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Mafie politiche dietro la
frode elettorale in Ecuador, ha affermato Correa
Yurién Portelles
“Chiaramente i colpevoli di questo sono le mafie
politiche, senza etica e senza appoggio popolare
che comprarono firme e contrattano imprese
private per fare ciò che avrebbero dovuto fare
come autentici movimenti politici”, ha affermato
Correa.
In una conferenza convocata dal Movimiento
Alianza PAÍS nella sua sede della capitale
ecuadoriana, il presidente ha chiamato ad una
vigilia permanente fino al giorno 22 settembre
per evitare che siano iscritti gruppi con nomine
irregolari e senza il numero di affiliati che
esige la legge.
La Costituzione dell’Ecuador ed il Codice della
Democrazia (Legge Elettorale) stabiliscono, come
requisito, che le organizzazioni politiche per
la loro iscrizione devono presentare un registro
di affiliati, che non può essere inferiore
all’1,5% del Registro Elettorale.
Per l’iscrizione di un partito o un movimento a
livello nazionale è indispensabile il consenso
di almeno 157.947 votanti, considerando l’ultimo
processo elettorale del 2009, nei quali furono
conteggiati 10 milioni 529 mila elettori.
In presenza del viceministro Lenín Moreno, il
cancelliere Ricardo Patiño ed il leader
parlamentare Fernando Cordero, Correa ha
respinto le accuse secondo cui il Governo e la
sua Alleanza starebbe architettando una frode
elettorale.
Ha assicurato che l’Alleanza è l’unica forza
politica che non ha bisogno di fare brogli
perché ha raccolto 10 volte di più delle firme
richieste dalla legge, ha vinto otto elezioni
consecutive e conta con un appoggio nei sondaggi
di almeno il 70% della popolazione, ha aggiunto
il capo di Stato.
Correa ha sollecitato, nella sua condizione di
direttore di Alianza PAÍS , al Consiglio
Nazionale Elettorale (CNE) di depurare il
registro del suo gruppo, ed ha segnalato che
anche se fossero scartate tutte le firme, sono
state raccolte circa 200 mila nuove
affiliazioni.
Ha esposto che questi gruppi ostili hanno
contrattato imprese inesistenti che rubano
database e falsificano firme per venderle ai
partiti senza etica.
Ha chiesto inoltre che fosse chiamata in
Parlamento per una confessione giudiziale la
deputata Lourdes Tibán, la quale ha rivelato che
il suo partito Pachakutic aveva ricevuto una
proposta da una di queste imprese per fornirgli
appoggio per 200 mila dollari.
Correa ha criticato il comportamento della
parlamentare che non ha denunciato la
corruzione, ma si è lamentata di non avere i
soldi per coprire tale cifra, e tuttavia, accusa
il governo, a PAÍS ed il CNE di aver accettato
le iscrizioni di partiti con irregolarità nelle
loro liste.
Il panorama elettorale dell’Ecuador si è
complicato fin dal primo momento e, nonostante
si afferma che le elezioni non saranno sospese,
almeno il calendario elettorale per annunciare i
gruppi che si sfideranno nella tornata
elettorale potrebbe variare.
Il giorno 18 agosto era previsto che la massima
autorità elettorale ecuadoriana rendesse
pubblica la lista dei gruppi iscritti per
partecipare il 17 febbraio alle elezioni del
Presidente, del Vicepresidente e di 136
componenti dell’Assemblea Nazionale.
(Traduzione Granma Int.).
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