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“Sucu suco”, più di cento anni di
storia nel liuto di Mongo Rives
Conoscere la musica cubana.
Ibis Frade
Discendente diretto del son, il “suco suco” è
oggi uno dei ritmi tradizionali con la miglior
salute ne municipio speciale cubano Isola della
Gioventù , che si trova a 142 Km. a sud ovest da
L’Avana. Anche se i primi accordi di questo
ritmo sorsero alla fine del XIX secolo, Ramón
Rives ha dedicato tutta la sua vita a mantenerlo
vivo e molti lo conoscono come Mongo, il
creatore del “sucu suco.
Mongo ha 85 anni, ma questo suonatore di liuto
di formazione autodidatta, confessa che la sua
mente è ben sveglia e che ha molta forza per
andare avanti con la sua musica.

“Ho imparato a suonare il liuto a orecchio,
ascoltando alla radio e poi cercando di
riprodurre la melodia con una chitarra
improvvisata”, racconta il veterano musicista.
“A 13 anni mi sono costruito un tres con una
cassa, le ho posto un diapason, alcuni fili e mi
sono messo a cercare le note. Questo strumento
adesso si trova nel Museo di Nueva Gerona il
capoluogo municipale. Poi mi sono innamorato del
liuto e sono andato a casa della sola persona
che ne aveva uno qui e gli ho detto - Io suono
il liuto e non lo conosco, non ne ho mai tenuto
in mano uno “ ricorda.
“Di sicuro mi prese per matto, ma io suonai gli
accordi che conoscevo e così decise di vendermi
il suo strumento per 15 pesos, che era denaro in
quel momento, un capitale, e i miei genitori
dovettero vendere degli animali per comprarlo.
Formai il mio quintetto nel 1945 e al trionfo
della Rivoluzione, nel 1959 avevo già il formato
che conservo attualmente, un sestetto.
Prima il gruppo si chiamava “Mongo Rives y la
tumbita crolla”, ma poi lo cambiai perchè molti
turisti mi chiedevano della “tumbita”, se Mongo
era morto da piccolo”, dice e sorride. “E poi
no, io sono ritmo di montagna da seminare...”
Il gruppo adesso si chiama “Mongo Rives e il
suo sestetto pinero”, e realizza presentazioni
abituali a Varadero, uno dei poli turistici più
importante dell’occidente di Cuba.
"Anche se i miei 70 anni di vita artistica non
sono stati molto festeggiati, il gruppo si
mantiene attivo e incorpora oggi genei
tradizionali al suo repertorio, come il son e il
punto guajiro.
Per me, il “sucu suco” è la musica più grande
che c’è. Prima, quasi tutto di questo ritmo lo
faceva il mio gruppo e questo mi inorgoglisce,
soprattutto quando le mie composizioni le
cantano i bambini dell’Isola della Gioventù”,
ha detto ancora.
“Il primo “sucu suco” è sorto verso il 1840 e
la mia bisnonna lo cantava molto e io l’ho
imparato così. In questo genere la campana è
costante e con solo nel montuno, com’è tipico
del son”.
“Non può mancare il machete, non sarebbe lo
stesso senza il suono acuto che produce quando
gli raschiano sopra un coltello... poi ci sono
la tumbadora, il tres, la chitarra, il liuto, le
maracas, clave, güiro, una marímbula e la
campana o cencerro".
Inoltre in molte registrazioni si include la
fisarmonica, perchè a me piace così”, ha
segnalato Mongo.
“Come si dice in Spagna, il mio liuto è una
“bandurria”, così chiamano là una specie di
liuto molto largo a corde. Forse non si sa bene
il nome dello strumento, ma di qualcosa sono
sicuro: quello che suono è il “susu suco”, così
con o". ( Traduzione GM- Granma Int.)
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