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Reclamata
una soluzione definitiva per il caso dei Cinque
Cuba
ha chiesto alla comunità internazionale d’offrire
il più ampio appoggio per ottenere una soluzione
immediata e definitiva del caso dei Cinque
antiterroristi ingiustamente condannati e reclusi
negli Stati Uniti.
Al punto di compiere 14 anni di reclusione, i
Cinque continuano ad offrire al mondo un esempio
invincibile di resistenza e di fede nella
giustizia, ha dichiarato il delegato cubano Pablo
Berti Oliva, in occasione del XX periodo di
sessioni del Consiglio dei Diritti Umani.
Berti Oliva ha partecipato ad un dibattito
interattivo con la Relatrice Speciale
sull’indipendenza dei magistrati e degli avvocati,
Gabriela Knaul.
Nella sua relazione la funzionaria ha espresso la
necessità che i magistrati non cedano alle
pressioni della stampa e dell’opinione pubblica
sui casi che loro attendono.
“Sarebbe molto grave, ha precisato Berti Oliva,
se è lo stesso governo quello che promuove e
finanzia una campagna di stampa contro gli
accusati, impedendo così la realizzazione di un
giusto e imparziale processo, così com’è avvenuto
nel caso dei Cinque combattenti anti terroristi
cubani.
“La detenzione dei Cinque è stata dichiarata
arbitararia dal Gruppo di Lavoro sulle Detenzioni
Arbitrarie di questo Consiglio, ha detto.
Come aveva fatto il suo predecessore, la relatrice
ha inviato una nuova lettera in allegato al
governo degli Stati Uniti su questo caso, ma non
è mai giunta alcuna risposta da questo paese.
Il delegato cubano ha anche partecipato a un
dibattito interattivo con la Relatrice Speciale
sulla Violenza contro la Donna, le sue Cause e
Conseguenze, Rahida Manjoo.
Berti Oliva ha voluto conoscere le azioni
intraprese dalla Relatrice di fronte alle
comunicazioni ricevute dai familiari dei Cinque in
relazione al rifiuto di concedere un visto alle
mogli di due di loro.
“Questo rifiuto, ha detto, non ha spiegazioni e si
tratta di un’azione di violenza psicologica”. (PL/
Traduzione Granma Int.).
-MIAMI
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