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Se Gramsci va alla Sapienza…
Seminario Internazionale “Percorsi gramsciani in
America latina”.
“Non credo che la scienza possa proporsi altro
scopo che quello di alleviare la fatica
dell'esistenza umana. Se gli uomini di scienza
non reagiscono all'intimidazione dei potenti
egoisti e si limitano ad accumulare sapere per
sapere, la scienza può rimanere fiaccata per
sempre, ed ogni nuova macchina non sarà che
fonte di nuovi triboli per l'uomo. E quando,
coll'andar del tempo, avrete scoperto tutto lo
scopribile, il vostro progresso non sarà che un
progressivo allontanamento dall'umanità”.
Bertolt Brecht “Tutto è politica, anche la
filosofia o le filosofie, e la sola «filosofia»
è la storia in atto, cioè la vita stessa”.
(A. Gramsci, Quaderno 7, Volume 2, pag. 886)
Si è tenuta ieri, nella affollata sala del
Senato Accademico presso il
Rettorato dell’Università di Roma “Sapienza”, la
presentazione del libro di Jorge Giordani “
Gramsci dall’Italia al Venezuela – Camminando
nel Socialismo possibile, dall’ALBA di Nuestra
America all’ALBA Mediterranea”.
Alla presentazione hanno tenuto un loro
intervento, oltre ovviamente i curatori del
libro il prof. Luciano Vasapollo e la dott.ssa
Rita Martufi, il Rettore Eugenio Gaudio, il
Direttore del CEMAS Antonello Biagini,
l’Ambasciatore della Repubblica Bolivariana del
Venezuela Julian Isaias Rodriguez Diaz,
l’Ambasciatore di Cuba presso la Santa Sede,
Rodney Alejandro López Clemente, Mabel Cristina
Thwaites Rey direttrice del Centro Studi
sull’America Latina e Caraibi dell’Università di
Buenos Aires, ed hanno partecipato docenti ,
studenti, dottorandi intellettuali militanti in
vari movimenti di base..
Ad aprire l’incontro è stato proprio il Rettore
Eugenio Gaudio, da
pochissimi giorni insediatosi alla conduzione
della “Sapienza”, che con il suo intervento ha
voluto sottolineare l’importanza di discutere
all’interno dell’Università di un intellettuale
italiano così importante.
E’ seguito poi il contributo de Prorettore
Antonello Biagini, che ha tracciato le
caratteristiche ancora molto attuali della
figura politica, filosofica e intellettuale di
Gramsci.
Ma gli interventi che maggiormente sono entrati
nei contenuti del libro e sopratutto
sull’attualità E necessità del pensiero guida
gramsciano, sono stati, in ordine, quelli del
prof. Luciano Vasapollo, da poco nominato
Direttore del neonato Centro Studi sull’America
Latina e i Caraibi della Università di Roma
“Sapienza”, dell’Ambasciatore del Venezuela e
della prof.ssa Mabel Cristina Thwaites Rey.
Luciano Vasapollo, nel suo intervento, ha
iniziato presentando l’autore Jorge Giordani,
peraltro già conosciuto non soltanto ai
militanti e attivisti politici e sociali
italiani ma anche in ambito universitario, visto
che in passato, anche recente, ha avuto modo di
svolgere varie
conferenze proprio all’interno dell’Università
di Roma. Un militante
marxista, intellettuale arguto e brillante,
Ministro della Pianificazione
Economica, fino a pochi mesi fa, del Governo
bolivariano del Venezuela, instancabile
collaboratore del Presidente Hugo Chavez fin
dalla prima ora, amico e compagno di viaggio
dalle innumerevoli, profonde e incontestabili
doti umane e politiche.
Ma l’intervento del prof. Vasapollo,- come anche
quello dell’Ambasciatore del Venezuela e della
professoressa argentina, si è caratterizzato
sopratutto, - è questo è stato “cuore” del suo
intervento come quello di tutto l’incontro,
sull’attualità del pensiero di Gramsci nei
processi di trasformazione in atto nei Paesi
dell’ALBA e in tutta l’America Latina, e come
ciò dovrebbe essere anche da monito e da
insegnamento per una sinistra europea, anche
quella culturalmente e politicamente
apparentemente più radicale affetta dal male
incurabile dell’eurocentrismo, che sempre più
spesso diventa forma più o meno velata di
razzismo culturale e di
autoreferenzialità e protagonismo di maniera
che crea danni immensi nella formazione dei
nostri giovani.
Infatti, oggi in America Latina e nei Caraibi le
popolazioni lottano per
quegli stessi ideali che condivideva Gramsci,
per quella Patria Grande, Nuestra America,
Maiuscola America, per cui molti diedero la
vita, da Josè Martì a Simon Bolivar, da Ezequiel
Zamora a Ernesto Guevara, a Hugo Chavez.
Attualmente, questa parte di continente
americano sta sperimentando nuove ondate di
fermento politico e culturale progressista e di
democrazie
rivoluzionarie partecipative, nel bel mezzo di
una crisi mondiale della
logica del capitale, sia essa economica sia essa
etico-valoriale, cioè una
vera e propria crisi di civiltà.
E allora il pensiero, la teoria, la prassi di
Gramsci, a distanza ormai di
quasi cento anni, trova tutta la sua
contemporaneità nella costruzione del Socialismo
nel e per il XXI secolo. L’intellettuale
organico,
l’intellettuale collettivo, i tre fronti della
lotta di classe, il blocco
sociale e il blocco storico, il Moderno
Principe, le questione
dell’egemonia, la questione meridionale intesa
non solo come sud d’Italia ma come “Sud del
Mondo”. Sono tutti argomenti che gli
intellettuali organici e i militanti delle
democrazie popolari partecipative e
rivoluzionari
latinoamericani si stanno ponendo oggi nello
straordinario processo di
trasformazione politico e sociale di quel
continente che diffonde nel mondo la cultura
della solidarietà, della complementarietà ,
dell’autodeterminazione dei popoli ,come proprio
la settimana scorsa ha più volte sottolineato il
Presidente Evo Morales nella sua visita e
lezione magistrale ospite graditissimo e
applauditissimo dell’Università Sapienza .
Ma il ragionamento di Vasapollo non si è
limitato solo a questo, ha voluto infatti, come
avviene nel libro di Giordani così come in Il
risveglio dei
maiali (Jaca Book, 2011 e nuova edizione 2012),
il libro/manifesto scritto da L. Vasapollo, R.
Martufi e J. Arriola, rendere un parallelismo
tra l’ALBA latinoamericana e la costruzione di
un’ALBA euro-afro-mediterranea.
Quello che si osserva nel continente europeo, è
la scomparsa delle culture dell’alternativa e
della trasformazione e l'attecchimento sempre
più forte del pensiero unico neoliberista con
qualche sfumatura di differenze di facciata ,che
ricade fortemente nella cultura e nei programmi
didattici
universitari che si propongono agli studenti
sia in Italia che nel resto
dei paesi.
Di conseguenza, lo Stato Sociale, la gratuità e
alta qualità dell’istruzione , della sanità ,
della ricerca e le grandi conquiste democratiche
dei decenni passati del movimento dei
lavoratori e degli studenti e docenti diventano
un reperto archeologico che soccombono di fronte
ai dettami culturali e ideologici dei grandi
capitali transnazionali. Alla costruzione
democratica partecipativa di una società dei
saperi come beni collettivi si contrappongono le
leggi drastiche dell’economia con i dettami al
solo fine di profitto voluti dal sistema della
compatibilità economica dell’Unione Europea, o
ai diktat della Troika. Quello che questo sta
generando sono sempre più alti indici di
povertà, disoccupazione, precarietà, che
sviluppano grandi disuguaglianze sociali, come
avviene ormai non solo nei paesi cosiddetti
sottosviluppati ma anche nei paesi a capitalismo
maturo.
Di tutto questo si è parlato all’incontro di
ieri alla “Sapienza”, Università tra le più
antiche , prestigiose e grandi d’Europa. Senza
nulla togliere ai Professori e Ricercatori che
nei loro corsi insegnano Gramsci come filosofo,
intellettuale italiano, personaggio storico,
quella di ieri è
stata tutt’altra cosa ascoltare la profondità e
la passione degli interventi del prof.
Vasapollo, dell’Ambasciatore del Venezuela e
della professoressa argentina Mabel.
Il libro di Giordani è stato l’ottimo spunto per
tutti gli interventi nel ridare vita attuale
rivoluzionaria al Gramsci intellettuale
comunista,
marxista in tutte le scelte della sua dannata
esistenza, e alla contemporaneità del suo
pensiero, del suo insegnamento, nella
costruzione di una teoria e prassi politica di
oggi e per l’oggi nella sua filosofia della
prassi.
Grande insegnamento di cultura di massa e per le
masse , di cultura di popolo e dei popoli, e
forti stimoli al pensare e agire sono venuti da
questo attento e pungente seminario
internazionale all’Università Sapienza .
E noi riflettiamo non senza gravi preoccupazioni
se invece consideriamo l’agire e le prospettive
asfittiche della sinistra europea e italiana,
compresa quella che discende dal dissolvimento e
dalla sconfitta della cosiddetta “sinistra
radicale” ,e sempre più dipendente dal Partito
Democratico, che si appiattisce su tentativi di
soluzioni di improbabile riformabilità
dell’Unione Europea, proposte economiciste e di
subalternià ad una idea di società e di cultura
che la storia sta sconfiggendo , come dimostrano
le alternative di sistema realizzate dai paesi
dell’ALBA o dalle proposte multicentriche e
pluripolari provenienti dai BRICS. E anche parte
della sinistra rivoluzionaria noi pensiamo che
abbia rinunciato definitivamente al pensiero
forte per la riscossa dei deboli, poiché non
riesce a comprendere , o non vuole praticare,
fino in fondo la necessità della ripresa e messa
in pratica, oggi, del pensiero di Gramsci e
della rottura rivoluzionaria, internazionalista
ed antimperialista con l’Unione Europea, come la
proposta politica e culturale , ma sempre e
tutta politica, che la costruzione di un’ALBA
euro-afro-mediterranea contiene.
E se questa sferzante provocazione e rimessa al
centro del dibattito della necessità della
rottura rivoluzionaria come atto di amore di
profonda appartenenza alla teoria e alla
pratica politico culturale di Gramsci avviene
all’Università Sapienza, nell’Italia al tempo di
Renzi, nell’Europa al tempo dell’Unione Europea,
della BCE, del Fondo Monetario Internazionale,
questo ha un valore politico e culturale
assolutamente non trascurabile, e ci fa ben
sperare- come ha ricordato il prof. Vasapollo a
chiusura della sua relazione con una frase di
Gramsci- che non è più rimandabile:
Uscire dal fosso e buttar via il rospo dal
cuore.
Capitolo Italiano della Rete in Difesa
dell’Umanità.
Centro Studi Cestes-Proteo.
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