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L’uccello del Paradiso e
l’aroma del caffè
• Le meraviglie della
natura nell’oriente cubano
Marta Cabrales
L’ascesa alla Gran Piedra è un viaggio tra le
meraviglie della natura e la secolare opera
dell’uomo in un luogo paradisiaco, arricchito
dalla condizione di Patrimonio dell’Umanità
assegnato dalla UNESCO, con il paesaggio
archeologico delle antiche piantagioni di caffè
francesi disseminate sulla striscia a sud
dell’oriente cubano, con la “Hacienda Isabelica”
come punto centrale per il suo buono stato di
conservazione dell’ambiente domestico e delle
vestigia dei processi agricoli e industriali di
questa coltivazione.
Una strada stretta e sinuosa, a 23 Km da
Santiago, sale sino al punto esatto che dà il
nome a questo luogo, in mezzo ad un Paesaggio
Naturale Protetto, che a sua volta s’inserisce
nella Riserva della Biosfera Baconao.
In un ambiente privilegiato si giunge sino alla
mole immensa della Gran Pietra, considerata con
le sue 75.000 tonnellate, la rupe più pesante
del mondo che s’eleva a 1226 metri,
impressionante sul livello del mare. Questo
blocco di pietra vulcanica di 55 metri di
lunghezza e 25 di larghezza è una silenziosa
sentinella che dalle montagne osserva il Mar dei
Caraibi.
Le violente raffiche dell’uragano Sandy, alla
fine del 2012,sono state un forte colpo allo
splendore delle mille piante che la natura
regala in questi paraggi con le raffiche che
colpirono furiosamente la vegetazione, con
centinaia di pini e altri alberi da legname suoi
pendii e i contrafforti.
Sandy ha danneggiato gravemente le installazioni
del Motel locale ed ha rimandato la costruzione
della seconda ala di questa installazione
naturale, cultuale e patrimoniale, che attrae
turista nazionali e stranieri.
A poca distanza dall’enorme pietra c’è il
giardino “Ave del Paraíso” (Uccello del
Paradiso), che riserva una gradevole sorpresa ai
viaggiatori: sulle rovine di uno dei più antichi
empori dei coltivatori di caffè crescono fiori e
piante ornamentali che incantano gli occhi.
Un piccolo gruppo di dipendenti veglia su questo
tesoro vegetale, che ha come attrazione
soprattutto il fiore alato che dà il nome alla
serra. Una notevole varietà di specie cresce lì
per rifornire il commercio dei fiori nella città
è la loro confezione per omaggi e celebrazioni.
Il muschio copre i muri di verde e gli antichi
essiccatoi servono come enormi contenitori, in
una sorta di cartolina dell’attualità, inserita
in un passato secolare.
Il giardino serra si estende verso il basso e
riceve frequenti visite di appassionati della
bio diversità e dell’equilibrio ecologico.
Più lontano dalla Gran Pietra, disseminate nella
geografia sud orientale, le vestigia di decine
di piantagioni francesi di caffè s’impegnano a
durare, lottando contro il tempo e le
manifestazioni della natura.
Specialisti dell’Ufficio del Conservatore della
Città (OCC), della Facoltà delle Costruzioni
dell’Università d’Oriente e la della Cattedra
degli Studi Francesi - Cubani e Caraibici
Montaigne-Montesquieu continuano le
investigazioni su questa impronta e portano alla
luce nuovi elementi, come nel caso della
piantagione di caffè Tres Arroyos, a Las
Guásimas, vicno alla spiaggia de Siboney, dove
risaltano l’uso della calce come materiale
principale nelle costruzioni e il disegno
differente delle sue aree.
La tenuta Fraternidad, a Ramón de las Yaguas, è
una priorità nello sforzo di preservare questo
legato e far avanzare il progetto Los Caminos
del Café, che conterà con il sostegno della
fondazione Malongo, con sede in Francia, e
dell’Unione Europea, con la guida del OCC.
Attualmente sono già pronte diverse capanne del
Motel la Gran Piedra e la vegetazione sta
riprendendo tutte le sue sfumature di verde
differenti. Questi valori naturali, culturali e
patrimoniali potranno diventare, più presto che
tardi, una significativa destinazione del
turismo cubano. (Traduzione Granma Int.)
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