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Il Festival Leo Brouwer ha aperto
con Pancho Céspedes
Charly Morales
Valido

Il Festival Leo Brouwer di Musica da Camera ha
offerto un concerto inaugurale del cubano
Pancho Céspedes, che ha avuto come invitato
Pablo Milanés.
Due voci imprescindibili della canzone cubana si
sono unite per aprire la seta e ultima edizione
di un festival concepito per riunire in Cuba il
meglio della musica colta.
Oriundo della centrale cittŕ di Santa Clara,
Céspedes ha confessato di aver provato
un’emozione indescrivibile presentandosi di
nuovo davanti al suo pubblico, dopo vent’anni
d’assenza dalle scene cubane.
Autore di classici come “Vida loca”,
l’interprete che risiede da 24 anni in Messico,
ha considerato un onore essere invitato dal
chitarrista Leo Brouwer, e lo ha paragonato a
Mozart, Beethoven e Tchaikovski.
Dal primo brano č stato super applaudito dal
pubblico che ha affollato il Teatro Karl Marx,
con molti fedeli fans che non lo hanno mai
abbandonato e ai quali ha dedicato vecchi
classici e novitŕ. Tra queste “Todavia”, che č
il titolo del suo prossimo disco.
Il grande momento č giunto quando si č unito a
lui Pablo Milanés, uno dei fondatori della detta
Nuova Trova.
Insieme hanno regalato una versione personale
dei classici “Yo no te pido”, e “La Felicidad”,
due gioielli in un recital di quasi tre ore, un
sogno fatto realtŕ per Céspedes.
Cosě č cominciato questo Festival al quale
partecipano 300 musicisti di 14 paesi, tra i
quali stelle come il cellista
franco-nordamericano Yo-Yo Ma e il rockero
argentino Fito Páez.
Il grande incontro culturale terminerŕ il 12
ottobre con un concerto del cubano Jesús
"Chucho" Valdés, una chiusura favolosa di un
programma di dibattiti, giornate accademiche,
cicli di cinema, esposizioni, proposte teatrali,
presentazioni di dischi e di libri( Traduzione
GM -Granma Int.)
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