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L'Avana. Cuba. Anno 16 - Martedi, 21 Maggio 2013
Díaz-Canel ha incontrato i membri dell’Associazione Yoruba di Cuba
Amelia Duarte de la Rosa - Foto: Jorge Luis González
Il Primo Vicepresidente dei Consigli di Stato e dei Ministri, Miguel Díaz-Canel Bermúdez ha incontrato i rappresentanti dei differenti Consigli dei Sacerdoti Maggiori dell’Associazione Culturale Yoruba di Cuba, nella sede dell’istituzione religiosa.
Accompagnato da Caridad Diego, a capo dell’Ufficio di Attenzione ai Temi Religiosi del Comitato Centrale del Partito, il membro del Burò Politico ha visitatao le sale del centro e il Museo degli Orichas, guidato da Antonio Castañeda, presidente dell’Associazione, e da Georgina Fuertes, direttrice della galleria.
Durante il fraterno incontro Díaz-Canel ha ringraziato per l’invito e ha dichiarato che nonostante la sua brevità, la visita gli ha permesso di apprezzare e comprendere molti dei significati di questa religione cubana d’origine africana, tanto radicata nel nostro paese.
“È molto importante tutta la relazione che si mantiene, perchè qui risiede una parte significativa della nostra storia, cultura e identità, e possiamo continuare ad accrescere in maniera sostenibile il rispetto, l’unità e la comprensione”, ha precisato.
Ugualmente ha sottolineato l’apporto alla difesa della cubanità che professa la religione yoruba.
“Voi siete stati molto fedeli alla Rivoluzione”, ha detto ancora Diaz Canel. Castañeda ha parlato del lavoro dell’istituzione e della preservazione dell’identità. “Abbiamo mantenuto l’associazione più pura possibile. Siamo felici perchè abbiamo questo spazio per celebrare le nostre attività e cerchiamo di far sì che esista sempre il rispetto”.
Poi ha dato spiegazioni su questa entità che conta su circa 30.000 associati dentro Cuba e almeno cinquemila all’estero. (Traduzione Granma Int.)....................................................................................................................
L’Ecuador Premio Internazionale di Cubadisco 2013
Cubadisco 2013 è una realtà importante nel processo d’integrazione continentale.
Roberto Bastidas
Nella sala Avellaneda, del Teatro Nazionale, si è svolta la Serata di Gala delle Premiazioni e la Repubblica dell’Ecuador ha ricevuto uno dei premi internazionali, assegnato alla Collezione Fondo Fonografico, di vari interpreti e prodotta dal Ministero di Cultura SOMOS.
Il Viceministro ecuadoriano di Cultura Jorge Luis Serrano, che ha ricevuto il riconoscimento, ha assicurato che questo premio è uno stimolo alla diversità, al talento musicale ecuadoriano e al lavoro che stanno facendo le istituzioni.
“Questo è davvero un momento speciale, perchè è Cuba che assegna il premio: un popolo che ha creato una musica straordinaria che si conosce in tutto il mondo. Oggi possiamo mostrare al mondo intero la nostra diversità e il talento dei nostri musicisti e per questo riceviamo questo premio che è un grande apporto alla musica del mio paese e alle profonde trasformazioni che nell’ambito culturale si realizzano in Ecuador”, ha sostenuto il Viceministro di Cultura, che ha poi spiegato che: “La collezione Fondo
Fonografico rappresenta un insieme di case discografiche che evidenziano la differenza culturale che caratterizza il nostro paese, una diversità d’espressione di punti di vista, di interpretazioni, di stili musicali, che oggi è stata riconosciuta da Cubadisco, uno dei più importanti premi della musica latino americana”.
L’Ambasciatore Edgar Ponce Iturriaga ha affermato che è un onore che l’Ecuador riceva un premio in questo appuntamento discografico, perchè Cuba è simbolo musicale nel continente ed è realmente un riferimento necessario per la musica nella regione.
“È una soddisfazione per noi partecipare a questa fiera musicale internazionale, un’ eccellente opportunità per continuare e stringere i nostri vincoli di collaborazione culturale”.
“Cubadisco 2013 è una realtà importante nel processo d’integrazione continentale, per quello che possiamo fare con uno strumento essenziale come la cultura”, ha sottolineato il diplomatico.
Ponce Iturriaga ha aggiunto che la cultura unisce la Rivoluzione Cittadina alla Rivoluzione cubana nei nostri principi comuni di preservare le nostre identità, una priorità del governo guidato dal presidente Rafael Correa.
Alla XVII Fiera Internazionale Cubadisco, partecipa una delegazione ecuadoriana formata da Daniela Fuentes Moncada, Vicesegretaria delle Iniziative culturali del Ministero di Cultura, dal compositore Gerardo Guevara, massimo esponente della musica da concerto nella nazione delle Ande; dal prestigioso violinista Jorge Saade; la violinista Eva Steinsleger, e il gruppo Los Machis, che unisce il folclore ai ritmi contemporani. Cubadisco terminerà il 26 maggio e in questa edizione il paese invitato d’onore è l’Ecuador.
La fiera discografica è dedicata ai giovani, alla musica da concerto e soprattutto al violino nella musica detta classica e nella tradizione popolare.
( Traduzione
Granma Int.)
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Grazie a Fidel per aver creato il Fronte dei Progetti
Lino Luben Pérez
Il Comandante della Rivoluzione Ramiro Valdés Menéndez, membro del Burò Politico del Partito Comunista di Cuba e vicepresidente dei Consigli di Stato e dei Ministi, ha ricevuto un diploma di riconoscimento per il Comandante in Capo Fidel Castro, per aver creato tre decenni fa il Fronte dei Progetti.
Jesús Lacera Linde, segretario esecutivo dell’istituzione, ha consegnato il riconoscimento in una cerimonia effettuata nel Palazzo delle Convenzioni de L’Avana, dove 30 anni fa il leader della Rivoluzione cubana creò il Fronte.
Una rappresentazione dei circa 1370 fondatori includendo la dottoressa Josefina Rebellón, molto vincolata allo sviluppo architettonico e patrimoniale, ha ricevuto certificati simili dalle mani di Valdés Menéndez.
Durante la cerimonia, René Mesa Villafaña, ministro della Costruzione, ha annunciato che il Fronte diverrà più forte con specialisti e personale qualificato in corrispondenza con l’attualizzazione del modello economico del paese.
Un nuovo apporto di forze permetterà di pianificare meglio e di combinare efficacemente la teoria e la pratica, per non improvvisare, e realizzare progetti efficienti e di qualità che implichino risparmi all’economia nazionale, ha assicurato il titolare dell’organismo.
Lacera Linde, parlando dell’organizzazione, ha ricordato che dal 1983 ad oggi, specialisti delle imprese di progetti e investigazioni applicate, disegni e altri servizi tecnici, hanno creato valori per 5200 milioni di Pesos.
“Una parte notevole di questo totale è derivata dalla sostituzione di importazioni”, ha sottolineato ed ha citato tra le priorità il programma d’investimenti per lo sviluppo turistico nei cayos a nord dell’Isola, per la Zona Speciale di sviluppo di Mariel, a 49 Km. a ovest de L’Avana e per i settori della casa e dell’industria.
(Traduzione Granma Int.)
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L’ALBA consoliderà la rete delle università
Lianet Arias Sosa
L’Alleanza Bolivariana per i Popoli di Nuestra America-Trattato di Commercio dei Popoli (ALBA-TCP) ha deciso a Cuba di consolidare la rete delle università dei paesi di questo meccanismo d’integrazione.
L’iniziativa forma parte di altri accordi per fomentare la cooperazione in materia di salute, educazione, cultura, lavoro e sport.
Durante la IV Riunione del Consiglio Ministeriale dell’Area Sociale, realizzata nell’Hotel Nacional, alcuni giorni fa, i partecipanti hanno anche ratificato il riconoscimento dei titoli e dei diplomi del blocco ed hanno confermato Cuba come sede del V Seminario ALBA Educazione, che si svolgerà nel secondo semestre dell’anno.
Nell’ambito della salute, il Consiglio ha proposto di concretare azioni che permettano di realizzare studi di invalidità nei paesi dell’AlBA, specialmente in Dominica e ad Antigua y Barbuda.
Inoltre è stata segnalata la necessità di valutare l’acquisizione congiunta di medicinali, perchè questo permetterà di abbassare i costi, riferisce il documento finale.
La riunione ha stabilito anche il fomento di azioni con sicuro impatto che stimolino lo sviluppo dei processi culturali di trasformazione sociale, concentrando sforzi e risorse negli impegni di maggior ripercussione.
Cuba offrirà assessori e collaborazione nel campo dello sport, partendo dalla sua esperienza nell’organizzazione dei Giochi dell’ALBA e nei progetti d’educazione e controllo antidoping.
In accordo con i dati diffusi dal vice ministro d’Educazione del paese anfitrione, José Ramón Saborido, a partire dalle iniziative del blocco, tre milioni di persone già possono leggere e scrivere. Inoltre quasi due milioni di di persone hanno recuperato la vista, grazie all’Operazione Miracolo e sono stati realizzati studi genetici in vari paesi, ha segnalato.
Alla chiusura dell’incontro le delegazioni di Antigua y Barbuda, Bolivia, Cuba, Dominica, Ecuador, Nicaragua, San Vicente y las Granadinas e Venezuela, che formano il blocco, hanno appoggiato il governo boliviano nei suoi sforzi per eliminare i piani di destabilizzazione.
Inoltre hanno segnalato le conquiste e i passi avanti sociali ed economici ottenuti dalla Bolivia, ed hanno augurato il ristabilimento del dialogo in uno scenario democratico.
Il governo boliviano affronta uno sciopero promosso dalla Centrale Operaia del paese, che ha generato perdite economiche e destabilizzazione politica, e secondo le autorità ha un’intenzione politica e vuole la caduta del governo.
Il Consiglio dell’Area Sociale dell’ALBA ha reso omaggio al presidente del Venezuela recentemente deceduto, Hugo Chávez, uno dei promotori dell’Alleanza, assieme al leader storico della Rivoluzione cubana, Fidel Castro.
Nel contesto della IV Riunione, la Prima Ballerina Assoluta, Alicia Alonso ha ricevuto il Premio ALBA delle Artes 2012 per l’opera della sua vita, dalle mani del primo vicepresidente cubano, Miguel Díaz-Canel.(Traduzione Granma Int.)
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La missione cubana e le organizzazioni solidali di El Salvador hanno commemorato il 118º anniversario della morte in battaglia dell’Eroe Nazionale di Cuba, José Martí.
La cerimonia si è svolta ai piedi del monumento dell’Apostolo dell’indipendenza cubana nella piazza che porta il suo nome, vicino al centro storico della capitale.
L’ambasciatore cubano, Pedro Pablo Prada, ha ricordato che: “Dalla ripresa delle relazioni diplomatiche tra i due paesi, nel 2009, è divenuto una tradizione l’omaggio a Martí, che è stato la luce e la guida del popolo di Cuba”.
“Il pensiero e l’opera di Martì sono stati mantenuti vivi in El Slalvador dalle organizzazioni politiche e solidali, come quelle presenti nell’ incontro di oggi”, ha detto ed ha sottolineato che: “ Questo omaggio avviene in attesa del 60º anniversario dell’assalto alla Caserma Moncada, il 26 luglio del 1953, quando la generazione guidata da Fidel Castro recuperò Martí e lo collocò al fronte della Rivoluzione cubana”.
Durante la cerimonia sono state poste corone di fiori a nome della missione e dei collaboratori di varie sfere di Cuba, della Coordinatrice Salvadoregna di Solidarietà per Cuba e del suo Comitato del Municipio di Saan Marcos della capitale.
Hanno partecipato membri di altri comitati, come quelli del municipio di Apopa, nel nord di El Salvador, e i militanti del Frente Farabundo Martí per la Liberazione Nazionale (FMLN).
I membri della Coordinatrice e il personale dell’Ambasciata cubana hanno anche eseguito un lavoro volontario di pulizia e abbellimento della Piazza José Martí che è stata restaurata di recente. ( Traduzione Granma Int.)
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È morto Videla, non perdonato e non dimenticato
Non si sa dove verrà seppellito.
Laura Bécquer Paseiro
In un carcere comune e per cause naturali, è morto venerdì 17, a 87 anni, il dittatore Jorge Rafael Videla. Dalla sua bocca non è mai uscita una parola di pentimento per le migliaia di morti e scomparsi che ha lasciato in Argentina.
Su di lui, il personaggio principale della Prima Giunta Militare, tra i quattro che la guidarono di fatto in Argentina dal 1976 a 1983, pesavano due ergastoli per crimini di lesa umanità, più 50 anni come responsabile di un piano sistematico di furto di neonati. Indubbiamente si è portato alla tomba molti segreti della sua oscura epoca di repressione e torture.
Per il Premio Nobel della Pace, Adolfo Pérez Esquivel, la sua morte "non chiude un ciclo che va al di là di Videla, perchè è stata una politica implementata in tutto il paese e nell’America Latina”.
Esquivel ha detto d’essere convinto che la giustizia deve continuare a lavorare, per vedere quel che è avvenuto con gli scomparsi e i bambini rubati. “C’è ancora un lungo cammino davanti a noi”, ha aggiunto.
La presidentessa delle Nonne di Piazza di Maggio, Estela de Carlotto, ha detto: "La storia considererà il genocidio sofferto dagli argentini, l’obbrobrio della dittatura civico-militare guidata da Videla”, che ha fatto dichiarazioni tardive per rivendicare tutti i suoi delitti.
In un interista di 20 ore con il giornalista Ceferino Reato, realizzata tra ottobre del 2011 e marzo del 2012, Videla aveva ammesso per la prima volta che erano 7000 – 8000 le persone che dovevano morire “per vincere la guerra contro la sovversione”.
Videla guidò il colpo di Stato il 24 marzo del 1976 e fece cadere il governo costituzionale di María Estela Martínez de Perón (1973-1976), per, secondo lui, evitare una lunga agonia della Repubblica. Poi aveva aggiunto che: “Non fu una guerra sudicia, ma una guerra giusta, con la quale salvammo il paese da giovani idealisti che volevano imporre una cultura lontana dal nostro tradizionale stile di vita occidentale e cristiano”.
I suoi problemi giudiziari cominciarono con una prima condanna nel 1985, ma cinque anni dopo, l’allora presidente Carlos Ménem (1989-1999) firmò un indulto per superare i conflitti del passato.
La sua libertà durò poco: nel1998 lo arrestarono di nuovo accusato d’appropriazione di minori e dieci anni dopo, quando già c’erano varie cause contro di lui, la giustizia ordinò il suo trasferimento in un carcere di Campo de Mayo, a Buenos Aires.
Nel 2010, quando la giustizia dichiarò incostituzionale l’indulto di Ménem, fu condannato all’ergastolo in un carcere comune. Due anni dopo si aggiunse una nuova condanna a 50 anni di prigione per furto di neonati, sequestro e sottrazione d’identità dei figli degli scomparsi .
Prima della morte Videla stava per essere giudicato per le sue responsabilità nel Piano Condor di coordinamento repressivo tra gli Stati Uniti e le dittature militari del Cono Sud.
L’ottuagenario Videla incitò alla ribellione militare sino all’ultimo momento ed ha lanciato provocazioni dal carcere per far cadere il governo di Cristina Fernández.
Sui processi contro i dittatori nel detto “processo di riorganizzazione nazionale”, Videla considerava che si cercava solo vendetta, ma senza dubbio sono stati una riparazione storica proposta dal già deceduto presidente Néstor Kirchner, che ha reso la speranza a milioni di argentini.(Traduzione Granma Int.)
Director Geral: Lázaro Barredo
Medina. Director Editorial: Gustavo Becerra Estorino
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