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E C O N O M I A

L'Avana. 27 novembre 2003

ALCA: Libertà dai monopoli, blocco
per gli esseri umani

• Il Presidente Fidel Castro è stato presente durante i lavori del Secondo Incontro regionale di Lotta contro l'Area di Libero Commercio nelle Americhe al quale partecipano circa mille attivisti di 41 nazioni per organizzare una piattaforma continentale di lotta contro questo progetto


Di RAISA PAGES - Granma Internacional - Foto: AHMED VELÁZQUEZ

INDUSTRIE in crisi. Disoccupazione. Mancanza di benefici per la classe lavoratrice. Indebolimento dell'economia e delle organizzazioni operaie. Perdita di diritti sociali e lavorativi. Rafforzamento dell'impero dei monopoli. Un panorama oscuro, nascosto da cifre macro economiche.

Specialisti e attivisti degli Stati Uniti, Canada e il Messico hanno analizzato con precisione questa situazione, il primo giorno di lavoro del IIº Incontro Emisferico della Lotta contro l'ALCA, al quale ha assistito il presidente Fidel Castro.

Sarebbe uno sbaglio credere che l'Accordo per l'Area di Libero Commercio delle Americhe (ALCA) è già morto. Sono svariate le strategie del governo di Washington per metterlo in pratica, ha aavvisato Karen Hansen, coordinatrice internazionale dell'Alleanza per il Commercio Responsabile negli USA (ART, in sigla inglese).

L'amministrazione Bush sta avanzando negli accordi bilaterali con governi ricettivi delle sue pressioni o favorevoli a quel modello, ha avvertito l'analista Hansen, dell'Università Americana di Washington. Ella ha denunciato che si sta cercando di aprire una strada per lo stabilimento dell'ALCA che ha definito come " progetto minaccioso" non solo da un punto di vista economico. ma anche per i servizi di sanità ed educazione.

"Al presidente Bush non interessa il libero commercio, bensì la libertà di movimento dei monopoli per entrare nei paesi e uscirne a piacere, accrescendo i propri guadagni. L'approvazione dei sussidi agricoli risponde a questo modello, giacché l'ottanta per cento delle sovvenzioni va a beneficia delle grande compagnie" ha segnalato Karen Hansen che da due anni è attivista del Gruppo per le Politiche Alternative.

Ella ha chiarito che nell'analisi della posizione del Governo nordamericano a proposito dell'ALCA, va analizzato l'atteggiamento del Congresso, che è molto diviso su questo tema. "Ci sono state molte discussioni nel Congresso - ha detto - e su come questo trattato potrebbe pregiudicare le persone" perché i congressisti subiscono la pressione dei propri contribuenti su diversi problemi.

Hansen ha sostenuto che sebbene le indagini pubbliche sostengano che non esiste opposizione al libero commercio negli Stati Uniti, a livello popolare c'è molta inquietudine. Ha segnalato che adesso il Canada ha appoggiato lo svolgimento di un Summit di Emergenza in Messico, durante l'anno prossimo, e in quella occasione si effettuerà la propaganda favorevole all'ALCA.

La prossima riunione dei Ministri del Commercio delle Americche - ha avvertito - si svolgerà a Miami, e quella sarà un'opportunità in cui gli attivisti potranno approfittare creativamente per osservare come risponderanno gli interessi locali della Florida ai temi come l'emigrazione.

La pubblicazione del testo dell'ALCA è un arma di lotta. Vi si incontrano molti argomenti e strumenti per promuoverne il rifiuto, ha sostenuto questa specialista. Ella ha confessato a Granma Internacional di essere divenuta radicale grazie alla sua partecipazione volontaria nel Corpo di Pace nel Paraguay, in una zona rurale all'epoca della dittatura di Stroessner. Da allora si è resa conto di come vivevano e soffrivano i latino - americani.

Nel Palazzo delle Convenzioni erano presenti Carlos Lage, vicepresidente del Consiglio dello Stato; Ricardo Alarcón, presidente del Parlamento; Felipe Pérez Roque, ministro degli Esteri; José R. Balaguer, capo del Dipartimento di Relazioni lnternazionali del Comitato Centrale del Partito Comunista di Cuba e Pedro Ross, segretario generale della Centrale di Lavoratori di Cuba.

Quasi mille attivisti, analisti, dirigenti sindacali e di organizzazioni che si oppongono all'ALCA stanno partecipando a questo incontro alla chiusura del quale culminava verrà presentato un programma di resistenza continentale articolato contro questo insensato progetto.

UN PERICOLO PER GLI ACCORDI BILATERALI SUGLI INVESTIMENTI

Il rappresentante del movimento boliviano di lotta contro l'ALCA, Pablo Solón, ha detto che non esiste una trattativa unica, ma ne esistono molte come le discussioni nell'Organizzazione Mondiale del Commercio, i trattati regionali e gli accordi bilaterali di investimenti.

Secondo lui, il nodo dell'ALCA sta nel capitolo riferito agli investimenti stranieri che crea meccanismi per stabilire accordi al disopra delle nazioni, al di fuori dalla cornice giuridica di ogni paese come si può constatare nei trattati bilaterali per gli investimenti.

Egli ha citato come esempio ciò che è accaduto nel suo paese.

La International Waters, con sede in Olanda, del al monopolio Bechtel, il quinto tra i più potenti degli USA, ha privatizzato i servizi dell'acqua potabile in Cochabamba.

Adesso quel monopolio ha querelato la Bolivia per la rivolta originata dalla popolazione rialzando delle tariffe sul consumo dell'acqua del 300%. L'indennizzo richiesto dal consorzio nordamericano ascende a 25 milioni di dollari. Ma in realtà l'investimento fatto è stato di mezzo milione di dollari nei servizi d'acqua alla popolazione di questa regione boliviana.

Solón ha segnalato che il Comitato Internazionale per la Conciliazione nelle Diatribe Relative agli Investimenti, noto come CIADl in spagnolo e ICSID in inglese è uno strumento della Banca Mondiale. "Nel 1996 - ha detto - c'erano soltanto 1.100 trattati bilaterali di investimenti nel CIADl. Adesso ce ne sono più di 2 000 e sono stati presentati 110 casi di richiesta di intervento dei monopoli contro le nazioni.

Egli ha detto che in Bolivia sono ormai stati firmati 17 trattati bilaterali di investimenti.

"Se l'ALCA viene approvata cadrà sotto le regole di una giuria arbitro, nominata dalla Banca Mondiale, se le parti non si metteranno d'accordo. Ognuno designerà i propri avvocati e non parteciperà alle deliberazioni che saranno segrete e costituiranno una vera inquisizione", ha sostenuto. Gli avvocati informeranno sui risultati della decisione presa il governo in questione, che non avrà potere giuridico di fronte al monopolio che gli chiederà l'indennizzo.

Solón ha denunciato che in Bolivia i monopoli stanno preparando la privatizzazione del gas ed ha sostenuto che si deve impedire la consegna di questa risorsa naturale energetica. "Abbiamo visto, ha dichiarato - che l'ALCA è un mostro che però è riuscito a realizzare un effetto positivo: ha fomentato l'unità continentale".

UNA VERSIONE MODERNA DELLA SCHIAVITÙ NEGLI USA

Tom Hasen, coordinatore del movimento di lotta contro l'ALCA negli Stati Uniti, in rappresentazione della delegazione del suo paese, ha solidarizzato con i cinque cubani incarcerati ingiustamente nella sua nazione. Ha anche denunciato il blocco contro Cuba.

"Il libero movimento di capitali dei monopoli sono un blocco effettivo per l'essere umano" ha dichiarato Juan José Gutiérrez, coordinatore del Movimento Latino negli Stati Uniti.

Basta considerare il saldo dell'instaurazione del Trattato di Libero Commercio nell'America del Nord (TLAN) che è un argomento sufficiente per impedire la sua espansione in tutta la regione americana, così come si presenta".

"Le pressioni sui lavoratori nordamericani vanno di male in peggio, soprattutto se si parla dei 12 milioni di persone sprovviste di documenti di identità", ha indicato il coordinatore del Movimento Latino che ha sostenuto che gli immigranti negli Stati Uniti rappresentano la versione moderna della schiavitù. Egli ha anche denunciato che attualmente si deportano circa 2 milioni di lavoratori ogni anno nella nazione che si proclama "la più libera del mondo".

Karen Keenan, avvocatessa della Coalizione delle Frontiere Unite del Canada ha esposto una analisi molto acuta sulle disuguaglianze nella società canadese con l'instaurazione del TLAN.

Ella ha spiegato che le entrate sono aumentate del 20%, ma.ha anche segnalato che il ridimensionamento dell'economia nel suo paese, aggiustata alle esigenze del Trattato, ha provocato la diminuzione dell'impiego sicuro e ha incrementato quello a tempo parziale e la contrattazione esterna nella regione sud del Canada.

"Integrazione fuori, disintegrazione dentro". Così ha riassunto lo specialista Dorval Brunell, dell'Università di Quebec l'esito del TLAN nella sua nazione. Ha denunciato che la ristrutturazione economica subita dal Canada, aggiustata alle norme di quel trattato, ha provocato una frantumazione dell'economia. Lo scambio commerciale fra le province canadesi è diminuito mentre sono aumentate le relazioni separate con gli stati degli USA. Egli ha portato come esempio la distribuzione dell'energia dopo il TLAN : ogni provincia canadese oggi è vincolata per il consumo del gas ad uno stato nordamericano, come parte delle norme del trattato.

IL MESSICO E LE SUE STATISTICHE INGANNATRICI

"Il mito che in Messico tutto va bene con il TLAN è una propaganda del governo", ha sottolineato l'esperto messicano Alberto Arroyo. Egli ha detto che era stato annunciato che il Trattato sarebbe servito all'ingresso del Messico nel primo mondo. In realtà si cercava una riattivazione economica dopo decenni di crescita zero . Le ricette del FMI hanno raccomandato di dare tutto in cambio di maggiori investimento stranieri per crescere ed esportare.

"I grandi numeri però sono un inganno", ha avvertito. Le esportazioni si sono triplicate, ma in realtà l'economia messicana è una piattaforma dei monopoli per attuare le loro operazioni commerciali esportatrici.

"Esportiamo un milione di milioni di dollari annui, ma non sono esportazioni messicane né per il loro contenuto, né per la proprietà dei prodotti commercializzati. Prima nel valore di ogni dollaro esportato c'era un 90% corrispondente alla manodopera messicana. Adesso quella partecipazione si è ridotta al 30%."

Questo enorme volume esportabile non ha fatto crescere l'economia messicana. E non ha nemmeno ha influito positivamente attraendo capitali stranieri in Messico. Le banche in quella nazione sono tutte straniere. Le due istituzioni finanziarie nazionali hanno tentato di difendersi ma alla fine sono state acquistate dagli Stati Uniti e dalla Spagna. Non esiste ormai una sola catena commerciale messicana" ha aggiunto "Tutte sono state comprate dal capitale straniero".

"Hanno promesso maggiori e migliori impieghi per i messicani", ha sottolineato. "In realtà sono stati creati posti di lavoro per il 60% di coloro che arrivano all'età lavorativa, senza includere la lista di disoccupati che aspettano un'opportunità. Non è la quantità di impieghi quello che preoccupa l'esperto messicano, ma il fatto che questi non soddisfanno i requisiti dei diritti lavorativi. "Non esiste sicurezza sociale, né garanzia di servizi di sanità, del pagamento della sicurezza o della tredicesima.

"Il TLAN in Messico ha formato soltanto poche isole ben riuscite di affari per gli stranieri in un paese schiavo".

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