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Tutti continuiamo ad essere
Chávez
Foto: José M.
Correa
Chávez ha mantenuto la sua parola. Con la sua
morte, un anno fa, si è moltiplicato in milioni
di venezuelani, di latinoamericani e di
caraibici che hanno assunto l’impegno di
continuare il suo legato.
Il suo amore per la storia, la sua passione per
il baseball, il suo carattere gioviale, la sua
lotta di fronte alle ingiustizie, le sue parole
appassionate, fertilizzano ogni pezzettino di
terra, dal sud del Rio Bravo alla Patagonia.

Questo statista di taglia universale continua ad
essere rispettato dai suoi detrattori e ammirato
enormemente da tutte le persone di buona
volontà, da coloro che credono, grazie a Lui,
che un mondo migliore sì che è possibile.
Chávez ha diviso la storia in due metà: con lui
c’è stato il prima e il dopo, ha dato la voce a
chi non l’aveva, ha dato la dignità a migliaia
di uomini e donne che hanno assunto l’impegno di
fondare una Patria nuova con tutti e per tutti.
Le attività in Cuba
A Cuba sono state realizzate varie iniziative
per ricordare il primo anniversario della
scomparsa fisica del leader bolivariano Hugo
Chávez.
Nel pomeriggio di ieri, 4 marzo, sono stati
annullati tre francobolli commemorativi nella
sede del Ministero degli Esteri.
Poi, nel Memoriale José Martí, in Piazza della
Rivoluzione, a L’Avana, è stato presentato il
documentario “Il fuoco sacro”, della giornalista
del Sistema d’Informazione della Televisione
Cubana, Irma
Cáceres ed è stata inaugurata l’esposizione
fotografica “Dalla sue mani sgorga una pioggia
di vita”, del cameraman Rolbis Yacer. (
Traduzione Granma Int.)
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