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XXI Congresso Nazionale di Storia
• Tutto il talento in
difesa della storia patria
• Il prossimo appuntamento è per il 2016 ed avrà
come
sede la provincia di Holguín
Miguel Febles
Hernández
A Camagüey, dopo due intense e fruttifere
giornate di dialogo, riflessione e polemica, è
terminato nell’ Accademia dell’Arte Vicentina de
la Torre, il XXI Congresso Nazionale di Storia,
incontro speciale per la profondità delle
analisi di temi di somma attualità per il
destino del paese.
Il frutto di una stretta cooperazione realizzata
lo ha portalo felicemente a termine con la
partecipazione dell’Unione Nazionale degli
Storiografi di Cuba, del Ministero di Cultura,
l’Istituto di Storia di Cuba, il Centro degli
Studi Martiani, l’Accademia di Storia di Cuba e
l’Ufficio dei Temi Storici del Consiglio di
Stato.
Questo gruppo grazie alla qualità del dibattito,
ha permesso la partecipazione di importati
personalità come i Premi nazionali di Storia
Eduardo Torres Cuevas, Pedro
Pablo Rodríguez, Ibrahim Hidalgo Paz, Olga
Portuondo Zúñiga e Francisca López Civeira.
Sono state discusse 64 relazioni finaliste, i
cui autori hanno toccato i temi più diversi del
futuro storico nazionale e la sua impronta negli
avvenimenti nazionali e locali e soprattutto
l’investigazione dedicata al trattamento delle
tappe più recenti della storia patria.
Come ha precisato nella sua conferenza la
dottoressa Francisca López Civeira, si tratta di
abbandonare visioni schematiche e semplicistiche
degli avvenimenti e degli attori storici, per
analizzare i problemi in tutta la loro
complessità, differenze e contraddizioni, unica
maniera di giungere alla chiave di ogni processo
storico.
Yoel Cordoví Núñez, vicepresidente dell’Istituto
di Storia di Cuba, proclamando che gli
storiografi devono essere sempre più creativi,
ha sostenuto che devono anche attualizzare e
nello stesso tempo saper discernere quali sono i
problemi storiografici che necessitano d’essere
investigati.
“Se in questo minuto storico di trasformazioni
economiche che hanno anche una dimensione
sociale culturale ed etica, non si parte dando
tutto il protagonismo alle scienze sociali e in
queste alla storia, allora non svolgeremo il
ruolo che ci corrisponde”, ha sottolineato
l’investigatore.
“Il nostro dovere, ha commentato il delegato
Delio Orozco González, è vegliare per la verità
storica, raccontare la storia, segnalare i suoi
errori per non ripeterli e insegnare quelli che
devono essere i cammini, perchè la storia non
dice come fare le cose e quello che succederà,
ma sì, che se sbagliamo in qualcosa,
apprendere da questi errori”.
Criteri simili sono stati raccolti nella
Risoluzione finale del Congresso, un documento
che conferma l’impegno degli storiografi cubani
di contribuire a rinforzare l’unità dell’anima
della nazione cubana, con la già provata
vocazione dei servizi in difesa della scienza
storica e dell’etica che li distingue. (Traduzione
GM- Granma Int.)
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