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Religiosi di Cuba e del mondo
condannano il blocco imposto
dagli USA
Yoel Suárez
Fernández
Organizzazioni e personalità religiose di Cuba
e in altri paesi condannano il blocco economico,
commerciale e finanziario imposto dagli Stati
uniti a Cuba da più di mezzo secolo.
Il Ministero delle Relazioni Estere dell’Isola
ha diffuso il rapporto sulla Risoluzione 68/8
dell’ Assemblea Generale delle Nazioni Unite,
che raccoglie esempi che danno fede alla
condanna di questa politica di Washington.
Con il titolo “Necessità di porre fine al blocco
economico, commerciale e finanziario imposto
dagli Stati Uniti contro Cuba”, il documento
riferisce che il direttore esecutivo del
Servizio Mondiale delle Chiese (SMI),reverendo
John L. McCullough, ha reclamato in una lettera
pubblica l’eliminazione delle restrizioni dei
viaggi ai loro cittadini per visitare l’Isola.
Il testo diffuso dal MINREX cubano, ricorda che
la lettera firmata anche dal presidente del
Consiglio delle Chiese di Cuba, reverendo Joel
Ortega, esorta anche ad escludere l’Isola dalla
lista degli Stati patrocinatori del terrorismo.
In un’altra lettera del 7 maggio del 2014, 16
leaders religiosi statunitensi hanno chiesto al
presidente Barack Obama di sviluppare un dialogo
al più alto livello e di creare opportunità per
far sì che i cittadini statunitensi appoggino
l’emergente settore privato e cooperativo
cubano.
Un’altra petizione nella lettera di maggio mette
a fuoco la normalizzazione delle relazioni
bilaterali e la discussione delle differenze,
nella cornice del rispetto e della dignità delle
due nazioni, si legge nel rapporto.
Il gruppo dei religiosi ha anche chiesto che si
permetta la collaborazione in materia tecnica o
d’investimenti e ugualmente ha definito come
inefficace e insensata la promozione dei
programmi di destabilizzazione contro il governo
cubano.
Il 26 settembre del 2013, il reverendo Richard
Pates, presidente della Commissione di Giustizia
Internazionale e Pace della Conferenza dei
vescovi Cattolici degli Stati Uniti ha inviato
una lettera a Susan Rice, assessore della
Sicurezza Nazionale della Casa Bianca, nella
quale esige dall’amministrazione di Obama che si
elimini il blocco , come espone il rapporto
pubblicato a L’Avana.
L’anno scorso numerosi leaders protestanti
avevano reclamato la fine di questa politica
statunitense e tra loro il reverendo Jesse
Jackson che ha visitato L’Avana, dove ha
dichiarato che la Chiesa come istituzione deve
lottare contro quel corpo di leggi.
A questo richiamo si è unito anche il Consiglio
Mondiale delle Chiese che ha approvato nel
novembre del 2013 una risoluzione che vuole
normalizzare le relazioni tra Washington e
L’Avana.
Il blocco contro Cuba, iniziato nel 1962
dall’amministrazione del presidente
nordamericano John F. Kennedy, è già il più
prolungato mai registrato nella storia del
mondo.
A partire dal 1992 e con carattere annuale, la
diplomazia cubana ha realizzato nella ONU una
consultazione sulla permanenza o meno di questa
politica.
Successivamente la quantità di voti a favore
dell’eliminazione del blocco è cresciuta sino a
che nel 2012 e 2013, 188 dei 193 membri della
ONU hanno aderito a questa causa. ( Traduzione
GM -Granma Int.)
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