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Relazione Centrale presentata dal
compagno Raúl al VI Congresso del Partito
Comunista di Cuba
Compagne e compagni:
Iniziamo questo pomeriggio le sessioni del VI
Congresso del Partito Comunista di Cuba in una
data trascendentale della nostra storia, il 50º
anniversario della proclamazione del carattere
socialista della Rivoluzione da parte del suo
Comandante in Capo, Fidel Castro Ruz, il 16
aprile del 1961, nella cerimonia d’addio ai
morti per il bombardamento alle basi
aeree del
giorno precedente, come preludio dell’invasione
mercenaria di Playa Girón, organizzata e
finanziata dal governo degli Stati Uniti, che
faceva parte dei loro piani per distruggere la
Rivoluzione e ristabilire, con la complicità
dell’ Organizzazione degli Stati Americani
(OSA), il dominio su Cuba.
Fidel diceva allora al popolo armato e
appassionato: “Questo è quello che non possono
perdonarci [...] che abbiamo fatto una
Rivoluzione socialista alle stesse narici
degli Stati Uniti [...] Compagni operai e
contadini, questa
è la Rivoluzione socialista e democratica degli
umili, con gli umili e per gli umili. E per
questa
Rivoluzione degli Emili, per gli umili e con.
gli umili, siamo disposti a dare la vita”.
Fine della citazione.
La risposta a quel richiamo non si fece
aspettare e nello scontro per l’aggressione,
varie ore dopo, i combattenti dell’Esercito
Ribelle, poliziotti e miliziani, sparsero per la
prima volta il proprio sangue in difesa del
socialismo e ottennero la vittoria in meno di 72
ore, con la guida dello stesso compagno Fidel.
La Rivista Militare che abbiamo presenziato
stamattina, dedicata alle giovani generazioni, e
soprattutto la vibrante marcia del popolo a
continuazione, sono una prova eloquente delle
forze di cui dispone la Rivoluzione per
continuare a seguire l’esempio degli Eroici
combattenti di Playa Girón.
Ugualmente lo faremo nel Giorno Internazionale
dei lavoratori, il prossimo primo maggio, in
tutto il paese, per evidenziare l’unità dei
cubani in difesa della loro indipendenza e
sovranità nazionale, concetti che, la storia lo
ha provato, è possibile conquistare solo con il
socialismo.
Vera e amplia dimostrazione di democrazia
Questo Congresso, come organo supremo
dell’organizzazione del partito, come si
stabilisce nell’articolo 20 dei suoi Statuti,
che riunisce oggi mille delegati in
rappresentazione di circa 800.000 militanti,
raggruppati in più di 61.000 nuclei, nella
pratica è cominciato il 9 novembre dell’anno
scorso, quando è stato presentato il Progetto
delle Linee di Politica Economica e Sociale del
Partito e della Rivoluzione, questione che, come
si è già indicato, costituisce il tema
principale dell’evento, nel quale il popolo
pone grandi aspettative.
A partire da allora sono stati svolti numerosi
seminari, che sono serviti al proposito di
chiarire e di approfondire il contenuto delle
Linee ed, in questo modo, preparare
adeguatamente i quadri e i funzionari che a loro
volta guideranno il processo di discussione con
la militanza, le organizzazioni di massa e la
popolazione in generale.
Per tre mesi, dal primo dicembre del 2010 al 28
febbraio di quest’anno, si è sviluppato il
dibattito al quale hanno partecipato 8 milioni
913. 838 persone in più di 163.000 riunioni
effettuate nel seno delle differenti
organizzazioni, registrando una cifra superiore
a tre milioni di interventi. Va chiarito che
nell’insieme
dei
partecipanti s’includono, senza averli definito
con esattezza, decine di migliaia di
militanti del Partito e della UJC, che hanno
partecipato alle riunioni dei loro nuclei o
comitati di base, come a quelle svolte nei
centri di lavoro e di studio e inoltre nelle
comunità di residenza.
È anche il caso di coloro che non militano, ma
hanno partecipato nei loro collettivi di lavoro
e successivamente a quelle nei rispettivi
quartieri.
La stessa Assemblea Nazionale del Poder Popular
ha dedicato quasi due giornate complete della
sua ultima Sessione Ordinaria, nel dicembre
scorso, ad analizzare tra i deputati il Progetto
delle Linee.
Questo processo ha messo in evidenza la capacità
del Partito di svolgere un dialogo serio e
trasparente con la popolazione su qualsiasi tema
, per quanto delicato, soprattutto se si tratta
di forgiare un consenso nazionale sulle linee
che dovranno caratterizzare il Modello Economico
e Sociele del paese.
Nello stesso tempo i risultati del dibattito,
per i dati raccolti, costituiscono un
formidabile strumento di lavoro per la direzione
del Governo e del Partito a tutti i livelli,
così come una sorta di referendum popolare
rispetto la profondità, la portata e il ritmo
dei cambi che dobbiamo introdurre.
In un vero e amplio esercizio democratico, il
popolo ha espresso liberamente le sue opinioni,
ha chiarito dubbi, proposto modifiche, espresso
le sue insoddisfazioni e discrepanze ed ha anche
suggerito di cercare la soluzione di altri
problemi non contenuti nel documento.
Ancora una volta sono state poste a prova la
fiducia e l’unità maggioritaria dei cubani
attorno al Partito e alla Rivoluzione, unità che
non nega differenze d’ opinione, ma che si
rafforza e consolida con queste. Tutte le
proposte, senza esclusione alcuna, sono state
incorporate all’analisi, e questo ha permesso d’
arricchire il Progetto che si pone ala
considerazione dei delegati al Congresso.
Non sarebbe infondato dire che nella sua essenza
il Congresso si è già svolto in mezzo a questo
magnifico dibattito con la popolazione. Ai
delegati resterebbe in queste sessioni di
realizzare la discussione finale del Progetto e
l’elezione degli organi superiori della
direzione del Partito.
La Commissione di Politica Economica del VI
Congresso del Partito, incaricata prima
dell’elaborazione del Progetto delle Linee, è
stata responsabilizzata poi con l’organizzazione
del processo del suo dibattito ed ha lavorato
alle cinque direzioni principali seguenti:
1. La riformulazione delle Linee, considerando
le opinioni raccolte.
2. Organizzazione, orientamento e controllo
della sua strumentazione.
3. La preparazione minuziosa dei quadri e
degli altri partecipanti per l’ implementazione
di alcune delle misure già in esecuzione in
questi momenti.
4. Supervisione sistemetica degli organismi e
delle entità incaricate di porre in pratica le
decisioni derivate dalle Linee e la
valutazione dei risultati.
5. Conduzione della divulgazione alla
popolazione.
Per compiere tutto il precedente è stato
riformulato il Progetto delle Linee,
sottoposto ad un’analisi nei giorni 19 e 20
marzo, in specifiche riunioni del Burò Politico
e del Comitato Esecutivo del Consiglio dei
Ministri, con la partecipazione della Segreteria
del Comitato Centrale del Partito, i quadri
principali della Centrale dei Lavoratori di
Cuba (CTC) e delle altre organizzazioni di
massa e della Unione dei Giovani Comunisti
(UJC), ed è risultato approvato in questa
istanza, anche in qualità di progetto, che è
stato distribuito a tutti voi per il suo esame
durante tre giorni nel seno di ognuna delle
delegazioni provinciali al Congresso, con
l’intervento attivo degli invitati e che sarà
dibattuto nelle cinque commissioni di questo
incontro di Partito, per la sua approvazione.
A continuazione offrirò alcuni dati per
illustrare al popolo i risultati della
discussione delle Linee, anche se
successivamente si pubblicherà un’informazione
dettagliata.
Il documento originale conteneva 291 linee,
delle quali 16 sono state integrate in altre, 94
hanno mantenuto la loro redazione, in 181 è
stato modificato il contenuto e sono state
incorporate 36 nuove, con il risultato di un
totale de 311 nell’attuale progetto.
Questi numeri, in semplice aritmetica,
dimostrano la qualità della consultazione, dove
in maggiore o minor misura,
poco più dei
due terzi delle Linee, esattamente il
68%, sono state riformulate.
Questo processo si basa sul principio di non far
dipendere la validità d’una proposta dalla
quantità delle opinioni espresse.
Una mostra è che varie linee sono state
modificate o espresse partendo dall’intervento
di una sola persona o da un numero ridotto di
persone. Inoltre è necessario spiegare che
alcune dichiarazioni non sono state riflesse in
questa tappa perchè necessitano di
approfondimento del tema, perchè non c’erano le
condizioni necessarie e in altri casi per
entrare in aperta contraddizione con l’essenza
del socialismo, come per esempio 45 proposte
che chiedevano di permettere la concentrazione
della proprietà.
Voglio esporre con questo, anche se come
tendenza sono esistite in generale comprensione
ed appoggio al contenuto delle Linee, che non
c’è stata
unanimità nè molto meno, e questo era
precisamente quello che si necessitava se
veramente volevamo una consultazione democratica
e seria con il popolo.
Per quanto detto, possiamo definire con totale
sicurezza le Linee come l’ espressione della
volontà del popolo contenuta nella politica del
Partito, del Governo e dello Stato, di rendere
attuale il Modello Economico e Sociale con l’
obiettivo de garantire la continuità e
l’irreversibilità del socialismo, come dello
sviluppo economico del paese e il miglioramento
del livello di vita, coniugati con la necessaria
formazione di valori etici e politici di nostri
cittadini.
Come ci si poteva aspettare, nella discussione
delle Linee, la maggiore quantità delle
proposte si è concentrato nel capitolo SESTO
“Politica Sociale” e nel capitolo SECONDO
“Politiche macroeconomiche”, sommando i due il
50.9% del totale. Li seguono, in ordine
discendente, i capitoli UNDICI “Politiche per le
Costruzioni, Case e Risorse Idrauliche”, il
DECIMO “Politica per il Trasporto” e il capitolo
PRIMO “Modello della Gestione Economica”. In
questi cinue capitoli, sul totale di 12, si
raggruppa il 75% delle opinioni.
D’altra parte, in 33 lineamenti, l’11% del
totale, riguarda il 67% delle proposte, essendo
la Linea 162, che tratta l’eliminazione della
tessera annonaria, la 61 e la 62 sulla politica
dei prezzi, la 262 sul trasporto dei
passeggeri, la 133 riferita all’ educazione, la
54 relativa all’unificazione monetaria e la 143
associata alla qualità dei servizi di salute,
quella che hanno motivato la maggior quantità di
proposte.
A CUBA, CON IL SOCIALISMO, NON CI SARÀ MAI
SPAZIO PER ‘LE TERAPIE DI SCHOCK’
La tessera annonaria e la sua eliminazione è
stato indubbiamente il tema che ha provocato più
interventi dei partecipanti al dibattito, ed e
logico che sia stato così: due generazioni di
cubani hanno passato la vita con questo sistema
di razionamento che, nonostante il suo nocivo
carattere d’equiparazione, ha offerto per
decenni a tutti i cittadini l’accesso ad
alimenti di base a prezzi irrisori fortemente
sussidiati.
Questo strumento di distribuzione, fu
introdotto negli anni ’60 con una vocazione
d’equiparazione, in un momento di scarsità, per
proteggere il nostro popolo dalla speculazione e
dall’ accaparramento con fini di lucro da parte
di pochi, è divenuto con il trascorrere degli
anni, un carico insopportabile per l’ economia
e un blocco per lo stimolo al lavoro, oltre a
generare illegalità diverse nella società.
Dato che la tessera è disegnata per coprire più
di 11 milioni di cubani allo stesso modo, non
mancano esempi assurdi come quello del caffè che
si consegna ai neonati. Questo avveniva anche
con le sigarette, sino al settembre del 2010,
che si distribuvano a tutti, fumatori o meno,
propiziando la crescita di questa dannosa
abitudine tra la popolazione.
In questo delicato tema, il ventaglio delle
opinioni è molto ampio, da coloro che
suggeriscono di sopprimere subito” la libreta”,
a quelli che si oppongono con forza
all’eliminazione e propongono di aggiungervi
tutto anche i prodotti industriali
Altri sostengono che per combattere
l’accaparramento e garantire l’accesso di tutti
agli alimenti di base, si dovrebbe in una prima
tappa, mantenere la quota attuale anche se si
smetterà di sussidiare i prezzi Non pochi
raccomandano di privare della ‘libreta’ coloro
che non studiano e non lavorano, ed altri hanno
consigliato ai cittadini con le maggiori
entrate di rinunciarvi volontariamente.
Al rispetto, considero propizio ricordare quanto
segnalato dal compagno Fidel nella Relazione
Centrale al Primo Congresso del Partito, il 17
dicembre del 1975, e cito: “Nella conduzione
della nostra economia abbiamo commesso
indubbiamente errori d’idealismo ed in occasioni
non abbiamo considerato la realtà che esistono
leggi economiche alle quali dobbiamo attenerci”.
Fine della citazione.
Il problema che affrontiamo non è di concetto,
ma radica in come, quando e con quale gradualità
lo faremo. L’eliminazione della tessera
annonaria non costituisce un fine in sè, ne la
si può vedere come una decisione isolata, ma
come una delle principali misure che sarà
indispensabile applicare per sradicare le più
profonde distorsioni esistenti nel funzionamento
dell’economia e della società nel suo insieme.
A nessuno, sano di mente, nella direzione di
questo paese, potrebbe venire in mente
d’eliminare di colpo questo sistema, senza aver
creato prima le condizioni per questo, che si
traduce nella realizzazione di altre
trasformazioni del Modello Economico, con il
fine d’incrementare l’efficienza a la
produttività del lavoro, per garantire con
stabilità livelli di produzione e offerta dei
prodotti e dei servizi di base non sussidiati e
nello stesso tempo accessibili a tutti i
cittadini.
Questo tema, logicamente, ha una stretta
relazione con i prezzi e l’unificazione
monetaria, i salari ed il fenomeno della
“piramide rovesciata”, che come si è chiarito
nel Parlamento lo scorso 18 dicembre, si esprime
senza una corrispondenza tra la retribuzione
salariale e la gerarchia e l’importanza del
lavoro svolto, problematiche che si riflettono
in alta proporzione nelle proposte realizzate.
In Cuba, con il socialismo, non ci sarà mai la
terapia di schock, contro i più necessitati
che sono, tradizionalmente, coloro che
appoggiano la Rivoluzione con maggiore fermezza,
a differenza dei pacchetti di misure che si
utilizzano di frequente per mandato del Fondo
Monetario Internazionale e di altre
organizzazioni economiche internazionali, a
detrimento dei popoli del Terzo Mondo e incluso,
negli ultimi tempi, nelle nazioni più sviluppate
, dove si reprimono con violenza le
manifestazioni popolari e studentesche.
La Rivoluzione non lascerà nessun cubano
abbandonato e il sistema d’attenzione sociale si
sta riorganizzando, per assicurare il
sostenimento differenziato e razionale di quelli
che realmente lo necessitano.
Invece di sussidiare i prodotti per la massa
come facciamo adesso, si passerà
progressivamente all’appoggio delle persone
senza altro sostento.
Questo principio conserva totale vigenza nel
riordino della forza lavoro già in marcia per
ridurre gli organici esagerati dei settori
statali, con la stretta osservazione
dell’idoneità dimostrata, processo che
continuerà ad andare avanti, senza fretta, ma
senza pause, ed il suo ritmo sarà determinato
dalla nostra capacità di creare le condizioni
necessarie per il suo totale svolgimento.
A questo dovrà contribuire tra i molti fattori,
l’ampliamento della flessibilità del lavoro nel
settore non statale. Questa forma d’impiego alla
quale si sono aggiunti circa 200.000 cubani
dall’ottobre scorso, sino ad oggi, costituisce
un’alternativa di lavoro protetta dalla
legislazione vigente e quindi deve contare con
il sostegno, l’appoggio e la protezione delle
autorità a tutti i livelli, mentre si deve
esigere con il rigore che domanda la legge lo
stretto compimento degli obblighi, includendo
quelli tributari.
L’incremento del settore non statale dell’
economia, lontano dal significare una presunta
privatizzazione della proprietà, così come
affermano alcuni teorici, è chiamato ad
trasformarsi in un fattore per facilitare la
costruzione del socialismo in Cuba, che
permetterà allo Stato di concentrare
l’elevazione dell’ efficienza dei mezzi
fondamentali di produzione e proprietà di tutto
il popolo, e di separarsi dall’ amministrazione
delle attività non strategiche del paese.
Questo favorirà che lo Stato continui ad
assicurare a tutta la popolazione ugualmente e
in maniera gratuita i servizi di salute e
d’educazione, proteggendoli in forma adeguata
con i sistemi di sicurezza e assistenza sociale,
promuovendo la cultura fisica e lo sport in
tutte le loro manifestazioni, difendendo
l’identità e la conservazione del patrimonio
culturale e la ricchezza artistica, scientifica
e storica della nazione.
Lo Stato socialista avrà allora maggiori
possibilità di rendere una realtà il pensiero
martiano che presiede la nostra Costituzione:
“Io voglio che la Prima Legge della nostra
Repubblica sia il culto dei cubani e la dignità
piena dell’ uomo”.
Corrisponde allo Stato difendere la sovranità e
l’indipendenza nazionale, valori che
inorgogliscono i cubani e continuare a
garantire l’ordine pubblico e la sicurezza
cittadina che distinguono Cuba come uno dei
paesi più sicuri e tranquilli del mondo, senza
narcotraffico e senza crimine organizzato,
senza bambini o adulti mendicanti, senza lavoro
infantile, senza cariche di cavalleria contro i
lavoratori, gli studenti o altri settori della
popolazione, senza esecuzioni extra giudiziarie,
carceri clandestine nè torture, nonostante le
campagne senza prove che costantemente si
orchestrano contro di noi, ignorando con marcata
intenzione che tutte queste realtà sono, prima
di tutto diritti umani fondamentali, ai quali
non può aspirare di certo la grande maggioranza
degli abitanti del pianeta.
E appunto per poter garantire tutte queste
conquiste del socialismo, senza retrocedere
nella qualità e nella portata, i programmi
sociali devono caratterizzarsi per una maggiore
razionalità in maniera che con spese minori si
ottengano risultati superiori e sostenibili per
il futuro, e che inoltre abbiano un’adeguata
correlazione con la situazione economica
generale della nazione.
QUESTA MENTALITÀ DELL’INERZIA DEV’ESSERE
ELIMINATA DEFINITIVAMENTE PER SCIOGLIERE I NODI
CHE BLOCCANO LO SVILUPPO DELLE FORZE PRODUTTIVE
Come si apprezza nelle Linee, queste idee non
contrastano l’importanza che assegniamo alla
separazione precisa del ruolo che devono giocare
nell’economia gli organismi statali da una parte
e le imprese dall’altra, tema che per decenni è
stato plagato di confusioni e improvvisazioni
e che siamo obbligati a risolvere a medio
tempo, nella cornice del perfezionamento e del
rafforzamento dell’ istituzionalità.
La piena comprensione di questi concetti ci
permetterà di avanzare con solidità e senza
retrocessioni nella lenta decentralizzazione
delle facoltà dal Governo centrale verso le
amministrazioni locali, e dai ministeri e altre
entità nazionali a favore dell’autonomia
crescente dell’impresa statale socialista.
Il modello eccessivamente centralizzato che
caratterizza attualmente la nostra economia
dovrà transitare, con ordine e disciplina e con
la partecipazione dei lavoratori, verso un
sistema decentrato, nel quale starà al primo
posto la pianificazione, come segno socialista
di direzione, ma senza ignorare le tendenze
presenti nel mercato, per contribuire alla
flessibilità alla permanente attualità del
piano.
L’esperienza pratica ci ha insegnato che
l’eccesso di centralità cospira contro lo
sviluppo dell’iniziativa nella società e in
tutta la catena produttiva, dove i quadri si
sono abituati a che tutto si decideva “in alto”
e come conseguenza non si sentivano più
responsabili dei risultati dell’organizzazione
che dirigevano.
I nostri imprenditori, salvo eccezioni, si erano
accomodati alla tranquillità e alla sicurezza
‘dell’attesa’ e sviluppavano allergie per i
rischi che apporta l’azione di prendere
decisioni o, che è lo stesso, decidere e
sbagliarsi.
Questa mentalità d’inerzia dev’essere sradicata
definitivamente, per sciogliere i nodi che
legano lo sviluppo delle forze produttive. È un
compito di un’importanza strategica e non è
casuale che sia compreso, in un modo o in
un’altro, nelle 24 linee del capitolo PRIMO:
modello di gestione economica.
In questa materia non possiamo ammettere
improvvisazioni o forzature.
Per decentrare e cambiare la mentalità,
è requisito obbligatorio elaborare una cornice
di regole che definisca le facoltà e le funzioni
di ogni anello, dalla nazione alla base,
acompagnate invariabilmente dai procedimenti di
controllo contabile, finanziario e
amministrativo.
Stiamo già avanzando in questa direzione. Da
quasi due anni sono iniziati gli studi per
perfezionare il funzionamento così come le
strutture e la composizione degli organi di
governo a differenti livelli di direzione,
ottenendo come risultato la messa in vigore del
Regolamento del Consiglio dei Ministri, la
riorganizzazione dei procedimenti di
pianificazione delle attività principali, lo
stabilimento delle basi organizzative, per
disporre di un sistema d’informazione del
governo efficace e opportuno, con le
infrastrutture di info- comunicazioni e la
creazione con carattere sperimentale, sotto un
nuovo concetto funzionale e strutturale delle
province di Mayabeque e Artemisa.
Per cominciare e decentrare facoltà, si dovrà
riscattare da parte dei quadri statali e delle
imprese il noto ruolo che corrisponde giocare
al contratto, nell’ economia, così come dice la
Linea numero 10.
Anche questo contribuirà a ristabilire la
disciplina e l’ordine nei crediti e nei
pagamenti, doveri con qualifiche poco
soddisfacenti in buona parte della nostra
economia.
Come sottoprodotto non meno importante, l’uso
adeguato del contratto come strumento regolatore
delle inter-relazioni tra differenti attori
economici, diventerà un efficace antidoto contro
l’esteso abito del ‘riunionismo’ o, che è lo
stesso, l’eccesso di riunioni, controlli e
altre attività collettive frequentemente
presiedute da un livello superiore e con la
partecipazione improduttiva di numerosi
partecipanti per far compiere quello che le due
parti di un contratto hanno firmato come dovere
e diritto e che, per mancanza d’esigenza, non
hanno mai reclamato il compimento di fronte alle
istanze che lo stesso documento contrattuale ha
stabilito.
Al rispetto vanno segnalate 19 opinioni, in 9
province, che reclamano la necessità di
diminuire all’indispensabile il numero delle
riunioni e la loro durata. Questo tema lo
riprenderò più avanti quando toccherò il
funzionamento del Partito.
Siamo convinti che il compito che abbiamo
davanti in questo e negli altri temi vincolati a
rendere attuale il Modello Economico, è pieno di
complessità e di inter-relazioni che toccano, in
maggiore o minore misura, tutte le facce della
società nel loro insieme e per questo sappiamo
che non è una questione da risolvere in un
giorno e nemmeno in un anno, e che richiederà
per lo meno cinque anni spiegare la sua
implementazione, con l’armonia e l’integralità
necessarie e quando questo si otterrà, sarà
necessario non fermarci più e lavorare al suo
perfezionamento, in maniera permanente per
essere in condizione di superare le nuove sfide
che lo sviluppo porterà.
Si potrebbe affermare che, facendo una
similitudine, che ogni certo tempo, nella misura
in cui si modificherà lo scenario, il paese
dovrà confezionare un abito a sua misura.
Non ci facciamo illusioni che le Linee e le
misure per l’implementazione del Modello
Economico, da sole, costituiranno il rimedio
universale per tutti i nostri mali. Sarà
necessario alla pari, elevare a piani superiori
la sensibilità politica, il senso comune,
l’intransigenza davanti alle violazioni e la
disciplina di tutti, in primo luogo dei quadri
di direzione.
Il precedente è stato evidenziato
sgradevolmente nelle deficienze presentate
nella strumentazione, in mesi recenti, di alcune
misure puntuali, non complesse nè di grande
importanza, a causa degli ostacoli burocratici
e della mancanza di previsione degli organi
locali di governo, manifestate nell’ampliamento
del lavoro indipendente.
Non è ozioso reiterare che i nostri quadri
devono abituarsi a lavorare con documenti
rettori emessi dagli organi con facoltà, ed
abbandonare l’irresponsabile vizio di metterli
nei cassetti.
La vita ci ha insegnato che non basta promulgare
una buona norma giuridica, indipendentemente
dal fatto che sia una legge o una semplice
risoluzione. È obbligatorio inoltre preparare
gli incaricati per eseguirle, controllarle e
mantenere il controllo, comprovando il dominio
pratico di quanto stabilito. E va ricordato che
non c’è legge peggiore di quella che non si
rispetta e non si fa rispettare.
Il sistema delle scuole di Partito a livello di
provincia e nazione, in parallelo con
l’obbligatorietà e il re-orientamento dei loro
stessi programmi, giocherà un ruolo
protagonista nella preparazione e la
riqualificazione continuata in queste materie
dei quadri del Partito, amministrativi e delle
imprese, con il concorso delle istituzioni
specializzate del settore dell’educazione ed il
prezioso contributo degli affiliati
all’Associazione Nazionale degli Economisti e
dei Contabili, così com’è stato dimostrato
durante il dibattito delle Linee.
Nello stesso tempo, con il proposito d’applicare
appropriatamente l’introduzione dei cambi
necessari, il Burò Politico ha accordato di
proporre al Congresso la costituzione di una
Commissione Permanente del Governo per l’
Implementazione e lo Sviluppo, subordinata al
Presidente dei Consigli di Stato e dei Ministri,
che senza intromettersi nelle funzioni che
corrispondono ai rispettivi organismi
dell’amministrazione centrale dello Stato avrà
la responsabilità di controllare verificare e
coordinare le azioni di tutti i coinvolti incuta
attività così come riproporre incorporazione di
nuove Linee cosa che sarà imprescindibile in un
futuro
In questo senso abbiamo considerato conveniente
ricordare l’orientamento che il compagno Fidel
aveva incluso nella sua relazione centrale al
Primo Congresso del Partito, quasi 36 anni fa,
sul Sistema di Direzione dell’Economia che
allora noi proponevamo di implantare e che per
mancanza di sistematicità da parte nostra, di
controllo e d’esigenza riuscì male. Cito:
“I dirigenti del Partito e soprattutto
quelli dello Stati facciano cosa propria e tema
d’onore la sua implementazione, prendano
coscienza della sua importanza vitale e della
necessità di lottare con tutti gli sforzi per
applicarlo conseguentemente, sempre sotto la
direzione della Commissione Nazionale creata
all’effetto [...] e concludeva “[...]
divulgare ampliamente il sistema, i suoi
principi ed i suoi meccanismi attraverso una
letteratura alla portata delle masse, perchè sia
un tema dominato dai lavoratori. Il successo
del Sistema dipenderà in misura decisiva dal
dominio dello stesso che avranno i lavoratori
”.
Fine della citazione .
Non mi stancherò di ripetere che in questa
Rivoluzione tutto è stato detto e la meglior
mostra di questo sono le idee di Fidel che il
quotidiano Granma, Organo Ufficiale del
Partito, sta pubblicando in questi ultimi anni.
La sola cosa che può far fallire la Rivoluzione
e il socialismo in Cuba, ponendo a rischio il
futuro della nazione è la nostra incapacità di
superare gli errori.
Quello che approveremo in questo Congresso non
può subire la stessa sorte degli accordi dei
precedenti, quasi tutti dimenticati senza
essere stati compiuti.
Quello che accorderemo in questa e in future
occasioni deve costituire una guida per la
condotta e l’azione dei militanti e dei
dirigenti del partito e per garantire la
materializzazione, basandosi negli strumenti
giuridici che detteranno l’Assemblea Nazionale
del Poder Popular, il Consiglio di Stato o
quello di Governo secondo le quali siano le
facoltà legislative in accordo con la
Costituzione
È positivo chiarire per evitare interpretazioni
sbagliate, che gli accordi dei Congressi e di
altri organi di direzione del Partito non
divengono per se stessi delle leggi ma che sono
orientamenti di carattere politico e morale, che
compete al Governo, che è chi amministra,
regolare nella loro applicazione.
Per questa ragione, la Commissione Permanente
d’Implementazione e Sviluppo includerà un vice
gruppo giuridico, composto da specialisti molto
qualificati, che coordinerà con gli organismi
corrispondenti, in stretto rispetto
dell’istituzione, le modifiche necessarie nel
piano legale, per accompagnare l’attualizzazione
del modello economico e sociale, semplificando e
armonizzando il contenuto di centinaia di
risoluzioni ministeriali, accordi di governo,
decreti legge, e conseguentemente proporre, nel
debito momento, l’introduzione delle correzioni
pertinenti nella stessa Costituzione della
Repubblica.
Senza aspettare d’avere tutto elaborato, sono
già in fase avanzata le norme giuridiche
associate alla compravendita di case e di
automobili, le modifiche del Decreto Legge 259,
per ampliare i limite di terra oziosa da dare in
usufrutto a quei produttori agricoli che
presentano buoni risultati, così come la
consegna dei crediti ai lavoratori indipendenti
e alla popolazione in generale.
Ugualmente, consideriamo conveniente proporre al
Congresso che il futuro Comitato Centrale
includa, come primo punto, in tutti i suoi
plenum, che si si svolgeranno non meno di due
volte l’anno, una relazione sullo stato
dell’implementazione degli accordi adottati in
questo evento, sull’attualizzazione del Modello
Economico e
su come, secondo, l’analisi sul compimento del
piano d’economia del primo semestre o dell’anno
in questione.
Inoltre ricorderemo all’Assemblea Nazionale del
Poder Popular d’impiegare un procedimento simile
nelle sue sessioni ordinarie, con il proposito
di potenziare il protagonismo inerente alla sua
condizione d’organo supremo del potere dello
Stato.
Partendo
dalla profonda convinzione che niente di quello
che facciamo è perfetto e che quello che appare
serio oggi, non lo sarà domani, di fronte a
nuove circostanze, gli organi superiori del
Partito e del potere statale e di governo,
devono mantenere una sistematica e stretta
vigilanza su questo processo ed essere capaci d’
introdurre opportunamente le correzioni
appropriate per correggere gli effetti negativi.
Si tratta, compagne e compagni, di stare
allerta, mettere i piedi e le orecchie sulla
terra e quando sorge un problema pratico, in
qualunque sfera e luogo, i quadri nei loro
diretti livelli, agiscano con prontezza e
intenzione e che non si ritorni a lasciare al
tempo la soluzione, perchè per esperienza
propria sappiamo che la sola cosa che succede è
una maggior complicazione.
Ugualmente dobbiamo coltivare e preservare le
inter-relazioni incessanti con le masse, prive
di ogni formalismo, per retro- alimentarci
efficacemente con le loro preoccupazioni e
insoddisfazioni e che siano precisamente le
masse a indicare il ritmo dei cambi che si
devono introdurre.
L’attenzione delle incomprensioni recenti,
associate alla riorganizzazione di alcuni
servizi di base, dimostra che quando il Partito
e il Governo, ognuno compiendo il suo ruolo,
con metodi e stili distinti, agiscono con
rapidità e armonia, ascoltando le
preoccupazioni della popolazione e ragionano con
questa chiaramente e semplicemente, si ottiene
un sostegno nella misura in cui si fomenta la
fiducia del popolo nei suoi dirigenti.
In conseguenza di questo esempio, la stampa
cubana nei suoi differenti formati, è chiamata a
giocare un ruolo decisivo con il chiarimento e
la diffusione obiettivi costanti e critici della
marcia dell’attualizzazione del Modello
Economico, in modo che con articoli e lavori
sagaci, concreti, in un linguaggio accessibile
a tutti, si fomenti nel paese una cultura su
questi temi.
Su questo fronte è necessario anche lasciare
indietro definitivamente l’abito del
trionfalismo, lo stridore e il formalismo,
toccando l’attualità nazionale e generando
materiali scritti e programmi di televisione e
radio che per il loro contenuto e lo stile
catturino l’attenzione stimolino il dibattito
nell’opinione pubblica, che suppone elevare la
professionalità e le conoscenze dei nostri
giornalisti. È vero che, nonostante gli accordi
adottati dal Partito sulla politica informativa,
nella maggioranza delle volte non contano con
l’accesso opportuno alle informazioni, nè a un
contatto frequente con quadri e specialisti
responsabili delle tematiche in questione. La
somma di questi fattori spiega la diffusione in
non pochi casi di materiali noiosi, improvvisati
e superficiali.
Non meno importante sarà l’apporto che i nostri
media di diffusione di massa devono destinare a
favore della cultura nazionale e del recupero
dei valori civici nella società.
Sarà raccomandabile limitare al massimo di due
periodi consecutivi di cinque anni la durata
degli incarichi politici e statali fondamentali.
Passando ad un altro tema vitale che riguarda
una relazione molto stretta con
l’attualizzazione del Modello Economico e
Sociale del paese e deve aiutare alla sua
materializzazione, ci proponiamo di celebrare
una Conferenza Nazionale del Partito per
giungere a conclusioni rispetto alle modifiche
dei suoi metodi e dello stile di lavoro, con
l’obiettivo di concretare la sua attuazione, per
oggi e sempre, del contenuto dell’articolo 5
della Costituzione della Repubblica, dove si
stabilisce che l’organizzazione del Partito è
l’avanguardia organizzata della nazione cubana e
la forza dirigente superiore della società e
dello Stato. Inizialmente avevamo deciso di
convocare questa Conferenza nel dicembre del
2011, mas senza dubbio, considerando le
complicazioni proprie dell’ultimo mese dell’anno
e la convenienza di contare con una prudente
riserva di tempo per puntualizzare i dettagli,
progettiamo di realizzare questo evento alla
fine di gennaio del 2012. Già lo scorso 18
dicembre ho spiegato nel Parlamento che per le
deficienze presentate dagli organi
amministrativi del Governo, nel compimento delle
loro funzioni, il Partito per anni è stato
coinvolto in compiti che non gli corrispondono,
militando e compromettendo il suo ruolo.
Siamo convinti che la sola cosa che può far
fallire la Rivoluzione e il socialismo in Cuba,
ponendo a rischio il futuro della nazione, è la
nostra incapacità di superare gli errori che
abbiamo commesso per più di 50 anni e nei quali
potremmo cadere di nuovo.
La prima cosa che dobbiamo fare per emendare un
errore è riconoscerlo coscientemente in tutta la
sua dimensione come un fatto reale e che anche,
e sin dai primi anni della Rivoluzione, Fidel
aveva differenziato con chiarezza i ruoli del
Partito e dello Stato. Non siamo stati
conseguenti nel compimento delle sue istruzioni
e ci siamo lasciati portare dalle urgenze e
dalle improvvisazioni.
Quale miglior esempio di quel che disse il
leader della Rivoluzione in una data tanto
prematura come i 26 marzo del 1962, parlando
alla radio e televisione, per spiegare al popolo
i metodi e il funzionamento delle Organizzazioni
Rivoluzionarie Integrate - ORI . che hanno
preceduto il Partito, quando disse, citazione
:
“[...]
il Partito dirige, dirige attraverso tutto il
Partito e dirige attraverso l’amministrazione
pubblica. Un funzionario deve avere autorità. Un
ministro deve avere autorità. Un amministratore
deve avere autorità, discutere tutto quello che
è necessario con il consiglio tecnico assessore
(oggi Consiglio di Direzione), discutere con le
masse operaie, discutere con il nucleo, ma chi
decide è l’amministratore perchè la
responsabilità è sua [...]”. Fine
della citazione .
Questo orientamento fu impartito 49 anni fa.
(continua/ traduzione Gioia Minuti).
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