Prigionieri Politici dell'Impero| MIAMI 5 

     

C u b a

                                    L'Avana. 26 Settembre 2014

 

Religiosi di Cuba e del mondo condannano il blocco  imposto
dagli USA

Yoel Suárez Fernández  

Organizzazioni e personalità  religiose di Cuba e in altri paesi condannano il blocco economico, commerciale e finanziario imposto dagli Stati uniti a Cuba da più di mezzo secolo.

Il Ministero delle Relazioni Estere dell’Isola ha diffuso il rapporto sulla  Risoluzione 68/8 dell’ Assemblea Generale delle  Nazioni Unite, che raccoglie esempi che danno fede alla condanna di questa politica di Washington.

Con il titolo “Necessità di porre fine al blocco  economico, commerciale e finanziario imposto dagli Stati Uniti contro Cuba”, il documento riferisce che il direttore esecutivo del Servizio Mondiale delle Chiese  (SMI),reverendo John L. McCullough, ha reclamato in una lettera  pubblica l’eliminazione delle restrizioni dei viaggi ai loro cittadini per visitare l’Isola.

Il testo diffuso dal MINREX cubano,  ricorda che la lettera firmata anche dal presidente del Consiglio delle Chiese  di Cuba, reverendo Joel Ortega, esorta anche  ad escludere l’Isola dalla lista degli Stati patrocinatori del terrorismo.

In un’altra lettera  del 7 maggio del 2014, 16 leaders religiosi statunitensi hanno chiesto  al presidente Barack Obama di sviluppare un dialogo al più alto livello e di creare opportunità per far sì che i cittadini statunitensi appoggino l’emergente settore privato e cooperativo cubano.

Un’altra petizione nella lettera di maggio mette a fuoco la normalizzazione delle relazioni bilaterali e la discussione delle differenze, nella cornice del rispetto e della dignità delle due nazioni, si legge nel rapporto.

Il gruppo dei religiosi ha anche chiesto che si permetta la collaborazione in materia tecnica o d’investimenti e ugualmente ha definito come inefficace e insensata la promozione  dei programmi di destabilizzazione contro il governo cubano.

Il 26 settembre del 2013, il reverendo Richard Pates, presidente della Commissione di Giustizia Internazionale e Pace della Conferenza dei vescovi Cattolici degli Stati Uniti ha inviato una lettera a Susan Rice, assessore della Sicurezza Nazionale della Casa Bianca, nella quale esige dall’amministrazione di Obama che si elimini il blocco , come espone il rapporto pubblicato a L’Avana.

L’anno scorso numerosi leaders protestanti avevano reclamato la fine di questa politica statunitense e tra loro il reverendo Jesse Jackson  che ha visitato L’Avana, dove ha dichiarato che la Chiesa come istituzione deve lottare contro quel corpo di leggi.

A questo richiamo si è unito anche il  Consiglio Mondiale delle  Chiese che ha approvato nel novembre del 2013 una risoluzione che vuole normalizzare le relazioni tra  Washington e L’Avana.

Il blocco contro Cuba, iniziato nel 1962 dall’amministrazione del presidente nordamericano John F. Kennedy, è già il più prolungato mai registrato nella storia del mondo.

A partire dal 1992 e con carattere annuale, la diplomazia cubana ha realizzato  nella ONU  una consultazione sulla permanenza o meno di questa politica.

Successivamente la quantità di voti  a favore dell’eliminazione del blocco è cresciuta sino a che  nel 2012 e 2013, 188 dei 193 membri della ONU hanno aderito a questa causa. ( Traduzione GM -Granma Int.)
 

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