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VIII Congreso della UNEAC
L’ Ottavo Congresso della Unione Nazionale
degli Scrittori e gli Artisti di Cuba (UNEAC),
previsto per venerdì 11 e sabato 12 a L’Avana,
sarà un incontro di combattimento ha affermato
il suo presidente Miguel Barnet.
“Sarà un Congresso austero e di combattimento
contro la mediocrità e la banalità, un congresso
in cui l’educazione sarà la priorità e risulterà
di grande significato per la vita culturale e
politica del paese”, ha detto Barnet nella
Tavola Rotonda.
Dopo aver segnalato che ci sono molte polemiche,
il celebre etnologo e grande scrittore cubano,
ha aggiunto che la UNEAC è un foro di idee che
si devono plasmare in realtà concrete ed ha
incitato a fomentare i veri valori e che sia
sempre l’avanguardia quella che li difende.
La giornalista Magda Resik, vicepresidentessa
del Comitato Organizzatore del Congresso della
UNEAC, ha sottolineato la necessità che la
cultura sia la sostanza dei media cubani,
incrementando in loro la presenza della
critica.
La cultura principale da salvare è la
Rivoluzione cubana, perchè è l’opera culturale
più importante dei tempi moderni e non solo per
Cuba, ha precisato nella trasmissione l’artista
Alberto Lescay.
Pronunciandosi per un equilibrio tra economia e
cultura, ha chiamato gli scrittori e gli artisti
a tenere un atteggiamento che sia “dare più che
ricevere”.
Lescay ha avvertito che gli errori in questa
sfera sono molto duraturi e volte irreversibili.
Lo scrittore e poeta Carlos Tamayo, presidente
della UNEAC a Las Tunas.
Ha fatto riferimento alla responsabilità della
cultura in tutte le aree della vita includendo
quella dell’essere sociale e la fraternità tra
cubani.
Segnalando che l’identità culturale passa per un
momento cruciale, ha indicato che la UNEAC
lavora su una cultura minacciata ed ha citato la
statunitense Legge Torricelli che chiama a
realizzare la transculturazione del popolo
cubano. (RR/Traduzione Granma Int.)
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