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Tensioni in USA alla vigilia del
verdetto sulla riforma sanitaria
Jorge V. Jaime
La Corte
Suprema
di Giustizia (CSJ) degli Stati Uniti deciderà
nei prossimi giorni se la riforma della sanità
di Barack Obama è incostituzionale, un annuncio
atteso come il verdetto del secolo o come una
premonizione istituzionale delle elezioni
presidenziali.
Centinaia di giornalisti delle principali reti
televisive e dei giornali nordamericani sono
appostati da giorni nei pressi del massimo
tribunale di Washington D.C., e gli analisti
soppesano le due principali congetture.
Se i giudici della CSJ accoglieranno le
richieste dei demandanti, la risoluzione
rappresenterà il peggior colpo politico per il
mandatario democratico, che si presenterà alla
rielezione nei comizi generali del prossimo 6
novembre.
La riforma nazionale della sanità, approvata nel
2010 con il nome di Affordable Care Act, è
presentata dal Partito Democratico come il
maggiore successo politico del capo di Stato
dopo che varie amministrazioni federali, a
partire da Harry S. Truman, avevano sempre
fallito nei tentativi di implementarla.
Tuttavia, il nuovo regolamento sulle coperture
sanitarie, che non entrerà in vigore fino al
2014, obbliga milioni di statunitensi ad
acquisire un’assicurazione combinata tra quelle
private e la statale Medicaid se non vogliono
incorrere in una multa.
Questo polemico punto, insieme a 1,7 miliardi di
dollari che l’erario dovrà pagare per il
programma, ha provocato numerose critiche e
proteste soprattutto tra le file dei
repubblicani, che hanno portato il loro
malcontento fino alla querelle della Corte
Suprema.
Un eventuale giudizio di incostituzionalità
della legge, conosciuta come “ObamaCare”,
rappresenterebbe il crollo dei castelli di carta
costruiti dal partito azzurro intorno alla
norma, ma per quasi 50 milioni di nordamericani
senza assicurazione medica significherebbe
ritrovarsi senza nessuna tutela legale.
Al contrario, se la CSJ darà ragione ad Obama ed
al senato con maggioranza democratica, il
verdetto significherebbe un impulso determinante
per l’attuale presidente in vista delle
votazioni, quando sarà sfidato alle urne dall’ex
governatore Mitt Romney.
Il costo delle assicurazioni mediche per molti
statunitensi è aumentato nel 2011 in
maniera più netta rispetto agli anni precedenti,
ripercuotendosi anche su eventuali aumenti
salariali.
Uno studio del gruppo non governativo Kaiser
Family Foundation ha rivelato che la media annua
delle spese sostenute dagli impiegati per la
coperta medica delle famiglie è di 15.073
dollari, un aumento del 9% rispetto al 2010.
Fa riflettere inoltre che i costi delle
assicurazioni sono raddoppiati rispetto al 2001
mentre i salari sono aumentati solo del 34%.
Queste tendenze sono particolarmente negative in
un periodo nel quale l’economia nazionale prova
a risollevarsi dalla recessione e la
disoccupazione continua a crescere, ha
dichiarato il sociologo Drew Altman, portavoce e
dirigente di Kaiser foundation.
Molti datori di lavoro citano gli alti costi
della copertura medica negli Stati Uniti come un
fattore che frena le nuove assunzioni, ha
commentato Altman.
Il tasso nazionale di disoccupazione resta fermo
all’8,2% con 12,7 milioni di disoccupati, dopo
che nel mese di maggio non sono stati creati i
155 mila posti di lavoro richiesti
dall’industria.
(Traduzione Granma Int.).
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