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5 giugno: Giorno Mondiale dell’
Ambiente
● Senza molte ragioni per
festeggiare
Il 5 giugno si commemora il Giorno Mondiale
dell’Ambiente che più di una data, è un tema che
merita attenzione quotidiana e minuziosa,
proprio quando il pianeta vive momenti che sono
definitivi per la sopravvivenza delle creature
che lo abitano.
Il 12 giugno del 1992 durante la Conferenza
delle Nazioni Unite su “Ambiente e Sviluppo”,
svolta a Río de Janeiro, il leader cubano Fidel
Castro disse: “Un’importante specie biologica
corre il pericolo di sparire per la rapida e
progressiva liquidazione delle sue condizioni
naturali di vita: l’Uomo.
Meno lusso e meno spreco in pochi paesi per far
sì che ci sia meno povertà e meno fame in gran
parte della Terra; non più trasferimenti al
Terzo mondo di stili di vita e abitudini di
consumo, che rovinano l’ambiente. Che divenga
più razionale la vita umana”.
Nonostante quell’allarme, le nazioni più ricche
e potenti hanno ignorato tutto questo ed hanno
continuato a percorrere un sentiero
d’irrazionalità e spreco che è sempre più
stretto.
Alla fine del 2011 si è svolta la XVII
Conferenza delle Parti (COP 17) della
Convenzione Cornice delle Nazioni Unite sul
Cambio Climatico, che ha tentato di realizzare
un trattato che stipulasse effettivamente misure
vincolanti, per far sì che i paesi sviluppati
riducano le emissioni di gas con effetto serra.
Precisamente il Protocollo di Kioto, successore
della Convenzione Cornice delle Nazioni Unite
sul cambio climatico, si applica alle emissioni
di diossido di carbonio (CO2), metano (CH4),
ossido nitroso (N2O), idrofluorocarbonio (HFC),
perfluorocarbonio (PFC) e exafloruro di
zolfo (SF6), che hanno effetti devastanti.
È chiaro che esistono forme per diminuire le
catastrofiche conseguenze, tra le quali un
consumo più efficiente del petrolio e del
carbone, l’adozione di forme rinnovabili d’
energia, come l’energia solare ed eolica,
l’introduzione di nuove tecnologie per
l’industria e il trasporto e l’ampliamento della
superficie forestale.
Uno studio dell’Istituto per le Scienze
Atmosferiche e Climatiche di Zurigo, pubblicato
nella rivista Nature Climate Change, riferisce
che se non si frenano subito le emissioni di
diossido di carbonio (CO2), le temperature
nelle grandi regioni dell’Africa, la maggior
parte della Russia e del nord della Cina
aumenteranno di due gradi in meno di dieci
anni. Poi verranno il Canada e l’Alaska.
Il pianeta risente dalle sue radici: vulcani
come il Popocatepetl minacciano con mortali
eruzioni; i terremoti scuotono l’Italia e
l’Indonesia e altre regioni con sequele di danni
materiali, morti e panico; i recenti terremoti
di Padova e Modena, nel centro-nord d’ Italia,
per citarne solo alcuni e la terra non smette di
agitarsi in diverse regioni del mondo.
Dato che tutti gli esseri umani potremmo vivere
in un pianeta sano e luminoso, senza guerre, nè
minacce, senza il potere di pochi su molti, con
piena equità e diritto, prima di tutto, alla
vita, questo 5 giugno non deve costituire una
commemorazione di più.
Forse siamo a tempo e la Terra ci perdonerà
tanta pazzia.
(Traduzione Granma Int.)
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