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LO STATO DELLA POPOLAZIONE MONDIALE
2009
Le Nazioni Unite chiamano
a proteggere la donna
Ana María Domínguez
Cruz
Più che una questione tecnica di emissioni
industriali di carbonio o di efficienza energetica,
il cambio climatico riguarda anche le persone e la
misura in cui il loro comportamento individuale può
colpire o favorire le azioni mondiali.
Per questo è necessario centrare l’attenzione sulla
donna come gruppo sociale più vulnerabile e sulle
popolazioni con maggior sensibilità al cambio
climatico. Questi sono gli aspetti più rilevanti del
rapporto “Lo Stato della popolazione Mondiale 2009”
del Fondo della Popolazione delle Nazioni Unite,
presentato mercoledì 18 a Londra e dato a conoscere
a giornalisti cubani.
Con il titolo “Davanti ad un mondo cambiante: le
donne, la popolazione ed il clima”, si fa un
richiamo a trasferire il dibattito sul cambio
climatico, da idee astratte più vincolate alla
tecnologia, verso le realtà umane, a come le persone
s’impattano con la salute riproduttiva, la
pianificazione familiare, la crescita demografica e
le migrazioni forzate.
Il modo in cui viviamo con un clima e produciamo,
determinerà in grande scala il futuro sviluppo di
questo fenomeno ed esacerberà o meno la
disuguaglianza tra ricchi e poveri, tra uomini e
donne.
Per il suo ruolo sociale la donna è l’anello più
importante nel lavoro educativo del seno familiare.
Ignorare le sue necessità e potenzialità
implicherebbe la perdita di un ingrediente vitale
per affrontare una delle maggiori minacce del XXI
secolo. (Traduzione Granma Int.)
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