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E si apersero le porte di
Santiago
Un racconto fatto dal Generale d’Esercito Raúl
Castro Ruz il 18 dicembre del 2010,
nell’Assemblea Nazionale.
“...Io andai nello stesso ufficio di Chaviano,
lo stesso dove mi interrogarono quando avvennero
i fatti della Moncada ed entrai dalla stessa
porta.
Quando mi fecero prigioniero, per fortuna molti
giorni dopo, quando già erano terminati la
repressione e il massacro dei compagni che
avevano assaltato la Moncada, non mi
picchiarono, non mi diedero botte, non mi hanno
imposto quell’esperienza.
In quella circostanza io cercai di comportarmi
il più degnamente possibile, senza insolenza, e
passai tra file di soldati che mi insultavano e
chiedevano al capitano e agli ufficiali che mi
conducevano: “Dammelo capitano, per fare
giustizia...”
Cinque anni, cinque mesi e cinque giorni dopo,
il primo gennaio entriamo a Santiago di Cuba e
io vado alla caserma Moncada a parlare a tutta
quella gente, e adesso sono entrato tra “Viva”
nello stesso luogo. Avevo una sola scorta e
parlai.
La missione era riunire tutti gli ufficiali e
portarli a El Escandel, a lato del Caney,
perchè parlassero con Fidel.
Io non potevo andarmene, c’era una folla di
soldati e di sergenti che mi portarono al loro
quartiere vicino alla caserma Moncada, e lì
rimasi. Non potevo andarmene e mi diedero caffè
e altro.
Io stavo parlando alla truppa e cominciano a
gridare: "Gerolán, Gerolán", e io chiedo agli
ufficiali di Batista “Chi è questo Gerolan?” Ma
non mi fanno caso. “Gerolan!”, e io parlando a
tutta voce da un balcone, ma niente! nessuno mi
diceva chi era Gerolan e non mi facevano
parlare.
Nemmeno quello che stava con me sapeva qualcosa,
sino a che n ufficiale, mi pare un ragioniere,
uno della logistica, un tenente o sottotenente,
si avvicina e mi dice: “Senta Comandante,
Gerolan è il piccolo salario che danno quando
siamo in campagna”, e io gli chiedo: “Perchè,
non ve lo hanno pagato?” Mi rispondono: “No,
perchè qui non si riportavano neanche i morti,
così i capi potevano rubarsi il denaro”.
Allora dico: “Domani, quando la fortezza sarà in
mano nostra, Gerolan per tutti voi!” Ehhhh! Fu
la fine del mondo. Io dico: “Ma che truppe che
abbiamo qui davanti, chiediamo un prestito a una
banca e paghiamo il Gerolan!”
Va bene, ma cos’era il Gerolan? Era uno sciroppo
che, credo, doveva avere proprietà speciali, di
quelli che si bevono i ciarlatani.
(Traduzione Gioia Minuti).
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