Prigionieri Politici dell'Impero| MIAMI 5 

     

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                                    L'Avana. 10 Febbraio 2015

 

Un reporter eterno

Il leader storico della Rivoluzione Cubana Fidel Castro Ruz, e il Generale d’Esercito Raúl Castro Ruz, Presidente dei Consigli di Stato e dei Ministri, hanno inviato corone di fiori per gli onori funebri del noto giornalista Luis Báez Hernández

Lissy Rodríguez

Ci sono uomini che si perpetuano nella memoria collettiva del loro popolo, per le lezioni costanti di professionalità e umanesimo e la loro dedizione alla causa della verità e la giustizia. Questi uomini non si accomiatano mai dalla vita, così come non dirà mai addio alla vita Luis Báez Hernández, che è deceduto lunedì 9 a L’Avana, lasciando un’impronta nel giornalismo cubano che va al di là della mera esistenza fisica.

È stato un giornalista audace, sempre dietro la notizia importante. Non ha mai avuto dubbi sui principi rivoluzionari, ha accompagnato il Comandante in Capo ed è stato fedele alle sue idee.

“Abbiamo perso un uomo che è stato un esempio del giornalismo contemporaneo”, ha detto Miguel Carnet, presidente dell’Unione degli Scrittori e gli Artisti di Cuba a questo giornale che era anche il giornale di Luis Báez, nell’omaggio in ricordo, realizzato da amici e colleghi nelle pompe funebri di Calzada y K, prima della partenza del funerale verso il cimitero di Colón.

Per Pedro Martínez Pires, vicedirettore generale di Radio Habana Cuba, non è stato difficile definire Luis Báez un grande reporter e amico di molti anni.

“Lo conobbi in Juventud Rebelde, dove aveva una sezione molto problematica. Lo ricorderò sempre con molto affetto e rispetto.  Faccio parte del gruppo di compagni che ha avuto la fortuna e il privilegio di lavorare con lui e apprendere dalla sua sapienza, dalla sua disposizione ad aiutare sempre, a insegnare, a porre la sua conoscenza vastissima a favore del collettivo dei compagni. È una perdita per il giornalismo,  perchè agli uomini come lui non si dice addio facilmente”, ha dichiarato José Luis Ponce Caraballo, funzionario del Ministero delle Relazioni Estere.

Ricardo Alarcón de Quesada e Juan Marrero, due compagni della Scuola di Giornalismo  Manuel Márquez Sterling, lo hanno ricordato in quello che fu l’affanno della sua vita: Fidel e il giornalismo.

“Un fidelista nato e un rivoluzionario sino all’ultimo istante. Per lui il giornalismo era la vita e la vita era il giornalismo. Inoltre ha realizzato un giornalismo sempre leale con la verità e con il suo popolo”, ha affermato Ricardo Alarcon.

“Umano, sensibile, molto fedele alla Rivoluzione, a Fidel, al Partito e ai suoi amici. Tutti si aspirava ad essere come lui, ma era irripetibile” ha continuato Márquez Sterling.

“Qual’è l’ultima notizia?”, è la domanda che molti rimpiangeranno da parte di chi non si è stancato mai d’esplorare e seguire la notizia, sino ad incontrarla. Lo hanno confermato cari amici tra i quali la giornalista Arleen Rodríguez Derivet, che nel suo discorso di commiato ha detto: “Me ne vado con il dolore che già non ci sarà più chi ci chiamerà alle undici, a mezzanotte e alla una di notte per chiedere qual’è l’ultima notizia e uno gli ripondeva  sempre “guarda che l’ultima la tieni tu”... Luis è il giornalismo del XX secolo e della stampa scritta per eccellenza, con odore a inchiostro e il suono delle voci agitate alla chiusura… con Luis, nel primo viaggio all’estero che abbiamo condiviso, ho imparato che significa non dormire quando la notizia è lì, ben sveglia, e la notizia era Fidel. Tra una dozzina di giornalisti che lo avevamo accompagnato in Spagna, solo Luis aveva saputo quando Fidel era ripartito per Cuba”,  ha detto ancora.

E così è stato ricordato il Premio Nazionale di Giornalismo José Martí, autore di una trentina di libri, tra i quali “Assolto dalla storia”, “Quelli che se andarono”,  “Quelli che restarono”, “Segreti di generali”, e numerose opere dedicate al leader storico della Rivoluzione Cubana, con una simbiosi tra la nostalgia e la soddisfazione d’avere contato sulla sua amicizia e la sua penna ardente.

Fondatore dell’Unione dei Giornalisti di Cuba e del quotidiano Granma, giornalista di Juventud Rebelde, della rivista Bohemia e di Prensa Latina, reporter della battaglia di Playa  Girón e di numerosi avvenimento e personalità storiche, Luis Báez starà sempre tra i buoni che, furtivi, sfuggono alla morte (Traduzione GM - Granma Int.)
 

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