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L’impegno cubano per le energie
rinnovabili
Investimenti e piani di sviluppo ventennali
verso l’individuazione di alternative
sostenibili.
Così come ha confermato Marino Murillo,
vicepresidente del Consiglio dei Ministri e
membro del Consiglio di Stato, Cuba è impegnata
nel promuovere progetti di collaborazione
(grazie anche al supporto offerto da
investimenti esteri) mirati allo sviluppo di
fonti di energia rinnovabili.
Si tratta di un piano di investimento che
potrebbe durare fino al 2030 e che avrà come
scopo quello di garantire alla copertura del 20%
del fabbisogno energetico del paese una
soluzione “alternativa” efficiente e stabile.
Attualmente il 94% dell’energia dell’isola è
generato da centrali termoelettriche, con
un’incidenza significativa a livello di costi.
Ridurre le spese per la produzione di
elettricità (ancora troppo legata all’utilizzo
del petrolio) sarà certamente il primo passo
verso un nuovo equilibrio fra maggiore
efficienza, miglioramento del profitto e
capacità di gestione.
Sempre per quanto riguarda l’impiego di
soluzioni energetiche alternative, è da rilevare
negli ultimi anni l’impegno cubano sia nella
creazione e gestione di ben 4 parchi eolici (che
potrebbero diventare 8 nei prossimi anni), sia
nello sviluppo del settore fotovoltaico e di
quello delle biomasse.
Meno attivo il settore idroelettrico, dal
momento che l’Isola non è attraversata da grandi
corsi d’acqua. Il settore eolico sembra,
attualmente, il più promettente. Il primo
Workshop Internazionale su “Progettazione,
sviluppo e gestione di parchi eolici” che si è
svolto recentemente a L’Avana ha assimilato le
esperienze passate, cercando soluzioni
realistiche per implementarle ulteriormente ed
aumentare così il potenziale degli impianti
attuali.
La manifestazione ha fornito una panoramica
completa su questo tipo di risorsa rinnovabile,
che potrebbe contribuire (insieme allo sviluppo
del fotovoltaico) ad un concreto sviluppo delle
energie alternative.
In prospettiva, i parchi eolici sull’isola
farebbero risparmiare 184.000 tonnellate di
emissioni annue di anidride carbonica e altri
gas serra e l’investimento verrebbe recuperato
in circa 10 anni, grazie alle circa 200.000
tonnellate di combustibile “risparmiate” ogni
anno.
Una delle questioni chiave sarà la valutazione
della reale possibilità di generare energia
eolica da fonti rinnovabili nella piena
salvaguardia dell’ambiente.
Le grandi potenzialità di installazione eolica
sulla costa nord orientale dell’isola, rendono
ipotizzabile la produzione di circa 1000
megawatt di energia elettrica; la produzione
potrebbe crescere ulteriormente con l’aumento
del numero delle stazioni di misurazione e con
l’aumento in altezza (fino a 100 metri) delle
torri eoliche. (TTC)
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