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Giornata Internazionale per i
Cinque
Vincoli di giustizia
Organizzazioni solidali tedesche
e italiane e padre Michael Lapsley,
vicepresidente del Consiglio delle Chiese del
Sudafrica, si sono incontrati nell ’Istituto
Cubano di Amicizia con i Popoli per unire le
volontà nella causa dei Cinque.
Amaya Saborit
Alfonso Bill Hackwell

I gruppi solidali con i Cinque
Eroi giocano un ruolo importante nella
promozione della vera realtà degli
antiterroristi cubani.
Con la volontà di stringere i vincoli e unire i
pensieri attorno alla causa degli Eroi cubani,
ingiustamente reclusi nelle prigioni
dell’impero, ieri martedì 2 settembre sono
avvenuti nell’Istituto di Amicizia con i Popoli
- ICAP – incontri tra organizzazioni solidali
tedesche e italiane e con il noto padre Michael
Lapsley, vicepresidente del Consiglio delle
Chiese del Sudafrica.
Fernando González, Eroe condannato a 17 anni e
nove mesi di prigione nelle carceri degli USA e
attuale vicepresidente dell’ ICAP, ha risaltato
il preponderante ruolo di queste organizzazioni
solidali identificate con la causa del Cinque
antiterroristi cubani
Il coordinatore di un’entità tedesca, Konstantin
Seeger, ha commentato le attività che si
realizzano a Berlino a favore di questa causa
per promuovere la vera realtà, come la prossima
manifestazione di fronte all’ambasciata
statunitense nel suo paese.
Lo spazio è servito per attualizzare la
situazione di Antonio, Ramón e Gerardo, sempre
reclusi e per aprire un dibattito sul ruolo di
altri gruppi solidali.
Il gruppo italiano con Marco Papacci,
vicepresidente dell’Associazione Nazionale di
Amicizia Italia-Cuba (ANAIC), ha incontrato
Fernando e René González, Eroi della Repubblica
di Cuba, ed hanno parlato della diffusione e del
piano di azioni che questa organizzazione
italiana realizza per i Cinque.
È stata ricordata la consegna all’ambasciata
degli USA di una lettera firmata da 37 deputati
e senatori italiani e la collocazione di 5.000
manifesti in tutta la città durante la visita
del presidente Barack Obama a Roma.
Nel terzo incontro, padre Michael Lapsley,
vicepresidente del Consiglio delle Chiese del
Sudafrica e fondatore dell’Associazione di
Amicizia con Cuba, ha espresso la sua
soddisfazione per la libertà dei due Eroi e la
sua ansia per il ritorno degli altri tre
Antiterroristi.
“Dopo la prima volta in cui vistai mi sono
ricordato dei leader del Sudafrica che hanno
passato decine di anni in prigione e loro, come
i Cinque Eroi cubani, non erano prigionieri per
aver commesso crimini e violazioni, ma per la
loro fede in una causa umana comune: la
giustizia e la libertà della loro Patria”, ha
dichiarato.
Poi ha parlato della sua ultima visita a
Gerardo.
“Abbiamo parlato della Cuba attuale, del
Sudafrica e delle cose che danno un senso alla
vita per i Cinque, che sono una fonte
d’ispirazione. Non dimentico ma di ringraziare
tutti coloro che si dimostrano solidali con il
Sudafrica e con altre parti del mondo”.
Queste sono state le parole di un uomo che
fedelmente associato alla causa rivoluzionaria,
una settimana dopo una visita a Cuba, nel 1990,
fu vittima di una bomba carta inviata dal
governo sudafricano, che gli provocò la perdita
delle due mani, di un occhio, dei suoi timpani e
altre ferite, ma la sua volontà anche cosi
cresce ogni girono, così come i distinti gruppi.
Hanno partecipato all’incontro Mirta Rodríguez,
madre di Antonio, Elizabeth Palmeiro e Olga
Salanueva, mogli di Ramón e René
rispettivamente. ( Traduzione GM – Granma Int.)
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