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Il
Centro della Stampa Internazionale de L’Avana ha
compiuto 35 anni
• Il suo direttore, Dott.
Humberto Macias, ha cortesemente risposto ad
alcune domande di Granma Int, in italiano
nell’occasione
Gioia Minuti
Domanda
: Quando il CPI cominciò le sue attività, la
Rivoluzione era giovane, ma la stampa
internazionale manipolava già le verità di Cuba
come fa adesso?
Humberto Macias:
“Prima di tutto voglio ringraziare per l’interesse
di divulgare questa data importante, il 35º
anniversario della creazione del Centro
Internazionale della Stampa, che ha avuto uno
sviluppo importante.
Il suo primo formato fu l’Impresa
dei Servizi alla Stampa Straniera, creata nel
giugno del 1979, esattamente 35 anni fa. Poi nel
gennaio del 1985 il Centro assunse un ruolo
superiore e divenne questa entità che oggi
possiede
un’ampia esperienza
nell’attenzione alla stampa straniera accredita in
Cuba e quella che viene in transito. Cuba ha
dovuto affrontare una guerra mediatica dall’inizio
del processo rivoluzionario. Dobbiamo ricordare
l’Operazione Verità, nome con il quale si conosce
la serie di trasmissioni di fronte alla stampa
straniera e nazionale realizzate dal Comandante in
Capo nel mese di gennaio del 1959, per denunciare
le menzogne che gli Stati Uniti propagavano contro
Cuba. L’attività del CPI è stata parte dello
scontro alle calunnie contro Cuba. Sono stati 35
anni difendendo la realtà cubana; mostrando alla
stampa straniera quel volto della Rivoluzione che
hanno preteso d’ignorare.
D. -
Quanti corrispondenti accreditati aveva il CPI
negli anni ‘80, amici e ...meno amici? L’Italia
allora aveva qui i corrispondenti dei media dei
Partiti della sinistra, ma adesso quanti sono i
corrispondenti italiani?
H.M. :
“Negli anni ’80 erano accreditati nel paese circa
80 corrispondenti stranieri. Alcuni lavoravano per
media del campo socialista, che esisteva allora ed
avevano posizioni più obiettive su Cuba. Il loro
numero è cresciuto in tutti questi anni e
attualmente sono 151 i corrispondenti, che
rappresentano 80 media della stampa di 36 paesi,
e tra questi ci sono importanti Agenzie di
Notizie, giornali, riviste e televisioni.
Attualmente sono accreditati 9 corrispondenti
dell’Italia di 7 media, tra i quali le agenzie
ANSA e IPS”.
D. - I
detti “transiti” degli avvenimenti più importanti,
come le visite dei Pontefici o il Vertice della
CELAC, da dove arrivano maggiormente?
H.M.:
“Le visite dei due Pontefici attirarono
l’attenzione di migliaia di giornalisti di ogni
parte del mondo, Nessun’altra attività ha attratto
tanti mezzi della stampa come la visita del Papa
Giovanni Paolo II. Il fatto recente più
significativo è stato, a L’Avana, il II Vertice
della Comunità degli Stati Latinoamericani e
Caraibici, CELAC. Per questo evento si sono
accreditati 428 giornalisti stranieri,
rappresentando 172 media di stampa di 33 paesi.
Nell’occasione è stata organizzata una moderna
Sala Stampa, molto efficiente e funzionale, con
connessioni e sistema wi fi, garantendo la
rapidità necessaria al lavoro di giornalisti,
fotografi, cameraman e tecnici”.
D. – È
cambiata la radice politica degli inviati? ( Anche
AP è accreditata qui). Molti giornalisti italiani
non chiedono il visto apposito per la stampa ma
poi qui lavorano e spesso con servizi... poco
decenti.
H.M. :
“L’Agenzia di stampa AP, è accreditata da una
decina d’anni ed è un’agenzia molto importante,
con un ampio pubblico, che offre servizi ai media
degli USA e a vari del mondo. Il tema dei visti
per la stampa è molto importante. Venire senza il
visto stampa e fare giornalismo in Cuba è una
violazione delle leggi migratorie cubane. Questo
avviene anche in molti altri paesi. Il Centro
della Stampa Internazionale, in coordinamento con
le nostre ambasciate e consolati, si occupa di
tutte le richieste dei visti e dei progetti di
stampa. Seguiamo tutto l’iter e le richieste dei
corrispondenti accreditati e non ha senso farlo
in altro modo.
È bene che si conosca che esiste
un regolamento per l’esercizio della stampa
straniera in Cuba, che stabilisce le norme e i
procedimenti per il lavoro temporaneo o permanente
dei media di diffusione di massa e per i
giornalisti stranieri. Si può accedere e questo
documento attraverso il sito:
http://anterior.cubaminrex.cu/CPI/Articulos/Reglamento/REGLAMENTO.doc
D. - È vero che c’è chi
pratica una guerra mediatica abituale contro Cuba,
ma quali sono i vantaggi per un giornalista
onesto che si accredita nel CPI quando arriva
nell’Isola?
H.M. :
“È importante segnalarlo e i dati parlano da soli.
Per esempio il 2013 è stato un anno di lavoro
intenso per il CPI, concentrato soprattutto nel
coordinamento, accrediti, preparativi di vari
eventi e la loro copertura. Il più importante è
stato il Vertice CELAC, dal 25 al 29 gennaio del
2014.
Il CPI si è occupato
dell’organizzazione e copertura di 75 visite
d’alto livello, ufficiali o di lavoro, tra le
quali quelle di 21 presidenti, 3 vice presidenti o
vice primi ministri, 17 ministri degli Esteri, 34
altri dirigenti o personalità. Sono state
coordinate 59 conferenze stampa, 36 eventi
nazionali e internazionali, visite della stampa
in varie province del paese. Vanno risaltate le
coperture delle grandi manifestazioni per il 60º
Anniversario della Moncada e per il 55º
Anniversario del Trionfo della Rivoluzione tutte e
due con la presenza del presidente cubano Raúl
Castro. Va citata tra le attività più seguite dai
media stranieri accreditati e dalla stampa in
transito, la permanente copertura delle
Conversazioni di Pace tra il Governo e le FARC-EP
della Colombia, con sede a L’Avana e con Cuba come
paese garante. Nel 2013 sono stati accreditati
967 giornalisti in transito di 58 paesi e 411
media. In questo 2014 sono stati accreditati 893
giornalisti di 361 media di 58 paesi, e questo
indica un importante incremento del numero dei
corrispondenti accreditati sino ad oggi.
Con il loro accredito, questi
giornalisti si sono garantiti l’accesso ai
programmi relazionati all’evento che volevano
coprire, ed hanno ricevuto l’attenzione di uno
specialista, un funzionario che li ha aiutati a
coordinare interviste, visite e coperture,
permettendo loro di completare l’agenda proposta”.
D. –
Chi sono i funzionari che attendono i giornalisti?
Molti non sanno per esempio che l’attuale
Ambasciatrice cubana in Italia, è l’ex direttrice
del CPI. Va detto perchè non è comune questo
livello nelle relazioni con la stampa-
H.M.:
“Contiamo con un gruppo di lavoro molto
professionale ed efficiente. Siamo funzionari del
ministero degli Esteri, anche se con molta
esperienza nel lavoro diplomatico e con la stampa.
Devo segnalare l’entusiasmo e l’adesione con cui i
nostri lavoratori svolgono questo lavoro, che
genera emozioni e un grande impegno. Attualmente
sono diversi i giovani laureati in relazioni
internazionali o in altre carriere, sempre molto
ben preparati.
L’Ambasciatrice in Italia, la
compagna Carina Soto, è stata la nostra direttrice
per vari anni, ed è una persona molto capace e una
grande compagna. Abbiamo anche altri dirigenti del
CPI che sono stati ambasciatori o dirigenti di
missioni cubane all’estero, che hanno fatto parte
degli staff e sono passati per queste scuole.
Tutti hanno una cosa in comune: la passione per il
lavoro con la stampa e un forte senso
d’appartenenza a questo Centro”.
D-
L’Italia non ha corrispondenti di grandi testate,
e basta leggerli per capire perchè… vengono a Cuba
solo in alcune occasioni ma non con il Vertice
della CELAC...
H.M.:
“È un fatto curioso, ma come abbiamo detto il
Vertice CELAC è stato un’opportunità per
realizzare servizi d’interesse su Cuba e su questa
regione che vive un processo molto interessante.
Speriamo che questo cambi presto. Noi offriamo la
migliore disposizione per realizzare le richieste
e gli interessi dei media italiani”.
D. -
Attualmente c’è un grande dibattito, con molto
fermento nella stampa nazionale cubana per
migliorare sempre più la qualità delle notizie,
sia nell’Isola, sia per l’estero. Il CPI può
mettere in contatto i giornalisti stranieri con i
colleghi cubani per scambiare esperienze e
conoscenze ?
H.M. :
“Certamente. Noi possiamo facilitare il contatto
tra i colleghi dei media stranieri con i cubani e
di fatto lo stiamo già facendo.”
Cuba è un paese meraviglioso, con
persone molto colte, amichevoli e solidali. La
nostra cultura gode di un grande sviluppo. Le
manifestazioni delle Belle Arti, Danza, Musica e
altro sono ambasciatrici naturali nel mondo.
La natura che esiste qui, il
clima, la fora e la fauna, sono attrazioni
addizionali. Le nostre spiagge sono tra le più
belle del mondo e l’estate dura praticamente tutto
l’anno, anche se agli europei piace di più
l’inverno cubano. Il turismo in Cuba ha sempre
più qualità e motiva le ripetizioni di molti
visitatori, come dimostrano le cifre degli arrivi.
Nei primi quattro mesi del 2014 sono arrivati a
Cuba un milione 828.734 turisti. In totale 60.804
viaggiatori più di quelli dello stesso periodo del
2013. L’Italia è uno dei principali portatori di
turismo.
Suscita molto interesse il
processo che stiamo sviluppando con
l’attualizzazione del modello economico e sociale
e le prospettive di un socialismo prospero e
sostenibile. Questo processo sta dando già i suo
frutti, come nel caso della Zona Speciale di
Sviluppo, a Mariel. Noi siamo un popolo solidale
e i dati lo dimostrano: attualmente ci sono
64,362 collaboratori cubani in più di 90
paesi, più del 70 % nel settore della salute. Un
dato interessante è che tra il 1961 e il 2013
sono stati 836.142 i civili cubani che hanno
cooperato in 167 paesi. Condividiamo quello che
abbiamo con gli altri popoli che lo necessitano.
Non siamo andati ad Haiti dopo il terribile
terremoto che la colpi. I collaboratori cubani
erano gia lì quando è accaduta quella tragedia.
Segnalo il più recente esempio: il decimo
anniversario della Missione Miracolo creata nel
luglio del 2004 per il trattamento gratuito di
problemi della vista, che fu un’iniziativa del
leader cubano Fidel Castro e del Comandante Hugo
Chávez. Questo programma ha restituito la vista a
centinaia di persone in America Latina.
Continuiamo la lotta per il ritorno in Patria di
tre dei Cinque Eroi ancora ingiustamente reclusi
nelle prigioni degli Stati Uniti e la nostra
permanente battaglia contro il blocco
nordamericano imposto al nostro popolo da più di
mezzo secolo.
Il CPI è anche tutto questo.
Molte grazie.
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