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ALCA:
Libertà dai monopoli, blocco
per gli esseri umani
• Il
Presidente Fidel Castro è stato presente durante i
lavori del Secondo Incontro regionale di Lotta
contro l'Area di Libero Commercio nelle Americhe al
quale partecipano circa mille attivisti di 41
nazioni per organizzare una piattaforma continentale
di lotta contro questo progetto
Di RAISA PAGES - Granma Internacional - Foto: AHMED
VELÁZQUEZ
INDUSTRIE in crisi.
Disoccupazione. Mancanza di benefici per la classe
lavoratrice. Indebolimento dell'economia e delle
organizzazioni operaie. Perdita di diritti sociali e
lavorativi. Rafforzamento dell'impero dei monopoli.
Un panorama oscuro, nascosto da cifre macro
economiche.
Specialisti
e attivisti degli Stati Uniti, Canada e il Messico
hanno analizzato con precisione questa situazione,
il primo giorno di lavoro del IIº Incontro
Emisferico della Lotta contro l'ALCA, al quale ha
assistito il presidente Fidel Castro.
Sarebbe uno sbaglio
credere che l'Accordo per l'Area di Libero Commercio
delle Americhe (ALCA) è già morto. Sono svariate
le strategie del governo di Washington per metterlo
in pratica, ha aavvisato Karen Hansen, coordinatrice
internazionale dell'Alleanza per il Commercio
Responsabile negli USA (ART, in sigla inglese).
L'amministrazione
Bush sta avanzando negli accordi bilaterali con
governi ricettivi delle sue pressioni o favorevoli a
quel modello, ha avvertito l'analista Hansen,
dell'Università Americana di Washington. Ella ha
denunciato che si sta cercando di aprire una strada
per lo stabilimento dell'ALCA che ha definito come
" progetto minaccioso" non solo da un
punto di vista economico. ma anche per i servizi di
sanità ed educazione.
"Al presidente
Bush non interessa il libero commercio, bensì la
libertà di movimento dei monopoli per entrare nei
paesi e uscirne a piacere, accrescendo i propri
guadagni. L'approvazione dei sussidi agricoli
risponde a questo modello, giacché l'ottanta per
cento delle sovvenzioni va a beneficia delle grande
compagnie" ha segnalato Karen Hansen che da due
anni è attivista del Gruppo per le Politiche
Alternative.
Ella ha chiarito
che nell'analisi della posizione del Governo
nordamericano a proposito dell'ALCA, va analizzato
l'atteggiamento del Congresso, che è molto diviso
su questo tema. "Ci sono state molte
discussioni nel Congresso - ha detto - e su come
questo trattato potrebbe pregiudicare le
persone" perché i congressisti subiscono la
pressione dei propri contribuenti su diversi
problemi.
Hansen ha sostenuto
che sebbene le indagini pubbliche sostengano che non
esiste opposizione al libero commercio negli Stati
Uniti, a livello popolare c'è molta inquietudine.
Ha segnalato che adesso il Canada ha appoggiato lo
svolgimento di un Summit di Emergenza in Messico,
durante l'anno prossimo, e in quella occasione si
effettuerà la propaganda favorevole all'ALCA.
La prossima
riunione dei Ministri del Commercio delle Americche
- ha avvertito - si svolgerà a Miami, e quella sarà
un'opportunità in cui gli attivisti potranno
approfittare creativamente per osservare come
risponderanno gli interessi locali della Florida ai
temi come l'emigrazione.
La pubblicazione
del testo dell'ALCA è un arma di lotta. Vi si
incontrano molti argomenti e strumenti per
promuoverne il rifiuto, ha sostenuto questa
specialista. Ella ha confessato a Granma
Internacional di essere divenuta radicale grazie
alla sua partecipazione volontaria nel Corpo di Pace
nel Paraguay, in una zona rurale all'epoca della
dittatura di Stroessner. Da allora si è resa conto
di come vivevano e soffrivano i latino - americani.
Nel Palazzo delle
Convenzioni erano presenti Carlos Lage,
vicepresidente del Consiglio dello Stato; Ricardo
Alarcón, presidente del Parlamento; Felipe Pérez
Roque, ministro degli Esteri; José R. Balaguer,
capo del Dipartimento di Relazioni lnternazionali
del Comitato Centrale del Partito Comunista di Cuba
e Pedro Ross, segretario generale della Centrale di
Lavoratori di Cuba.
Quasi mille
attivisti, analisti, dirigenti sindacali e di
organizzazioni che si oppongono all'ALCA stanno
partecipando a questo incontro alla chiusura del
quale culminava verrà presentato un programma di
resistenza continentale articolato contro questo
insensato progetto.
UN PERICOLO PER
GLI ACCORDI BILATERALI SUGLI INVESTIMENTI
Il rappresentante
del movimento boliviano di lotta contro l'ALCA,
Pablo Solón, ha detto che non esiste una trattativa
unica, ma ne esistono molte come le discussioni
nell'Organizzazione Mondiale del Commercio, i
trattati regionali e gli accordi bilaterali di
investimenti.
Secondo lui, il
nodo dell'ALCA sta nel capitolo riferito agli
investimenti stranieri che crea meccanismi per
stabilire accordi al disopra delle nazioni, al di
fuori dalla cornice giuridica di ogni paese come si
può constatare nei trattati bilaterali per gli
investimenti.
Egli ha citato come
esempio ciò che è accaduto nel suo paese.
La International
Waters, con sede in Olanda, del al monopolio
Bechtel, il quinto tra i più potenti degli USA, ha
privatizzato i servizi dell'acqua potabile in
Cochabamba.
Adesso quel
monopolio ha querelato la Bolivia per la rivolta
originata dalla popolazione rialzando delle tariffe
sul consumo dell'acqua del 300%. L'indennizzo
richiesto dal consorzio nordamericano ascende a 25
milioni di dollari. Ma in realtà l'investimento
fatto è stato di mezzo milione di dollari nei
servizi d'acqua alla popolazione di questa regione
boliviana.
Solón ha segnalato
che il Comitato Internazionale per la Conciliazione
nelle Diatribe Relative agli Investimenti, noto come
CIADl in spagnolo e ICSID in inglese è uno
strumento della Banca Mondiale. "Nel 1996 - ha
detto - c'erano soltanto 1.100 trattati bilaterali
di investimenti nel CIADl. Adesso ce ne sono più di
2 000 e sono stati presentati 110 casi di richiesta
di intervento dei monopoli contro le nazioni.
Egli ha detto che
in Bolivia sono ormai stati firmati 17 trattati
bilaterali di investimenti.
"Se l'ALCA
viene approvata cadrà sotto le regole di una giuria
arbitro, nominata dalla Banca Mondiale, se le parti
non si metteranno d'accordo. Ognuno designerà i
propri avvocati e non parteciperà alle
deliberazioni che saranno segrete e costituiranno
una vera inquisizione", ha sostenuto. Gli
avvocati informeranno sui risultati della decisione
presa il governo in questione, che non avrà potere
giuridico di fronte al monopolio che gli chiederà
l'indennizzo.
Solón ha
denunciato che in Bolivia i monopoli stanno
preparando la privatizzazione del gas ed ha
sostenuto che si deve impedire la consegna di questa
risorsa naturale energetica. "Abbiamo visto, ha
dichiarato - che l'ALCA è un mostro che però è
riuscito a realizzare un effetto positivo: ha
fomentato l'unità continentale".
UNA VERSIONE
MODERNA DELLA SCHIAVITÙ NEGLI USA
Tom Hasen,
coordinatore del movimento di lotta contro l'ALCA
negli Stati Uniti, in rappresentazione della
delegazione del suo paese, ha solidarizzato con i
cinque cubani incarcerati ingiustamente nella sua
nazione. Ha anche denunciato il blocco contro Cuba.
"Il libero
movimento di capitali dei monopoli sono un blocco
effettivo per l'essere umano" ha dichiarato
Juan José Gutiérrez, coordinatore del Movimento
Latino negli Stati Uniti.
Basta considerare
il saldo dell'instaurazione del Trattato di Libero
Commercio nell'America del Nord (TLAN) che è un
argomento sufficiente per impedire la sua espansione
in tutta la regione americana, così come si
presenta".
"Le pressioni
sui lavoratori nordamericani vanno di male in
peggio, soprattutto se si parla dei 12 milioni di
persone sprovviste di documenti di identità",
ha indicato il coordinatore del Movimento Latino che
ha sostenuto che gli immigranti negli Stati Uniti
rappresentano la versione moderna della schiavitù.
Egli ha anche denunciato che attualmente si
deportano circa 2 milioni di lavoratori ogni anno
nella nazione che si proclama "la più libera
del mondo".
Karen Keenan,
avvocatessa della Coalizione delle Frontiere Unite
del Canada ha esposto una analisi molto acuta sulle
disuguaglianze nella società canadese con
l'instaurazione del TLAN.
Ella ha spiegato
che le entrate sono aumentate del 20%, ma.ha anche
segnalato che il ridimensionamento dell'economia nel
suo paese, aggiustata alle esigenze del Trattato, ha
provocato la diminuzione dell'impiego sicuro e ha
incrementato quello a tempo parziale e la
contrattazione esterna nella regione sud del Canada.
"Integrazione
fuori, disintegrazione dentro". Così ha
riassunto lo specialista Dorval Brunell,
dell'Università di Quebec l'esito del TLAN nella
sua nazione. Ha denunciato che la ristrutturazione
economica subita dal Canada, aggiustata alle norme
di quel trattato, ha provocato una frantumazione
dell'economia. Lo scambio commerciale fra le
province canadesi è diminuito mentre sono aumentate
le relazioni separate con gli stati degli USA. Egli
ha portato come esempio la distribuzione
dell'energia dopo il TLAN : ogni provincia canadese
oggi è vincolata per il consumo del gas ad uno
stato nordamericano, come parte delle norme del
trattato.
IL MESSICO E LE
SUE STATISTICHE INGANNATRICI
"Il mito che
in Messico tutto va bene con il TLAN è una
propaganda del governo", ha sottolineato
l'esperto messicano Alberto Arroyo. Egli ha detto
che era stato annunciato che il Trattato sarebbe
servito all'ingresso del Messico nel primo mondo. In
realtà si cercava una riattivazione economica dopo
decenni di crescita zero . Le ricette del FMI hanno
raccomandato di dare tutto in cambio di maggiori
investimento stranieri per crescere ed esportare.
"I grandi
numeri però sono un inganno", ha avvertito. Le
esportazioni si sono triplicate, ma in realtà
l'economia messicana è una piattaforma dei monopoli
per attuare le loro operazioni commerciali
esportatrici.
"Esportiamo un
milione di milioni di dollari annui, ma non sono
esportazioni messicane né per il loro contenuto, né
per la proprietà dei prodotti commercializzati.
Prima nel valore di ogni dollaro esportato c'era un
90% corrispondente alla manodopera messicana. Adesso
quella partecipazione si è ridotta al 30%."
Questo enorme
volume esportabile non ha fatto crescere l'economia
messicana. E non ha nemmeno ha influito
positivamente attraendo capitali stranieri in
Messico. Le banche in quella nazione sono tutte
straniere. Le due istituzioni finanziarie nazionali
hanno tentato di difendersi ma alla fine sono state
acquistate dagli Stati Uniti e dalla Spagna. Non
esiste ormai una sola catena commerciale
messicana" ha aggiunto "Tutte sono state
comprate dal capitale straniero".
"Hanno
promesso maggiori e migliori impieghi per i
messicani", ha sottolineato. "In realtà
sono stati creati posti di lavoro per il 60% di
coloro che arrivano all'età lavorativa, senza
includere la lista di disoccupati che aspettano
un'opportunità. Non è la quantità di impieghi
quello che preoccupa l'esperto messicano, ma il
fatto che questi non soddisfanno i requisiti dei
diritti lavorativi. "Non esiste sicurezza
sociale, né garanzia di servizi di sanità, del
pagamento della sicurezza o della tredicesima.
"Il TLAN in
Messico ha formato soltanto poche isole ben riuscite
di affari per gli stranieri in un paese
schiavo".
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