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S P O R T

  L'Avana. 8 Agosto 2012

    

Il dramma di Liu Xiang

Ariel B. Coya

Nel giorno i cui i cubani Dayron Robles e Orlando Ortega si sono classificati per la semifinale dei 110 m ostacoli , la grande notizia dell’atletica è stata una sconfitta: il dramma del cinese Liu Xiang. L’infortunio del campione di Atene.

Quattro anni fa, nel nido di Rondine di Pechino, non aveva potuto partecipare alla competizione per una lesione al tendine d’Achille, a causa della quale visse un calvario durato 13 mesi lontano dalle gare. In questi Giochi ha percorso pochi metri, è inciampato sul primo ostacolo ed è rimasto steso sulla corsia quattro, quasi da non crederci; mentre cinque dei suoi rivali si dirigevano verso il traguardo.

Era l’ultima batteria delle eliminatorie, ed anche la più lenta, vinta dal britannico Andrew Turner con 13.42 secondi. La sua ultima immagine è stata commovente. Con Liu a testa bassa e zoppicando fino al traguardo per raggiungere la meta. Quando è giunto al decimo ed ultimo ostacolo si è avvicinato, si è inclinato e lo ha baciato. Come in un addio.

Questo gesto, che illustra la sua grandezza come atleta, è stato premiato dal pubblico con una lunga ovazione, mentre gli altri contendenti si sono avvicinati per confortarlo e l’ungherese Balazs Baji gli ha alzato il braccio come ad un campione.

 “Sono molto triste per questo risultato, però anche molto orgoglioso, perché Liu Xiang, dal 2008 ad oggi, ha lavorato duramente, si è molto sacrificato, per partecipare a questi Giochi”, ha commentato dopo la gara il capo della squadra di atletica della Cina, Feng Shuyong, che alla domanda dei giornalisti sul ritiro di Liu, che attualmente ha 29 anni, ha risposto laconicamente: “Adesso non è il momento per parlare di questo”.

Molti commentatori cinesi hanno pianto commossi e l’atletica a Londra è rimasta senza uno dei grandi duelli: Liu e Dayron (13.33) contro i veloci statunitensi Jason Richardson (13.33) e Aries Merritt (13.07), che ha ottenuto il tempo più basso mai registrato in una prima batteria eliminatoria olimpica.

Poco prima, come Dayron, il cubano Ortega (13.26) aveva dominato la sua serie e si dichiarava “pronto per lottare nella finale”. Il detentore del record mondiale, al contrario, ha preferito restare in silenzio e si è limitato ad alzare il pollice. Forse un segnale inequivocabile per far capire che il campione olimpico in carica vuole parlare sulla pista.

(Traduzione Granma Int.).

 

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