Prigionieri Politici dell'Impero| MIAMI 5 

     

C u b a

                                    L'Avana. 30 Giugno 2014

 

Lettera aperta  di Irma González Salanueva al cantautore Tony Ávila

Ho appena visto il frammento del programma televisivo in cui hanno cercato di accusarti di violentare le “Dame di bianco”, e non ho potuto evitare di ricordare l’assedio che ha sofferto la mia famiglia nel settembre del 1998, quando arrestarono mio padre.

Quei fatti hanno lasciato dentro di me un’impronta tanto dolorosa che ne parlo poche volte. Senza dubbio, vedendo il tuo viso notevolmente sorpreso per l’inaspettato attacco di offese e menzogne, non ho potuto evitare di rivivere ancora una volta l’odio del quale siamo stati vittime e per questo ti scrivo questa lettera.

Io avevo solo 14 anni quando Ninoska Pérez, che adesso ti sta riempiendo di improperi che è  meglio non raccogliere, chiamava mia mamma per telefono per offenderla. 

Il FBI aveva appena portato via dalla nostra casa suo marito, mio padre, ed eravamo sole  con la mia sorellina di 4 mesi, sottoposte ad una grande angoscia, sempre più insopportabile quando suonava il telefono e la voce di quella signora la interrogava: “Come si sente ad essere la moglie d’una spia?”, le chiedeva.

Poi dipinsero sulla nostra porta una falce e un martello e quegli stessi canali televisivi che oggi ti accusano, fecero credere a tutti che eravamo state noi a dipingerli.  Ugualmente una telefonata minacciosa tentava di persuadere il capo di mia mamma a licenziarla, senza pensare che quello era il solo sostento suo e delle sue due figlie.

Il tragitto dal parcheggio alla corte del Downtown di Miami, dove si svolse la prima vista legale del caso di mio padre, fu uno dei momenti  più tesi e prolungati della mia vita. perchè la stampa non ci lasciava quasi camminare, violando il nostro spazio e tormentandoci con ogni genere di domanda, mentre la sola cosa che volevo era giungere per vedere che mio papa stava bene.

S’imponevano, frivoli e spietati, nella vita di una donna e di due bambine che avevano appena visto  arrestare  con la violenza uno dei loro esseri amati. senza dare importanza alla loro sofferenza. Ma se quello non era violenza, come dicono, allora cos’era?

Se diffamare un detenuto la cui giuria potrebbe essere tra le persone che ascoltavano l’emissione, affibbiandogli  il nome di spia e utilizzando la vulnerabilità degli esseri a lui più cari, non è violenza, allora cos’è?

Se manipolare informazioni e utilizzare il ricatto per realizzare un fine senz’anima, non è violentare i diritti umani, allora cos’è?

Il “tribunale” del programma “Arrebatado”, mi ricorda molto quei giudici che hanno processato mio padre e i suoi fratelli.  Non hanno avuto necessità di prove per condannarli: l’odio e il potere sono stati sufficienti.

Quei signori che hanno cercato di farti lo stesso, pretendevano di compensare le loro menzogne con volgarità e risentimenti. Hai fatto bene ad andare via, non si può ragionare con persone che sono cosi arroganti da credere che “non è necessario ragionare”, e dire che si dichiarano difensori della libertà d’espressione! Non ho notato una pausa sufficiente perchè anche tu potessi dire la tua opinione.

Oggi è toccato a te essere bersaglio di calunnie e manipolazioni, ma sono sicura che il tuo  buon animo e il tuo grande umanesimo non patiranno, perchè come dice sempre mio papà, “la merda non lascia impronte”.

Il mio caso è differente, perchè quelle azioni d’aggressione mi segnarono con una marca difficile da cancellare,  ma ero solo una bambina, e per fortuna milioni di azioni di solidarietà e di nobilità  hanno fatto di me una persona allegra ed ottimista.

Sono testimone fedele che in questa stessa città – Miami-  così come ci sono persone piene rancore, ce ne sono molte più piene d’amore e di giustizia. 

Solo lamento che  non hai potuto regalare loro la tua musica.

Sono sicura che li avresti conquistati. Disgraziatamente  quelli hanno tentato di aggredirti, hanno anche rubato loro questo privilegio, ma è logico: quando si ha il cuore così corroso non si può nemmeno apprezzare l’importanza spirituale di un’opera con tanta luce, e l’essenziale per loro diventa acriticamente invisibile.

Ti hanno chiesto della canzone “Balseros”, e tentavano certamente di manipolare i tuoi versi per demonizzarti. E io chiedo loro perchè non ti hanno chiesto di cantare “Madre”. Se fossero sinceri la risposta sarebbe evidente: perchè chi compone una canzone tanto sublime non può lacerare nessuna donna.

Torna a Cuba con la testa alta! Il tuo pubblico qui è così diverso, viene da vari posti e vive qui e in tutte le parti e sa che tutto quello che dicono di te è una farsa.

Continua a cantare per quelli che ti seguono con integralità e la semplicità che ti caratterizzano e non te la prendere come un fatto personale: questa piccola guerra che ti hanno fatto è stata indirizzata contro molti uomini degni.

Questo dimostra solo che sei uno di loro.

Un abbraccio.

Irma González Salanueva,

( Traduzione Gioia Minuti)

 

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