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Sette militari dell’Honduras
implicati nell’assassinio di un adolescente
Isabel Soto Mayedo
Almeno sette membri delle Forze Armate
dell’Honduras (FF.AA.) sono implicati
nell’assassinio di un adolescente, morto per la
sua presunta resistenza ad obbedire ad un ordine
nella chiamata Operazione Fulmine.
La
denuncia presentata al Pubblico Ministero
assicura che Ebed Jaasiez Yánez, di 15 anni, è
stato seguito e crivellato per non essersi
fermato all’ordine intimato dai militari a capo
della suddetta operazione, iniziativa
governativa orientata ad affrontare l’ondata di
violenza nel paese.
Gli
indagati integravano il comando militare di
guardia nel luogo del crimine, nel quartiere
della capitale Villa Vieja, e procedevano su un
veicolo presentato come prova dell’accusa, ha
dimostrato il bollettino del corpo armato.
Il
ministro della Difesa, Marlon Pascua, ha
coordinato ufficialmente il processo dei sette
accusati anche se ha precisato che la loro
colpevolezza non è stata ancora provata.
Inoltre, i militari continuano a svolgere i
propri incarichi, ha aggiunto il quotidiano La
Tribuna.
Secondo le dichiarazioni del ministro,
nonostante questo avvenimento e le molte denunce
di maltrattamenti commessi dalla polizia e dai
militari durante l’Operazione Fulmine, questa
continuerà per permettere di ristabilire la
sicurezza nazionale.
Anche il direttore generale della Polizia
Nazionale, Juan Carlos Bonilla, ha anticipato
che saranno rafforzate le azioni congiunte con
le FF.AA., come parte di questa strategia,
implementata da novembre 2011.
L’Operazione Fulmine, riattivata lo scorso marzo
dal Congresso Nazionale, prevede pattugliamenti
del territorio, ispezioni ai cittadini che
utilizzano il trasporto pubblico e detenzioni in
caso di sospetti.
La
sua esecuzione è stata la risposta allo scandalo
dell’istituzione della polizia per il presunto
vincolo di alcuni agenti con il crimine
organizzato ed il coinvolgimento in vari omicidi
di civili.
L’Honduras ha il tasso di omicidi più alto del
mondo -86,5 per ogni 100 mila abitanti-, cifra
superiore al tasso mondiale di 8,8 riportata
dall’Organizzazione Mondiale della Sanità
(2000).
Casa Alleanza, gruppo in difesa dei diritti dei
minori di 23 anni, ha denunciato che nel mezzo
di questa situazione è molto marcata la
criminalità contro bambini e ragazzi: dal 1998 a
marzo del 2012 sono stati assassinati 315
persone appartenenti a questa categoria, ha
precisato.
Dall’ascesa al potere del presidente Porfirio
Lobo, le cifre annuali di crimini contro i
giovani hanno raggiunto il numero di 2.092,
ovvero più del doppio delle 1.019 registrate
sotto il mandato di Carlos Flores (1998-2002) e
le 1.976 avvenute durante il governo di Ricardo
Maduro (2002-2006).
(Traduzione Granma Int.).
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