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Un’attivista francese ha
denunciato le falsitŕ mediatiche sui Cinque
Amilcar
Morales Garcia
L’attivista francese Jacqueline Roussie ha
denunciato la manipolazione mediatica che
censura o deforma il caso degli antiterroristi
cubani condannati negli Stati Uniti, per aver
difeso il loro paese.
Nella sua lettera aperta mensile indirizzata al
presidente nordamericano, Barack Obama, ha
segnalato che il ritorno in Patria di Fernando
González, al termine della condanna č stato
definito dai grandi media dell’informazione “la
liberazione di una spia”.
La manipolazione per mantenere il silenzio e
deformare il caso non č terminata, ha precisato
nella sua lettera, ed ha ricordato che i Cinque,
come li si conosce nel mondo, non sono mai stati
condannati per spionaggio.
Durante il processo a Miami, persone vincolate
ai servizi d’intelligenza statunitense come
l’ammiraglio Eugene Carrol e i generali Edward
Atkenson e Charles Wilhem, hanno testimoniato
che il quintetto non aveva mai avuto accesso
alle informazioni strategiche di questo paese.
Ma dato che li dovevano condannare ad ogni
costo, si mantenne la nebulosa accusa di
“cospirazione per commettere spionaggio”, che
non č mai stato provata.
Fernando, con René González, Antonio Guerrero,
Gerardo Hernández e Ramón Labańino, furono
detenuti nel 1998 e sottoposti ad un processo
viziato nei quali furono condannati a smisurate
reclusioni.
René e Fernando sono tornati liberi con la
fronte in alto e si sono sommati alla battaglia
per la liberazione dei loro compatrioti, ha
segnalato Roussie.
Le irregolaritŕ del processo contro i Cinque
sono state analizzate da una Commissione
Internazionale d’Investigazione, guidata a
Londra da tre prestigiosi giuristi e con la
partecipazione di 200 persone di 27 paesi.
Il principale testimonio dell’incontro era René
González, ma le autoritŕ britanniche gli hanno
negato il visto, cosa che non ha perň impedito
un duro verdetto in cui sono state condannate
tutte le illegalitŕ perpetrate contro gli
antiterroristi a Miami.
“Questo documento le č giŕ stato inviato, signor
presidente e reclamiamo la liberazione dei tre
patrioti cubani ancora reclusi, un reclamo al
quale lei ha la potestŕ di rispondere, ha
assicurato Roussie. (Traduzione Granma Int.)
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