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ONU: fallito l’accordo sul
commercio delle armi
• Il presidente dice che
verrà approvato entro la fine del 2012.
La Conferenza dell’Organizzazione delle Nazioni
Unite (ONU) sul Commercio delle Armi è
terminata senza raggiungere un nuovo accordo che
regoli questo multi milionario affare.
Era previsto che l’incontro terminasse con
l’approvazione di un Trattato sul Commercio
delle Armi - TCA - ma gli Stati Uniti hanno
respinto all’ultimo momento la versione del
testo, sostenendo che i loro negoziatori
necessitavano più tempo per considerarlo.
La direttrice esecutiva di Amnesty
Internacional, Suzanne Nossel, ha accusato di
vigliaccheria l’amministrazione del presidente
Barack Obama, che ha contribuito in forma
significava al fallimento dell’incontro.
L’argentino Roberto García Moritán, presidente
della conferenza, ha pronosticato che si otterrà
un accordo entro la fine di quest’anno,
nonostante le difficoltà.
Nel dicembre del 2006, l’Assemblea Generale
aveva approvato d’avanzare verso l’approvazione
del TCA, pur con l’assenza degli Stati Uniti.
Il governo del presidente Barack Obama aveva
revocato nell’ottobre del 2009 la Posizione
dell’amministrazione di George W. Bush,
appoggiando una risoluzione per lo svolgimento
di una conferenza di quattro settimane, nella
ONU nel 2012, sul tema.
L’attuale presidente affronta forti pressioni
interne, nel mezzo della sua campagna elettorale
per le elezioni del novembre prossimo, che
vogliono che la sua amministrazione non approvi
il TCA.
Il senatore repubblicano per il Kansas, Jerry
Moran e altri 50 suoi colleghi hanno inviato di
recente una lettera a Obama nella quale
segnalano che voteranno contro la ratificazione
del TCA se si giungerà all’approvazione, perchè
la legislazione “danneggia il diritto dei
cittadini statunitensi di portare armi”.
Senza dubbio la minuta presentata alle autorità
di Washington stabilisce la sovranità e la
responsabilità di qualsiasi Stato nel regolare e
controllare i trasferimenti delle armi
convenzionali, che devono avere luogo solo
dentro i limiti del loro territorio nazionale,
secondo il loro sistema legale.
Gli Stati Uniti sono al primo posto
nell’esportazione di armi con un 30% di vendite
a livello globale e la Russia è al secondo posto
con il 24%.
(RT/ Traduzione Granma Int.)
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