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E S T E R I

 L'Avana. 19 Giugno 2012

   

Tensioni in USA alla vigilia del verdetto sulla riforma sanitaria

Jorge V. Jaime

La Corte Suprema di Giustizia (CSJ) degli Stati Uniti deciderà nei prossimi giorni se la riforma della sanità di Barack Obama è incostituzionale, un annuncio atteso come il verdetto del secolo o come una premonizione istituzionale delle elezioni presidenziali.

Centinaia di giornalisti delle principali reti televisive e dei giornali nordamericani sono appostati da giorni nei pressi del massimo tribunale di Washington D.C., e gli analisti soppesano le due principali congetture.

Se i giudici della CSJ accoglieranno le richieste dei demandanti, la risoluzione rappresenterà il peggior colpo politico per il mandatario democratico, che si presenterà alla rielezione nei comizi generali del prossimo 6 novembre.

La riforma nazionale della sanità, approvata nel 2010 con il nome di Affordable Care Act, è presentata dal Partito Democratico come il maggiore successo politico del capo di Stato dopo che varie amministrazioni federali, a partire da Harry S. Truman, avevano sempre fallito nei tentativi di implementarla.

Tuttavia, il nuovo regolamento sulle coperture sanitarie, che non entrerà in vigore fino al 2014, obbliga milioni di statunitensi ad acquisire un’assicurazione combinata tra quelle private e la statale Medicaid se non vogliono incorrere in una multa.

Questo polemico punto, insieme a 1,7 miliardi di dollari che l’erario dovrà pagare per il programma, ha provocato numerose critiche e proteste soprattutto tra le file dei repubblicani, che hanno portato il loro malcontento fino alla querelle della Corte Suprema.

Un eventuale giudizio di incostituzionalità della legge, conosciuta come “ObamaCare”, rappresenterebbe il crollo dei castelli di carta costruiti dal partito azzurro intorno alla norma, ma per quasi 50 milioni di nordamericani senza assicurazione medica significherebbe ritrovarsi senza nessuna tutela legale.

Al contrario, se la CSJ darà ragione ad Obama ed al senato con maggioranza democratica, il verdetto significherebbe un impulso determinante per l’attuale presidente in vista delle votazioni, quando sarà sfidato alle urne dall’ex governatore Mitt Romney.

Il costo delle assicurazioni mediche per molti statunitensi è aumentato nel 2011 in maniera più netta rispetto agli anni precedenti, ripercuotendosi anche su eventuali aumenti salariali.

Uno studio del gruppo non governativo Kaiser Family Foundation ha rivelato che la media annua delle spese sostenute dagli impiegati per la coperta medica delle famiglie è di 15.073 dollari, un aumento del 9% rispetto al 2010.

Fa riflettere inoltre che i costi delle assicurazioni sono raddoppiati rispetto al 2001 mentre i salari sono aumentati solo del 34%.

Queste tendenze sono particolarmente negative in un periodo nel quale l’economia nazionale prova a risollevarsi dalla recessione e la disoccupazione continua a crescere, ha dichiarato il sociologo Drew Altman, portavoce e dirigente di Kaiser foundation.

Molti datori di lavoro citano gli alti costi della copertura medica negli Stati Uniti come un fattore che frena le nuove assunzioni, ha commentato Altman.

Il tasso nazionale di disoccupazione resta fermo all’8,2% con 12,7 milioni di disoccupati, dopo che nel mese di maggio non sono stati creati i 155 mila posti di lavoro richiesti dall’industria.

(Traduzione Granma Int.).

 

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