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                                    L'Avana. 11 Aprile 2014

 

L’impegno cubano per le energie rinnovabili

Investimenti e piani di sviluppo ventennali verso l’individuazione di alternative sostenibili.

Così come ha confermato Marino Murillo, vicepresidente del Consiglio dei Ministri e membro del Consiglio di Stato, Cuba è impegnata nel promuovere progetti di collaborazione (grazie anche al supporto offerto da investimenti esteri) mirati allo sviluppo di fonti di energia rinnovabili.

Si tratta di un piano di investimento che potrebbe durare fino al 2030 e che avrà come scopo quello di garantire alla copertura del 20% del fabbisogno energetico del paese una soluzione “alternativa” efficiente e stabile. Attualmente il 94% dell’energia dell’isola è generato da centrali termoelettriche, con un’incidenza significativa a livello di costi.

Ridurre le spese per la produzione di elettricità (ancora troppo legata all’utilizzo del petrolio) sarà certamente il primo passo verso un nuovo equilibrio fra maggiore efficienza, miglioramento del profitto e capacità di gestione.

Sempre per quanto riguarda l’impiego di soluzioni energetiche alternative, è da rilevare negli ultimi anni l’impegno cubano sia nella creazione e gestione di ben 4 parchi eolici (che potrebbero diventare 8 nei prossimi anni), sia nello sviluppo del settore fotovoltaico e di quello delle biomasse.

Meno attivo il settore idroelettrico, dal momento che l’Isola non è attraversata da grandi corsi d’acqua. Il settore eolico sembra, attualmente, il più promettente. Il primo Workshop Internazionale su “Progettazione, sviluppo e gestione di parchi eolici” che si è svolto recentemente a L’Avana ha assimilato le esperienze passate, cercando soluzioni realistiche per implementarle ulteriormente ed aumentare così il potenziale degli impianti attuali.

La manifestazione ha fornito una panoramica completa su questo tipo di risorsa rinnovabile, che potrebbe contribuire (insieme allo sviluppo del fotovoltaico) ad un concreto sviluppo delle energie alternative.

In prospettiva, i parchi eolici sull’isola farebbero risparmiare 184.000 tonnellate di emissioni annue di anidride carbonica e altri gas serra e l’investimento verrebbe recuperato in circa 10 anni, grazie alle circa 200.000 tonnellate di combustibile “risparmiate” ogni anno.

Una delle questioni chiave sarà la valutazione della reale possibilità di generare energia eolica da fonti rinnovabili nella piena salvaguardia dell’ambiente.

Le grandi potenzialità di installazione eolica sulla costa nord orientale dell’isola, rendono ipotizzabile la produzione di circa 1000 megawatt di energia elettrica; la produzione potrebbe crescere ulteriormente con l’aumento del numero delle stazioni di misurazione e con l’aumento in altezza (fino a 100 metri) delle torri eoliche. (TTC)
 

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