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L’ex presidente dell’Assemblea
Generale dell’ONU appoggia l’appello di Chávez alla
difesa
Randy Saborit Mora
PL –
L’ex presidente dell’Assemblea Generale delle
Nazioni Unite (ONU) Miguel D’Escoto, ha oggi
appoggiato l’appello del presidente venezuelano Hugo
Chávez alla preparazione per la difesa nazionale.
Chávez
ha ragione a dire che dobbiamo prepararci per la
guerra, ha affermato D’Escoto durante l’Incontro dei
Partiti di Sinistra che si è celebrato a Caracas.
Nel
foro, organizzato dal Partito Socialista Unito del
Venezuela (PSUV), il cattolico nicaraguense ha
segnalato che le istallazioni di sette basi militari
in Colombia da parte degli Stati Uniti, costituisce
“la consegna della sovranità di tutto un paese nelle
mani dell’imerialismo (statunitense)”.
A suo
giudizio “è un cinismo colombiano dire che Chávez ha
attitudini belliche, è il momento di mettere i piedi
per terra e di renderci conto delle intenzioni reali
degli Stati Uniti e della loro ingerenza nei popoli
di Latino America”.
Da
parte sua, mercoledì Chávez ha ripetuto l’appello
alla difesa del Venezuela.
“Prepariamoci a difendere la patria con la vita, se
fosse necessario: mi rivolgo a tutto il popolo, alle
Forze Armate” ha segnalato il presidente in un atto
con 722 delegati eletti questa domenica. Non mi
importa se continuano ad accusarmi che lancio l’urlo
di guerra, perché sto compiendo un’obbligazione
morale e storica, ha affermato Chávez dal Teatro
Municipale di Caracas.
Il
leader venezuelano, venerdì passato in una
manifestazione di massa a Caracas, ha assicurato che
il governo ristruttura le Forze Armate per garantire
la difesa, coerentemente col suo messaggio al popolo
dell’8 novembre nel quale affermava di dover
difendere la sovranità della nazione.
“Noi
non aggrediremo nessuno. Ci stiamo solo preparando
per difenderci” ha indicato, intervenendo nella
manifestazione già menzionata contro le basi che gli
Stati Uniti installeranno nella vicina Colombia.
“Mi
accusano di essere un guerrafondaio per chiamare i
soldati ed il popolo ad essere pronti a difendere la
patria, quando, in realtà, siamo vittime di
aggressioni”, ha puntualizzato il presidente la
settimana passata da Miraflores, firmando nove
accordi con la governatrice dello stato brasiliano
di Pará, Ana Julia Carepa.
Queste
dichiarazioni del presidente Venezuelano sorgono a
causa del contratto firmato da Bogotá e Washington
lo scorso 30 ottobre, che permette agli Stati Uniti
l’istallazione di sette basi militari in suolo
neo-granadino.
Secondo
il documento, si autorizza la presenza nel vicino
paese di, al meno, 800 militari statunitensi e 600
civili contrattati dell’amministrazione della
potenza statunitense che avranno immunità e non
saranno soggetti alle leggi colombiane.
Il
governo venezuelano ha iniziato il 28 luglio il
congelamento delle relazioni economiche con la
Colombia in risposta alla minaccia che rappresenta
per il Venezuela e la regione suddetto accordo
colombiano-statunitense. (Traduzione Granma Int.)
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