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Presentazione del libro“Gramsci
dall’Italia al Venezuela”
Oggi, in America Latina e nei Caraibi le
popolazioni lottano per quegli stessi ideali
che condivideva Gramsci, per quella Patria
Grande per cui molti eroi diedero la vita – nel
Venezuela che era diventato epicentro di una
rivoluzione abortita nel XIX secolo
Introduzione all'edizione italiana
“Potrebbe sembrare pretenzioso presentare questo
libro al pubblico italiano, per via della vasta
e specifica bibliografia che accompagna la vita
e l'opera di questo gigante della politica
italiana. Sono molte le opere che sono state
scritte su Antonio Gramsci, e ancora altre ne
verranno pubblicate, poiché la sua figura è un
esempio lampante nella storia del socialismo,
per le sue idee, per la sua pratica politica di
costruzione di una società basata sulla logica
del lavoro, per la sua integrità fisica e morale
durante il periodo di prigionia nella carceri
fasciste.
Oggi, in America Latina e nei Caraibi le
popolazioni lottano per quegli stessi ideali che
condivideva Gramsci, per quella Patria Grande
per cui molti eroi diedero la vita – nel
Venezuela che era diventato epicentro di una
rivoluzione abortita nel XIX secolo.
Attualmente, questa parte di continente
americano sta sperimentando nuove ondate di
fermento politico, nel bel mezzo di una crisi
mondiale della logica del capitale.
Quello che da qui osserviamo del continente
europeo, è la scomparsa dei gloriosi partiti
comunisti e socialisti e l'attecchimento sempre
più forte del neoliberismo, sia in Italia che
nel resto dei paesi. Di conseguenza, lo Stato
Sociale diventa un reperto archeologico che
soccombe di fronte ai grandi capitali
transnazionali. Attualmente, l'Europa registra
alti indici di povertà che generano grandi
disuguaglianze sociali, come avviene nei paesi
dipendenti dal capitalismo o sottosviluppati.
In Venezuela, invece, stiamo sperimentando un
processo di costruzione sociale per una società
più giusta, con minori disuguaglianze sociali,
con la redistribuzione della ricchezza
proveniente dalla rendita petrolifera e con
grandi possibilità di partecipazione per la
popolazione nella vita comunitaria, così come
abbiamo visto durante gli anni di presidenza del
Comandante Hugo Chávez. È proprio grazie a lui
se stiamo riuscendo a dare forma ad una società
diversa, una società socialista, indipendente e
sovrana che si fonda sugli ideali di Simón
Bolívar, Ezequiel Zamora, Antonio José de Sucre
e di tanti altri padri della Patria che hanno
combattuto alla fine del XVIII secolo e
all'inizio del XIX contro l'impero spagnolo.
Ora, stiamo lottando contro un altro impero,
quello statunitense.
Per noi Gramsci è una grande fonte di
ispirazione poiché è colui che si è battuto per
la liberazione dell'Italia dal fascismo, per la
costruzione di un partito politico, che
purtroppo non esiste più. Quanta acqua è passata
sotto i ponti della Repubblica Italiana dopo il
processo di liberazione dal dominio fascista e
dall'occupazione nazista. Gramsci rimarrà per
sempre un simbolo di quella resistenza fatta da
esseri umani straordinari che hanno sacrificato
la loro vita per la conquista di un ideale.
Il lavoro che presentiamo ai lettori italiani è
un contributo sulla figura di Antonio Gramsci
che parte dalla trasformazione sociale e
rivoluzionaria dell'America Latina e dei
Caraibi. La costruzione di una società
socialista nel Venezuela attuale non è una idea
azzardata, come non lo è ispirarsi, per tale
costruzione, alla figura e alle opere del
pensatore sardo. Il parallelismo è supportato
anche dalla conformazione politica delle forze
che sostengono e che lottano per questa
trasformazione radicale. Ovviamente non abbiamo
dubbi sul fatto che non sarà una impresa
semplice, visto che possiamo contare solo
sull'appoggio dei settori contadini e cittadini
– in Venezuela la popolazione è di circa di 30
milioni di persone e i lavoratori continuano a
dipendere dalla rendita petrolifera, ossia da
una ricchezza che non ha niente a che a vedere
con il processo di produzione vero e proprio.
Tutto ciò genera dei meccanismi propri del
capitalismo, come l'individualismo. La
costruzione di una società che si fonda
sullosfruttamento degli idrocarburi – che
rappresenta una grande percentuale delle entrate
– ci porterebbe a vivere un paradosso
insostenibile, ossia quello di un socialismo
rentista.
Passare da un apparato produttivo basato
fondamentalmente sulla produzione di
idrocarburi, sullo sfruttamento della ricchezza
mineraria del settore primario, ad una società
industriale, più giusta nella distribuzione
delle entrate, richiede quanto meno la presenza
di una leadership politica collettiva che riesca
ad unire il popolo e le Forze Armate di fronte
alla minaccia dell'impero statunitense e ai
conflitti interni generati da una opposizione
politica che somiglia molto ai politici che
dovette affrontare Gramsci.
Questo libro nasce da una esperienza personale
dell'autore che ebbe l'onore di accompagnare il
Porfessor Giorgio Baratta e altri amici
interessati al pensiero e alla figura di
Gramsci. Quando l'autore non faceva parte del
Governo Chávez, intraprese un viaggio in Italia
che gli diede l'opportunità di avvicinarsi, in
modo più sistematico, alla vita e all'opera di
quest'uomo universale. Il libro, come abbiamo
detto, parte da una esperienza molto
particolare, quella del processo bolivariano,
che purtroppo avverte la mancanza del Comandante
Chávez, figura controversa agli occhi dei
politici europei che, molto spesso, non riescono
a comprendere il contesto storico in cui si
sviluppano gli avvenimenti latinoamericani[1].
Il Comandante Chávez partecipò alla rivolta
militare del 4 febbraio 1992, scoppiata in
seguito all'esplosione popolare del febbraio
1989, quando il popolo venezuelano si ribellò
alle misure del Fondo Monetario Internazionale e
al governo di Carlos Andrés Pérez che aveva
appena iniziato il suo secondo mandato. La
repressione statale fu enorme, tanto da far
precipitare il paese in un incubo fatto di morti
e feriti.
Gramsci non è entrato nel dibattito venezuelano
nel 1998, ma tempo prima, quando il Comandante
Chávez uscì dal carcere – nel 1994 – e girò il
paese in lungo e in largo per la campagna
elettorale. La sua popolarità popolarità aumentò
in tutti questi anni, facendogli vincere le
ennesime elezioni del 7 ottobre del 2012, le
ultime alle quale avrebbe partecipato. Infatti,
come sappiamo, dopo quel momento subì una nuova
dolorosa operazione. Poi è arrivato il momento
della sua scomparsa fisica, il 5 marzo 2013. La
sua morte portò ad un'altra tornata elettorale,
in un paese che ha visto 19 elezioni in meno di
15 anni. La popolazione ha sempre dimostrato
fiducia verso il processo bolivariano,
nonostante i tentativi di destabilizzazione di
una opposizione che non dissimula il suo
fascismo creolo sostenuto dagli Stati Uniti. Il
gigante del Nord, infatti, non può permettere
che il processo bolivariano continui il suo
lavoro, e per tale ragione scatena una doppia
strategia: da una parte l'isolamento interno, e
dall'altra, la destabilizzazione interna.
Il nostro obiettivo è quello di dare sempre più
legittimità al governo e al processo bolivariano
affinché si riusca a costruire una rivoluzione
politica vincolata ad un modello di sviluppo che
si regga su nuove relazioni di potere e su un
nuovo blocco egemonico alternativo che si faccia
carico degli interessi dei settori popolari, dei
piccoli produttori della campagna e della città.
Inoltre tale processo dovrà garantire la
soddisfazione delle necessità di base della
popolazione, la difesa della sovranità e
l'adozione di strumenti di autogestione
produttiva collettiva, la pianificazione
democratica in quanto meccanismo che regola le
relazioni produttive e l'autonomia del paese di
fronte all'internazionalizzazione del sistema
capitalista[2].
Il nostro lavoro non ha la pretesa di analizzare
in maniera sistematical'influenza del pensiero e
dell'opera di Gramsci in Venezuela – così come
ha fatto la Fondazione Istituto Gramsci per
altri paesi dell'America Latina[3].
In questo libro, infatti, non sono presenti i
contributi di autori venezuelani che hanno
studiato l'intellettuale sardo. La nostra
esperienza deriva molto di più dalla pratica
politica adottata per la costruzione del
socialismo e dalla figura del Comandante Chávez
che abbiamo avuto l'onore di conoscere nel
carcere di Yare il 26 marzo del 1993.
Essere stati al fianco del Comandante per tutti
questi anni ci ha dato l'opportunità di
riprendere in mano gli scritti del “sardo
universale”, poiché avevano una importanza
enorme per il processo di legittimazione del
governo bolivariano e per i settori popolari.
Chávez parlò per la prima volta della necessità
di una società socialista il 31 gennaio del
2005. Era una convinzione maturata in seguito al
colpo di Stato del 2002 e al sabotaggio
petrolifero della fine dello stesso anno e
dell'inizio del successivo. Furono battaglie
durissime che però ci permisero di sconfiggere
la relazione di interesse tra l'opposizione
interna e l'imperialismo statunitense.
La legittimazione popolare fu completa il 15
dicembre del 2006, quando il Comandante diede
vita al Partito Socialista Unito del Venezuela
(PSUV). Talepartito ha l'obiettivo di formare
quell'intellettuale organico di cui parlava
Gramsci, anche se questa non è una condizione
sufficiente per la nascita del sistema
socialista, ma è comunque un ottimo inizio per
la costruzione di una forza politica necessaria.
Insieme ad altre forze sociali e politiche, il
PSUV è il referente del socialismo in Venezuela.
Queste pagine vorremmo che servissero ai lettori
italiani per capire il processo di costruzione
di una società basata sulla logica del lavoro
che dovrà sostituire l'apparato egemonico del
passato, per modificare, una volta per tutte, le
relazioni sociali di produzione. Questa è la
base per una società che si ispira al pensiero
gramsciano.
Un pensatore e un attivista politico come
Antonio Gramsci deve essere considerato un
interprete dell'epoca in cui ha vissuto, poiché
non si può prescindere dalla sua opera se si
vuole comprendere lo “spirito del suo tempo”. È
bene che anche i più giovani leggano le opere di
Gramsci poiché la sua eredità è ancora
attuale[4]. L'opera, la vita e l'impegno di
Gramsci sono la base attuale per la costruzione
di una società nuova, una società socialista.
Prof. Luciano Vasapollo- Sapienza Università di
Roma Delegato del Rettore per le Relazioni
Internazionali con i paesi dell’ALBA.
[1] Chávez per sempre! (Natura
Avventura Edizioni. Roma. 2013).
[2] Jorge A. Giordani C., La
transizione bolivariana al socialismo.
(Natura Avventura Edizioni. Roma. 2013). p.
34.
[3] Dora Kanoussi, Giancarlo
Schirru e Giuseppe Vacca (Ed), Studi
gramsciani nel mondo. Gramsci in America
Latina. (Societá
Editrice Il Mulino. Bologna. 2011).
[4] Norberto Bobbio. Teoria
generale della politica.
(Einaudi. Torino.
1999). p. 54.
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