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LE
RIFLESSIONI DI FIDEL
Il
gigante delle sette leghe (Parte 1ª)
Lo seppi attraverso
Aristotele, il più famoso filosofo della
storia dell’uomo.
L’essere umano è
capace di azioni meravigliose e del
peggiori iniquità
La sua incredibile
intelligenza è capace di usare le leggi
inalterabili della natura per fare il
bene o il male.
Con molta meno
esperienza di quella che possiedo oggi,
nei giorni in cui si svolgeva la nostra
lotta armata nelle montagne di Cuba,
nella grande nazione messicana ―dove
qualsiasi cubano vide sempre quancosa di
proprio― vivemmo un fugace ma
indimenticabile periodo nel quale tutte
le meraviglie si reunivano in un anoglo
della Terra.
Non ci sono altra
forma nè le parole per descrivere le mie
impressioni come lo fece un messicano
che, non per caso, è la persona con la
più alta autorità per parlare della
tragedia di questo paese, dato che è
stato eletto governator dell’
importantissimo distretto elettorale di
Città del Messico, Capitale della
Repubblica, e che nelle passate elezioni
del 2006 è stato il candidato della
“Coalizione per il bene di tutti”.
Si presentò alle
elezioni ed abbe l amaggioranza dei voti
di fronte al candidato del PAN. Ma
l’impero non gli ha permesso d’assumere
il comando.
Io conoscevo, come
altri dirigenti politici, come
Washington aveva elaborato le idee del
“neoliberalismo” che vendette ai paesi
dell’ America Latina ed al resto dei
paesi del Terzo Mondo, come quintessenza
della democrazia politica e lo sviluppo
economico, ma non ho mai avuto un’idea
tanto nitida di come l’impero utilizzava
quella dottrina per distruggere e
divorare le ricchezze di un
importantissimo paese, ricco di risorse
naturali e casa di un popolo eroico che
ebbe una cultura propria prima dell’era
precristiana, più di duemila anni fa.
Andrés Manuel López Obrador, una persona
con cui non ho mai parlato, nè ho avuto
relazioni d’amicizia, è l’autore di un
piccolo volume appena pubblicato, che
ringrazio pe la brillante esposizione
che fa di quello che sta succedendo in
questo fraterno paese. Il suo titolo è
“La mafia che s’impadronì del Messico… e
il 2012”.
È giunto tra le mie
mani quattro giorni fa, il 7 agosto, nel
pomeriggio, dopo il ritorno dalla mia
riunione con i deputati dell’Assamblea
Nazionale del Poder Popular di Cuba.
L’ho letto con enorme interesse.
Descrive la forma in cui gli Stati Uniti
divora a morsi un paese fratello di
questo emisfero, al quale già una volta
ha sottratto più del 50% del suo
territorio, le più importanti miniere
d’oro con altissima qualità , e la
ricchezza petrolifera sfruttata
intensamente durante più di un secolo,
che fornisce anche attualmente quasi tre
milioni di barili al giorno. Ometto i
riferimenti all’enorme estrazione di
gas, perchè ignoro i dati. Nel capitolo
1 spiega lo stranissimo fenomeno della
scomparsa in Messico della ferrovia ,
che fu creata al tempo di Benito Juárez,
quando s’iniziò il primo tratto da Città
del Messico a Veracruz.
Durante
l’amministrazione di Porfirio Díaz si
estese per più di 20.000 Km., uno sforzo
che sucessivamente la Rivoluzione
Messicana ampliò considerevolmente.
Oggi esiste una
ferrovia che “va da Chihuahua, Chihuahua
a Los Mochis, Sinaloa. Nel tempo di
chiudere e aprire gli occhi, i
tecnocrati hanno eliminato l’illusione
dei liberali del XIX secolo, che
vedevano nella comunicazione con la
ferrovia, la vía idonea per far
progredire il Messico” ―riporta il libro
di Obrador.
“L’arrivo di Fox
alla Presidenza della Repubblica è
serito solo a ricomporre il vecchio
regime e continuare con la stessa
corruzione. In realtà si è trattato di
un periodo di sei anni di gattopardismo,
questa manovra in cui, in apparenza,
tutto cambia, perchè tutto continui
uguale. Fox, anche prima di divenire
presidente, era subordinato agli
organismi finanziari internazionali e,
ovviamente, ha continuato a servire i
più potenti del paese. Non solo, inoltre
ha mantenuto inalterable la politica
economica, appoggiandosi però allo
stesso gruppo de tecnocrati che attuava
sin dall’epoca di Salinas.”
Alcune paginas dopo
l’autore segnala “…oggi, quasi tutte le
istituzioni bancarie appartengono a
stranieri, non concedono crediti per
fomentare lo sviluppo del paese,
investono in valori governativi,
incassano i tassi d’interesse più alti
del mondo, ottengono guadagni favolosi e
sono la fonte fondamentale del
trasferimento delle risorse alle loro
matrici in Spagna, Stati Uniti e
Inghilterra.”
“Con Fox è
continuata la consegna dei beni del
popolo e della nazione a privati,
nazionali e stranieri […] con Fox si è
estesa senza limiti la consegna del
territorio nazionale per lo sfruttamento
dell’oro, l’argento e dil rame […] è
stata modificata la Legge sulle Miniere,
per offrire concessioni uniche nelle
esplorazioni e lo sfruttamento con
vigenza sino a 50 anni con la
possibilità di proroga […] sino al
dicembre del 2008, erano stati concessi
24 milioni 816. 396 ettari, il 12 per
cento del territorio nazionale,
equivalente all’ estensione dello Stato
di Chihuahua, il più grande del paese.”
Veramente
sorprendenti, anche per coloro che hann
la peggior opinione del neoliberismo,
sono i dati che offre López Obrador
nella parte finale del capitolo 1 del
suo libro.
çDurante il Governo
di Fox, afferma: “…nel 2005, durante il
Foxismo, si modificò di nuovo la Legge
d’imposta sulle rendite, per concedere
di nuovo il 100 per cento dei benefici
alle grandi corporazioni. Per
comprendere meglio quello che significa,
teniamo presente che, nel 2008, secondo
le cifre ufficiali, 400 grandi monopoli
ricevettero entrate per cinque bilioni
di pesos, ―secondo le cifre ufficiali―
più della metà del prodotto interno
lordo dell’anno , e pagarono solo il 1,7
per cento dell’ imposta sulle renidte e
dele imposte delle imprese a tassa unica
(IETU).”
“Addizionalmente,
fu durante il Governo di Fox, ch si
realizzò la più importante devoluzione
di imposte a favore dei detti grandi
contribuenti e, com’è ovvio, sia i
governi del PRI come quelli del PAN
hanno voluto giustificare questa
prebenda fiscale con la menzogna del
fomento degli investimenti. Se questo
fosse stato vero, negli
ultimi 27 anni avremmo avito una
crescita economica e non la paralisi che
ha prevalso. Così ugualmente si può
dimostrare che le devoluzioni delle
imposte sono superiori all’incremento
degli investimenti privati; solo nel
periodo 2001-2005, mentre l’investimento
privato s’incrementava di 279.000
milioni di pesos, le devoluzioni delle
imposte raggiunsero i 604.000 milioni,
ossia, più del doppio. È tanto
ufficializzata la corruzione nella
cupola del potere, che l’Istituto
Federale d’Accesso all’Informazione
Pubblica (IFAI) ha deciso di mantenere
segreti per 12 anni – sino al 2019– i
nomi delle imprese che nel 2005
risultarono beneficiate dael Servizio
d’Amministrazione Tributaria (SAT) con
la devoluzione multimilionaria delle
imposte.”
Questa sono le
parole che pronunciò esattamente Carlos
Ahumada, quando lo arrestammo in Cuba
per la violazione delle nostre leggi.
López Obrador le conosce, perchè
inviammo gli atti, assieme al deportato
Carlos Ahumada, il 28 aprile del 2004.
Il fatto costituì
senza dubbio la truffa politica più
grande della storia dell’America. Ci
sono alcuni punti ulteriori che ho
chiarito con totale precisione.
Nello stesso
capitolo 1, con il titolo “I padroni del
Messico”, López Obrador scrive: “Durante
il periodo in cui fui Capo di Governo di
città del Messico (2000-2005), ho
conosciuto quasi tutti gli integranti di
questa élite...”
L’opinione di López
Obrador su Carlos Slim, la condivido
ugualmente. Anch’io l’ho conosciuto. Mi
visitò sempre quando andai in Messico ed
una volta mi visitò in Cuba. Mi regalò
un televisore –il più moderno allora –
che era in casa mia sino a pochi anni
fa. Non lo fece con l’intenzione di
comprarmi. Non gli avevo chiesto nessun
favore. Anche se è il più ricco di
tutti, con una fortuna che supera i
60.000 milioni di dollari, è un uomo
intelligente che conosce tutti i segreti
delle borse ed i meccanismi del sistema
capitalista.
C’erano
multimilionari, con Salinas e senza
Salinas, con Fox e senza Fox, anche se,
ovviamente, mai tanti come con la mafia
che s’impadronì del Messico. López
Obrador li include nel suo libro,
identificando il potere della mafia che
è divenuta pardrona del paese .
Il Capitolo 2 lo
intitola “Abbandono, corruzione e
povertà”. Segnala il PIL dei paesi del
mondo nel período 1982-2009; con
ammirazione si riferisce a quello della
Cina: 10,1. Inoltre riferisce in un
paragrafo a parte il PIL del 2009.
Segnala che “ se fosse poco ―quest’anno
― il Messico ha occupato, in questa
materia, l’ultimo posto tra tutti i
paesi del continente americano e, anche
se appare incredibile, stiamo al disotto
di Haiti”.
“i tecnocratti
hanno attuato come fondamentalisti. Non
solo hanno applicato l’ortodossia degli
organismi finanziari internazionali, ma
hanno convirtito in ideologia le loro
raccomandazioni.”
“Il Messico rurale
è stato il più danneggiato dalle dette
politiche neoliberiste. L’abbandono
della campagna è drammatico. Mi rico
ancora che Pedro Aspe, segretario al
Tesoro nel governo di Salinas, si
vantava dicendo che non aveva importanza
il fomento delle attività produttive del
settore agricolo e dell’allevamento,
perchè in un mondo globalizzato era più
economico comprare all’estero quello che
si consumava”
“Il congiunto delle
politiche neoliberiste applicate alla
campagna ha originato un grave abbandono
produttivo del settore agrícolo in
relazione alla crescita della
popolazione. Dal triennio 1980-1982 a
quello del 2007-2009, il
PIL agricolo, forestale e della pesca
per abitante si è ridotto al 15.2 per
cento. In altre parole, mentre la
produzione totale degli alimenti è
avanzata ad un ritmo annuale del 1.5 per
cento, la popolazione del paese è
cresciuta, nello stesso peroodo, ad un
tasso del 1.7 per cento annuale.”
“A partire dal
1996, la produzione del petrolio è
aumentta sino a giungere nel 2004 alla
cifra record di 1231 milioni 145 .000
barili. Tra il 1996 e il 2004, le
esportazioni di greggio sono cresciute
da 563 a 683 milioni di barili l’anno.
Questo incremento ha coinciso con il
super sfruttamento del complesso
Cantarell, che dal 2000 al 2004 ha
incrementato la sua produzione dal 47 al
61 per cento della produzione nazionale,
convirtendosi nel campo petrolifero di
maggior resa nella storia del mondo.”
“Mentre
l’estrazione del petrolio aumentava, le
riserve provate registrarono una
strepitosa diminuzione: nel 1982 erano
di 48. 300 milioni di baril; senza dubbi,
nel 2009 caddero a 10.000 milioni. Solo
durante il governo di Fox si consumò una
terza parte delle riserve provate.”
“Inoltre questa
assurda politica tecnocratica ha
prodotto danni nella raffinazione, il
gas e la petrolchimica. Le imprese
vincolate a queste attività sono state
private delle risorse per la loro
espansione e modernizzazione. Dal 1979
non si costruisce una nuova raffineria
nel paese. Recentemente, per un nostro
movimento, Calderón è stato obbligato a
dire che Se ne sarebbe costruita una;
senza dubbio sono passati due anno da
quando lo ha annunciato e ancora non
hanno messo un mattone.”
“Nello stesso tempo
è stato stabilito come prezzo di
riferimento quello assegnato negli Stati
Uniti, che è il più caro del mondo. Per
questa causa, siamo diventati
importatori di gas.”
“Nel caso della
petrolchimica, di fornte alla mancanza
d’investimenti e all’ abbandono, la sola
cosa fatta è stata la riduzione ‘delle
perdite’ dei complessi
petrolchimici mediante la sospensione
delle linee di produzione.”
“…le grandi
corporazioni imprenditoriali e
finanziarie, hanno optato per confiscare
a Pemex tutte le sue entrate. Dal 2000
al 2009, questa impresa ha registrato
vendite accumulate per otto bilioni
841.000 milioni di pesos ed ha pagato
imposte per sei bilioni 185.000 milioni
di pesos, cioè, l’equivalente al 70 per
cento delle sue vendite. […]
l’investimento pubblico diretti in Pemex
(senza includere debiti) è stato di
437.000 milioni di pesos, cifra che
rappresenta il 5 per cento delle sue
vendite totali.”
“Com’ è logico, a
partire dall’ adozione della politica
neoliberista, il settore energetico si è
vincolato strettamente agli interessi
esterni. In questo periodo si è
allontanata ancora di piu la possibilità
d’integrarlo e utilizzarlo come palanca
per lo sviluppo nazionale, e tutti i
governi neoliberisti hanno mantenuto
l’idea ed il proposito di privatizzare
l’industria elettrica come l’industria
petrolifera.”
“Non accettiamo
nessuna occupazione nel nostro
territorio. Il Messico deve continuare
ad essere un paese libero, indipendente
e sovrano. Non voglaimo trasformarci in
colonia.”
“…in quella
occasione terminai ricordandogli quello
che una volta il Generale Lázaro
Cárdenas del Río disse: ‘Governo o
individuo che consegna le risorse
nazionali alle imprese straniere,
tradisce la Patria’. Indubbiamente in
questi tempi, disgraziatamente, può più
la corruzione che il patriottismo.”
“Uno degli affari
più succosi a beneficio dei funzionari e
dei contrattisti è stato l’acquisto del
gas dalle imprese straniere. Per questa
ragione, ai tecnocrati non è mai
importato realmente nè estrarre il gas
nè evitare che si perda. Il Messico è il
paese petrolifero che brucia più gas
nell’ atmosfera.”
“In questi giorni
quello che preoccupa maggiormente è la
mancanza di lavoro. La disoccupazione è
allarmante. Si calcola che ogni anno
ingressa nel mercato del lavoro un
milione di giovani ed i nuovi posti che
sono stati creati nell’economia non
soddisfano nemmeno il 25 % della domanda
.”
“Inoltre coloro che
hanno potuto conservare il lavoro, hanno
entrate che non bastano nemmeno per
coprire le voci più indispensabili. In
un rapporto su investigazioni svolte nel
gennaio del 2010, il Centro delle
Analisi Multidisciplinare della Facoltà
di Economia della UNAM sostiene che 17
milioni 776.000 persone, che ricevono
meno di due salari minimi e
rappresentano il 41 per cento della
popolazione economicamente attiva,
ricevono entrate che non permettono loro
di coprire le necessità alimentari
raccomandabili, considerando gli aspetti
nutritivi, culturali ed economici.”
“In quanto all’
educazione, il ritardo è impressionante:
la popolazione di 15 anni e più senza
diploma elementare è il 34 per cento e
l’ analfabetismo è del 9.46 per cento,
ma negli Stati con il maggior grado
d’emarginazione, come Oaxaca, Guerrero e
Chiapas raggiunge anche il 23 per cento.”
“In Messico, solo
due su 10 gióvani hanno accesso
all’educazione superiore, il 20 per
cento. La UNESCO ha stabilito como
paremetro di riferimento per questo
livello, tra il 40 - 50 per cento.”
“Nel febbraio del
2010, il dottor José Narro Robles,
rettore della UNAM, ha informato che dei
115.736 studenti che si sono presentati
agli esami per l’iscrizione, solo 10,
350: l’8,9 per cento sono stati
accettati .
“Negli ultimi 20
anni come conseguenza dell’abbandono
dell’Educazione Superiore da parte dello
Stato, la matricola delle scuole private
è cresciuta dal 16 al 37 per cento.”
Nel capitolo 3
López Obrador riafferma: “…L’oligarchia,
la mafia del potere, si è sentita
minacciata e non le è importato gettare
via quel poco che si era costruito per
stabilire la democrazia in Messico.”
“Il tempo e la
realtà hanno dimostrato che la frode ha
provocato un danno immenso: ha ferito i
sentimienti di milioni di messicani, ha
eroso le istituzioni, ha avvilito per
intero la detta società politica…”
“Oggi, 9 marzo del
2009, qui, a Tamazula, in Durango, dove
nacque il primo presidente del Messico,
Guadalupe Victoria, termino il percorso
dei 2038 municipi a regime di partito
che esistono nel paese. Adesso mi
mancano solo 418 municipi indigeni di
uso e costume dello Stato di Oaxaca, che
visiterò nell’ultimo quadrimestre di
quest’anno.”
“Durante 430 giorni
abbiamo percorso 148 mil 173 Km. di
sentieri pavimentati e di terra battuta,
per giungere nei villaggi più appartati
del Messico.”
“È notoria la
carenza di infrastruttura e servizi
basici nei municipi. Dei los 2038 che ho
visitato, 108 non contano su strade
pavimentate nei capoluoghi municipali.
Lo Stato più abbandonato per questo
aspetto è Oaxaca; dei suoi 152 municipi
a regime di partito, 36 non hanno strade.
Segue Puebla, con 15; lì e nella regione
della montagna di Guerrero, ho
constatato non solo il cattivo stato
delle strade, ho visto che le nuove,
quelle appena costruite sono di così
cattiva qualità che al massimo in un
anno torneranno ad essere di terra.”
“È illogico che si
consumi tanta Coca-Cola o equivalenti…”
“Credo che questo
consumo di bibite , calcolato in un
milione di litri al giorno, si deve
fondamentalmente alla pubblicità ed in
certe regioni è divenuto un fatto che fa
status.”
“È indispensabile
eliminare l’attuale politica economica
che nemmeno in termini quantitativi ha
dato risultati. Il Messico è uno dei
paesi del mondo che è cresciuto meno
negli ultimi anni.”
“È necessario
cambiare la forma di fare politica.
Questo nobile impegno si è pervertito al
completo. Oggi la politica è sinonimo
d’inganno, sistemazioni nella cupola e
corruzione. I legislatori, leaders e
funzionari pubblici sono lontani dai
sentimienti del popolo; continua a
prevalere l’idea che la politica è cosa
dei politici e non una cosa di tutti.”
“La trasformazione
che il paese necessita non solo deve
avere il propisito di realizzare la
crescita economica, la democrazia, lo
sviluppo ed il benessere. Implica anche
e soprattutto, cristalizzare una nuova
corrente di pensiero sostentata nella
cultura del nostro popolo, nella sua
vocazione di lavoro e nella sua immensa
bontà, aggiungendo valori come la
tolleranza, il rispetto della diversità
e la protezione del medio ambiente.”
“Nel marzo del 2009
ho concluso il mio percorso per 2038
municipi a regime di partito del pase, e
con questo motivo ho elaborato un testo
chiamato ‘Il paese dal basso: appunti
del mio giro per il Messico’. Il 20
dnovembre ho terminato di visitare i 418
municipi indigeni, di usi e costumi
dello Stato di Oaxaca…”
“Il popolo di
Oaxaca è riuscito a far sopravvivere
questa cultura. Da lei emanano la sua
mistica del lavoro, il suo talento e le
sue forti relazioni familiari e
comunitarie. Li aiuta il vincolo alla
terra nel mantenere un’economia
d’autoconsumo sostentata nella
produzione di mais, fagioli e
allevamento del pollame, oltre alla
coltivazione del caffè, l’utilizzazione
dei boschi, tessere il ‘petate’ e il
sombrero, l’artigianato ed altre
attività. Nelle città del paese, nei
campi agricoli del nord e all’estero è
Molto apprezzata la sua creatività e la
sua forza lavoro. Negli Stati Uniti i
mixtechi si sono guadagnati con la
fatica la fama d’esseretra i migliori
operai del mondo.”
“Per l’ abbandono
del governo, Oaxaca è lo Stado con più
miseria ed emarginazione nel paese. E in
questi tempi ne risentono ancora di più.
Partiamo dal fatto che la gente ha tre
fonti fondamentali per il proprio
mantenimento : l’economia di
autoconsumo, gli appoggi governativi ed
il denaro che proviene dall’ emigrazione.
Nel primo caso, la voce principale è la
coltivazione del mais. Questa benedetta
pianta assicura che non manchino gli
alimenti di base, tra gli altri ‘la
tortilla’, che si accompagna con i
fagioli, i peperoni, il ‘nopal’ e
permette di tacitare la fame. Senza
dubbio nel 2009, per il ritardo delle
piogge, hanno perduto i raccolti ed
hanno dovuto comprare il mais.” “Per
ultima, la terza fonte d’ingresso sono
le rimesse, che nel 2009 sono diminuite
di circa il 18 per cento, per la crisi
economica negli Stati Uniti e nel nostro
paese. Nel 2008 per questo concetto a
Oaxaca avevano ricevuto 1456 milioni di
dollari e nel 2009 si stima che appena
sono giunti 1194 milioni di dollari.”
“Mi ha fatto male
al cuore vedere gli uomini piangere
mentre mi raccontavano la difficile
situazione che soffrono e l’abbandono in
cui s’incontrano .”
“In materia di
salute, ugualmente, la costante è
l’abbandono. Ci sono municipio senza
medico ed anche nei capoluoghi dove ci
sono cliniche di primo livello, i medici
lavorano solo da lunedì al venerdì e
dovunque mancano i medicinali”
“In quanto all’
educazione, nonostante lo sforzo degli
alunni e dei maestri, è notevole il
ritardo. Le scuole sono abandónate, con
i tatti in cattive condizioni, mancano
le lavagne, i banchi, e le aule sono
costruite con materiali precari. E la
cosa più triste è che molti bambini e
adolescenti cammino anche due ore per
andare a scuola e quasi tutti ci vanno
senza fare colazione.”
“Personalmente sono
stato accusato come messianico e matto.
Qui apro una parentesi per raccontare
che recentemente ho partecipato ad un
ciclo di conferenze nel Collegio del
Messico e lo storiagrafo Lorenzo Meyer
mi ha chiesto se avevo pensato di fare
qualcosa per contrarrestare gli attacchi
contro di me, perchè se nel 2006 mi
avevano associato a Chávez, ch enon
conosco, no è illogico pensare che, in
vista delle elezioni presidenziali del
2012, giungeranno a paragonarmi a Osama
Bin Laden.”
“È giunta così
lontano la compagna contro di noi che
molti hannopreso per buoni i rumori che
io ho molto denari e lussuose residenze
nel paese e all’estero. Alcuni iffuscati
dal loro essere di destra, ed altri
totalemente manipolati, non possono
accettare che non sono corrotto e che
lotto per ideali e principi, quello che
stimo di più nella mia vita.”
“Senza dubbi, è
motivo d’orgoglio che, nonostante tutto,
coloro che hanno cercato di distruggerci
, non ci sono riusciti e non ci
riusciranno. Non solo perchè abbiamo
autorità morale, ma perchè le donne e
gli uomini che partecipano a questa
lotta, professiamo un profondo amore per
i nostri simili, ed inoltre al di là
della perfidia e di fronte ad ogni tipo
d’avversità, manteniamo la ferma
convinzione di costruire una società più
giusta, più umana e con più uguglianza.”
In questo capitolo
finale, López Obrador segnala 10
obiettivi come sintesi del suo pensiero
politico:
“1. Riscattare lo
Stato e porlo al servizio del popolo e
della Nazione.
“2. Democratizzare
i mezzi di massa di comunicazione.
“3. Creare una
nuova economia.
“4. Combattere le
pratiche monopolistiche.
“5. Abolire i
privilegii fiscali.
“6. Esercitare la
politica come imperativo etico e
restaurare la pratica dell’austerità
repubblicana.
“7. Rafforzare il
settore energetico.
“8. Realizzare la
soranità alimentare.
“9. Stabilire uno
statodi benessere.
“10. Promuovere una
nuova corrente di pensiero.”
Si chiede: “Che
facciamo con la mafia?”
“…la nostra domanda
su che fare con la mafia, o meglio che
faremo con gl oligarchi, va in un altro
senso e parte dal nostro concetto che il
principale problema del Messico è,
precisamente, il predominio di un pugno
di persone che detengono il potere e
sono i responsabili dell’attuale
tragedia nazionale. E, com’è ovvio,
siamo impegnati nello stabilire la
democrazia e trasformare il paese, ed è
meglio che si sappia sin d’ora che cosa
faremmo con gli oligarchi, al trionfo
della nostra causa.”
“…disgraciatamente,
quel che ha predominato nel paese sono
la cupidigia ed il fare denaro ad ogni
costo, senza scrupoli morali di nessuna
indole. Ossia prevale la cultura del
tutto per tuttom e la massima che ‘chi
non si arrangia, non avanza’.”
Termina a pagina
205, con le seguenti parole:
“È in marcia,
quindi, la rivoluzione delle coscienze
per costruire la nuova Repubblica. Il
compito è sublime, nulla nel terreno del
pubblico può essere più importante che
realizzare il rinascimento del Messico.
Nessun’altra attività produce più
sodisfazione che il lottare per il bene
degli altri. È un motivo d’orgoglio
vivere con audacia ed inoltre avere la
sorte di fare storia.”
Il suo libro è una
coraggiosa e indiscutibile denuncia
contro la mafia che si è impadronita del
Messico.
1.- Non si menziona
il fatto che negli Stati Uniti si è
creato un colossale mercato di droghe e
la sua industria militare somministra le
più sofisticate armi che hanno
trasformato il Messico nella prima
vittima di una sanguinosa guerra nella
quale stanno morendo già ogni anno più
di 5.000 giovani messicani.
Comprendo anche che un uomo che
incessantemente percorre i più appartati
municipii del paese, non potrebbe
analizzare anche questo assunto.
Nonostante, da parte mia, considero un
dovere ricordare al popolo messicano che
questo problema si somma ai fatti
segnalati nella coraggiosa denuncia di
López Obrador.
2.- Non tratta
nemmeno il fatt che il cambio climatico
è divenuto un colossale pericolo per la
sopravvivenza della specie, e che già,
di fatto, sta creando gravissimi
problemi come quello che sta soffrendo
attualmente la Russia, dove il numero
delle vittime del calore e del fumo
degli incendi nei boschi e tra a folla,
hanno più che raddoppiato il numero
delle persone ch enecessitano un
funerale a Mosca e in latre città. Il
Messico è, precisamente, il paese dove
si svolgerà il futuro Vertice del Cambio
Climatico con tante altre attività
relazionate con questo.
3.- Si omettono
tutti i riferimenti all’imminente
rischio di una guerra nucleare che
potrebbe far sparire la nostra specie .
Senza dubbi , è Giusto segnalare che il
24 maggio del 2010, quando López Obrador
terminò il suo libro, il Consiglio di
Sicurezza delle Nazioni Unite non aveva
adottado la Risoluzione 1929 del 9
giugno del 2010, dove ordina l’ispezione
delle navi mercantili iraniane e crea
una situazione dalla quale non potrà già
sfuggire.
Senza dubbio, López
Obrador sarà la persona di maggior
autorità morale e politica del Messico
quando il sistema si disgregherà e con
lui, l’impero. Il suo contributo alla
lotta per evitare che il Presidente
Obama scateni questa guerra sarà di
grande valore.
(Continuerà domani)
Fidel Castro Ruz – 11 Agosto 2010
Ore 21. 53 (Traduzione Gioia
Minuti)
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