Carcere”, per fare nuove barricate a Torino, Bologna e Livorno. Insegna loro a serrare le mani, che sappiano gli operai che le dita sono deboli ma che unite diventano un pugno. E premono i grilletti delle rose e cantano Bella Ciao, la più bella e conosciuta canzone partigiana dei gruppi di resistenza contro il fascismo.”
 

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