Prigionieri Politici dell'Impero| MIAMI 5      

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N O T I Z I E

L'Avana. 28 aprile 2003

Menard, agente della CIA e bugiardo senza frontiere
• Col pretesto di lottare per la libertà di stampa, Reporters Sans Frontières è divenuto un altro strumento del Governo di Washington e del suo Ufficio di Interessi all'Avana • Per tentare di minare la Rivoluzione Cubana Robert Menard, il capo di questa organizzazione, compra i servizi dei pseudo-reporter che alimentano la stampa fascista, annessionista ed erede di Batista a Miami

Di JEAN-GUY ALLARD - speciale per Granma Internacional-

PLAGIANDO il nome degli organismi internazionali con una certa credibilità, non è costato molta fatica al neo-reazionario Robert Menard, pseudo-giornalista, bugiardo e agente della CIA, aprirsi uno spazio nel mondo delle comunicazioni. Non è stato difficile per lui trovare i soldi per i suoi progetti di disinformazione. La CIA, il National Endowment for Democracy (NED) e la United Status Agency for International Development (USAID) gli hanno offerto il pane e il burro.


Uno dei "protetti" di Robert Menard il giornalista Néstor Baguer è stato il presidente dell'Associazione cubana dei giornalisti indipendenti fino a quando si è reso pubblico nel processo di quei mercenari della disinformazione che Baguer era l'agente Octavio degli Organi della Sicurezza dello Stato cubano . Menard ha anche appoggiato Aleida Godinez, una giornalista leader della rivista Lux, la presunta pubblicazione sindacale dell'industria elettrica stampata a Miami e distribuita dalla SINA.

Dopo l'arresto a Cuba di quegli individui che hanno attivamente collaborato con l’Ufficio di Interessi degli Stati Uniti (SINA) ai piani per destabilizzare la Rivoluzione Cubana, Reporters Sans Frontières (I reporters senza frontiere -RSF-), l'Organizzazione non Governativa di Menard che sostiene i "giornalisti indipendenti" - né tanto giornalisti né tanto indipendenti - si è lanciata in una campagna di isteria contro Cuba degna dei tenori della contro rivoluzione di Miami.

Da vari anni Menard e i RSF sono riusciti a penetrare nelle sale di redazione di vari mass media francesi e internazionali, camuffati da attivisti per i diritti umani - nella versione imperialista - intercedendo per il diritto all'ingerenza negli affari interni di ogni nazione, giustificando gli interventi guerrafondai dei padroni.

Un recente articolo sensazionalista di RSF fa un parallelo scandaloso tra la situazione dei diritti umani a Baghdad, dove il fascismo nordamericano ha appena commesso un massacro, e quella di Cuba, dove la Rivoluzione esercita il suo privilegio di difendersi da uno svergognato intervento straniero.

Nella sua conferenza stampa del 9 aprile il ministro degli Esteri cubano, Felipe Pérez Roque, ricordava l'abbondanza delle entrate alle quali i gruppi detti "umanitari" come quello di Menard, ossessionato da Cuba, hanno accesso.

Il bilancio è semplicemente indecente.

UNA PIOGGIA DI DOLLARI

L'lstituto Repubblicano Internazionale degli Stati Uniti nel 2002 ha ricevuto 1 674 462 dollari per "aiutare a creare le basi d’appoggio internazionale e per fornire aiuto materiale, morale ed ideologico agli attivisti a Cuba".

Il 27 dicembre Adolfo Franco (uno dei circa 20 cubano-americani che hanno scalato le alte sfere dell'Amministrazione Bush, la cosiddetta Miami Connection), l'amministratore per l'America Latina e i Caraibi della USAID (fate attenzione!) ha dichiarato apertamente davanti a un vice - comitato delle Relazioni con l’Estero della Camera dei Rappresentanti che l'Agenzia nordamericana per gli Aiuti all'Estero aveva investito 22 milioni di dollari per inviare a Cuba materiali, propaganda e, tra altre cose, 7 mila radio per "ascoltare Radio Martí".

Va precisato che proprio Radio Martí percepisce annualmente 25 milioni di dollari dai fondi della Voice of America della quale è una semplice succursale. Ogni anno dalle vari fonti di rifornimento per i mercenari create dal Governo di Washington, decine e decine di milioni piovono sui collaboratori dell'impero sia a Miami, a Parigi che all'Avana.

James Cason, anche lui un agente della CIA e il capo della SINA, incaricato dal governo di George W. Bush di fomentare la campagna di sovversione contro Cuba, ha dichiarato alla TV di Miami che si riuniva "ogni volta che era possibile" con la Fondazione Nazionale Cubano Americana (FNCA) creata, sostenuta e orientata dalla CIA. Al servizio della NED e della USAID che il terrorista Luis Posada Carriles, attualmente detenuto nel Panama, ha definito "la sua principale fonte di finanziamento".

Cason ha anche riconosciuto la sua relazione attiva ed immorale con la versione paramilitare della FNCA: il Cuban Liberty Council della coppia terroristica Ninoska Lucrecia Pérez Castellón e Roberto Martín Pérez, quest’ ultimo organizzatore e finanziatore ( con prove) di numerosi atti terroristici attuati contro Cuba.

Nella sua brama di "liberare Cuba e aiutare la libertà di stampa", nella sua rabbia contro i comunisti - che non riesce a nascondere - Menard non solo ha reso produttivo il suo gruppo, ma lo ha convertito in un'agenzia della disinformazione di coloro che informano, un meccanismo di distribuzione di fondi ai contro rivoluzionari, un fornitore di materiale non informativo per tutti i mass media neo-fascisti ed eredi di Batista in Suoth Florida. Una versione francese di Freedom House, dell'operativo della CIA Frank Calson che si dedica alla distribuzione di fondi.

"GLI DIAMO 50 DOLLARI AL MESE"

Alcuni anni fa Menard confessò il suo inserimento nell'operazione di distribuzione di soldi a un importante numero dei "collaboratori", portata poi a termine dalla SINA.

"Noi diamo 50 dollari al mese a circa 50 giornalisti perché possano sopravvivere", ha confermato Menard agli autori di Dissidenti o mercenari?, i giornalisti Hernando Calvo Ospina e Katlijin Declercq.*

La forma di distribuzione dei fondi di origine "indeterminata" di Menard e della sua organizzazione concorda col metodo adoperato dalle varie organizzazioni nordamericane vincolate apertamente alla NED e l'USAID, e rivela la relazione tra i RSF e la CIA sulla destinazione delle presunte "informazioni" diffuse dalle "agenzie" contro rivoluzionarie.

Questo materiale, orientato sistematicamente a minare la Rivoluzione e danneggiare la sua immagine, viene destinato alle pubblicazioni la cui caratteristica è il suo allineamento con la Casa Bianca. Cosicché i RSF non solo assolvono la loro missione di ubicare, reclutare, orientare e incoraggiare con il finanziamento una serie di mercenari, ma alimentano i mass media controllati da un gruppo di personaggi neo eredi di Batista, come "Il Diario delle Americhe", il "Nuevo Herald", "Radio Mambí", "Radio Martí", tutti quanti di tendenza chiaramente neo-fascista e annessionista.

Agendo in questo modo Menard allinea la sua organizzazione (umanitaria?) con la visione di Cuba di Alberto Pérez Roura il pontefice di Radio Mambi, il capo della combriccola che manifesta instancabilmente il suo appoggio al più sanguinario terrorismo rappresentato da Orlando Bosh e Luis Posada Carriles.

Menard, il collaboratore "brevettato" del blocco all'informazione, si è astenuto da attaccare le politiche altamente repressive di numerosi "regimi" associati agli Stati Uniti. Non attacca certamente l'impero che li genera. Egli preferisce di ricevere i fondi che si sommano a quelli della Comunità Europea e dei vari imprenditori interessati alla causa dell'informazione ( disinformazione).

L'organizzazione di Menard è una delle tre simili che dispongono dei fondi più elevati e saturano il mercato globale della "difesa della libertà di stampa" nella loro versione monopolista. Curiosamente le altre due sono nordamericane: il CPJ di New York e l'Inter American Press, di Miami.

In Venezuela alcuni mesi fa Menard ha lasciato cadere la maschera precipitandosi a soccorrere la stampa del multi-milionario Gustavo Cisneros e dei suoi simili, mentre ignorava la sorte dei giornalisti della stampa comunitaria favorevoli all'immenso movimento popolare d'appoggio al presidente Hugo Chávez.

Ugualmente egli ha sempre ignorato gli attacchi brutali e la prigionia dei giornalisti vincolati alle campagne contro la globalizzazione (quelli della rete Indymedia) sin da quando cominciarono nel 1999 le grandi proteste contro l'Organizzazione Mondiale del Commercio a Washington.

Con la sua auto-proclamazione come combattente della libertà ha sferrato la sua nuova crociata, mentre George W. Bush porta avanti la sua, con ammirevole simultaneità.

George W. Bush e il suo regime usano la difesa dei diritti umani per calpestarli meglio, con il Patriot Act o le bombe di grappolo.

Robert Menard la utilizza per far fuori l'informazione. Sognando un'America ... senza frontiere.

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