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C U L T U R A

  L'Avana. 25 Aprile  2014

   

Garcia Márquez e la sua
Amaranta cubana

Una famiglia cubana rimpiange in modo molto sentito la scomparsa dell'autore di “Cento Anni di Solitudine”, perchè uno dei suoi personaggi, Amaranta, vive in questa casa e studia medicina.

La passione letteraria di Olamis Aguiar per il romanzo di Gabriel Garcia Marquez si è materializzato ventanni fa con la nascita di sua figlia Amaranta.

Olamis ed Amaranta non avrebbero mai  immaginato  che un giorno in Calle 31, nel quartiere di Buenavista della capitale, sarebbe  passato in automobile il famoso autore che si  girò in direzione della giovane madre che diceva alla  figlia di 8 anni: “Guarda Amaranta, lui è Garcia Marquez!”

Sentendo  il nome del personaggio di Macondo, lo scrittore Premio Nobel di Letteratura del 1982 si fermò per conoscere quella Amaranta più da vicino e  usò il potere dei mezzi di diffusione.

Il genio di Aracataca, in Colombia, andò alla televisione e chiese  che trasmettessero un messaggio chiedendo che la madre e la bamabina che si trovavano quel pomeriggio in Calle 31  comunicassero col Canale Habana.

Intervistata da Prensa Latina, Olamis Aguiar ha raccontato che negli studi della televisione gli dissero di telefonare  alla Fondazione del Nuovo Cinema Latinoamericano, alla sezione diretta da Garcia Marquez e la segretaria della Fondazione, Alquimia Peña, gli chiese di restare in casa nel fine settimana  perché l'autore voleva fare loro una visita.

L'attesa fu breve perché mezz'ora dopo giunse lo scrittore con un mazzo di rose gialle e una copia  del “Diario di un Naufrago”  dedicato con un autografo ad Amaranta. L'incontro è avvenuto alla fine del 2001.

Vicino al fiore che aveva disegnato, la dedica: “Il fiore più bello per Amaranta, la bambina più bella. Con un bacio, Gabriel, 2001”.

Poi il celebre autore e giornalista detto Gabo, si era interessato dettagliatamente ai gusti della bambina e ai suoi studi.

Il padre di Amaranta, Gaspar Rosse, è stato invitato dallo scrittore a condividere alcune colazioni nell’hotel Melià Cohiba, dove lavora e inoltre Gabo ha offerto il suo appoggio per l'educazione della bambina, che è cresciuta e frequenta oggi il secondo anno di Medicina nell'Istituto Victoria di Girón, nella capitale cubana.

Un paio di ore di conversazione passarono rapide, ma  García Márquez lasciò il suo biglietto da visita  per la sua nuova Amaranta e come a Macondo, ha concluso Olamis, davanti all'inaccettabile commiato del Gabo, che ha lasciato una forte desolazione che va oltre tutte le  frontiere.

( Traduzione Granma Int.)

 

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