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Evo: La OEA rinasce per servire i
nostri popoli o muore al servizio dell’impero
● Il Presidente boliviano
è intervenuto nell’Assemblea Generale di questa
organizzazione ed ha inaugurato il Vertice
Sociale Mondiale
Il presidente boliviano, Evo Morales,
nell’inaugurazione della sua 42ª Assemblea
Generale, che l’ Organizzazione degli Stati
Americani (OSA) va rifondata e dovrà sparire.
“La OSA ha due sole strade: rinasce per servire
i nostri popoli o muore al servizio
dell’impero”, ha dichiarato, riporta PL.
Morales ha ricordato gli inizi della OSA, come
un ministero delle colonie degli Statu Uniti e
dei Caraibi, con lo slogan “l’America per gli
americani” e ha segnalato che "la maggioranza
delle volte è servita per invadere i paesi, per
appoggiare le dittature, per reprimere i
movimenti sociali e combattere il socialismo”.
“Riassumendo, è nata per garantire l’economia
degli Stati Uniti”, ha sottolineato.
Inoltre ha messo in discussione il ruolo della
Commissione Interamericana dei Diritti Umani,
l’ha considerata uno strumento di dominio e di
sottomissione al servizio degli Stati Uniti ed
ha reclamato la chiusura delle basi militari
statunitensi in America Latina e nei Caraibi.
Il Vertice Sociale parallelo
Il presidente boliviano, Evo Morales, ha anche
inaugurato il Vertice Sociale parallelo alla 42ª
Assemblea Generale dell’Organizzazione degli
Stati Americani (OSA la sigla in italiano)in a
Cochabamba, al quale partecipano più di duemila
rappresentanti delle organizzazioni sociali
latinoamericane.
Il Vertice si svolge nel Colosseo Municipale di
Tiquipaya, con la presenza di rappresentanti del
Perù, Cile, Messico, Argentina, Ecuador,
Brasile, Venezuela e Bolivia, tra i vari paesi,
che hanno installato cinque tavoli per i lavori
su temi specifici.
Le delegazioni sono riunite in cinque gruppi di
lavoro, nei quali si dibattono temi di sicurezza
e sovranità alimentare, il cambio climatico, la
sicurezza cittadina, l’integrazione dei popoli e
l’approfondimento della democrazia nel
continente.
Inoltre si analizza il reclamo dell’Argentina
sulle Isole Malvine occupate dal Regno Unito e
la domanda di uno sbocco sul mare, fatta dalla
Bolivia al Cile, che data dal 1879, quando
un’invasione cilena senza avviso occupò il
litorale boliviano di 400 chilometri di
lunghezza, e s’impadronì di 12.000 chilometri
quadrati di territorio.
Si sta trattando la domanda di depenalizzazione
del tradizionale “acullico”, la foglia di coca
masticata dai popoli delle Ande, tema promosso
dalla Bolivia, come aveva annunciato il
viceministro al Coordinamento dei Movimenti
sociali, César Navarro.
Martedì 5 giugno, i presidenti delle commissioni
consegneranno le conclusioni al segretario
generale dell’ Organizzazione degli Stati
Americani, José Miguel Insulza, perchè siano
usate come parte delle risoluzioni della 42ª
Assemblea di questo organismo multilaterale.
(Traduzione Granma Int.)
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