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N U E S T R A   A M E R I C A

L'Avana. 20 Novembre2009

In Honduras si sostiene la posticipazione delle elezioni

Raimundo López

PL – La richiesta di posticipazione delle elezioni del prossimo 28 è stata lanciata al complesso scenario della crisi di Honduras dal presidente costituzionale Manuel Zelaya, come via per restaurare la democrazia.

Tale possibilità ha preceduto la decisione di un gran numero di candidati anti-golpisti di presentare, questo venerdì, il proprio ritiro dalle elezioni, considerate illegali, di fronte al Tribunale Supremo Elettorale (TSE).

Il Fronte Nazionale contro il golpe ha anche invitato la resistenza a concentrarsi oggi, di fronte al TSE per confermare il disconoscimento attivo del processo elettorale, visto come un farsa dei golpisti.

In un comunicato, Zelaya ha avvertito che la realizzazione dei comizi sotto le condizioni del regime de facto imposto dai militari è “un’aberrazione giuridica, una burla, un inganno al popolo”.

In questo momento in Honduras – ha sottolineato – siamo in uno stato de facto, non c’è una Costituzione né poteri costituiti, che sono stati distrutti con la forza dal golpe del 28 giugno del 2009.

I comizi “non potranno risolvere tale problema fondamentale, perché il loro risultato sarà al margine dei valori propri della concezione più elementare della formazione dello stato di diritto”, ha aggiunto.

Con la rottura della Costituzione i poteri costituiti spariscono e sono soppiantati da poteri de facto, continua Zelaya, in un comunicato inviato a Prensa Latina.

Tutto ciò considerato, è urgente presentare soluzioni legali a questa crisi, posticipare le elezioni deve essere una condizione che permetta la loro legittimazione, per la restituzione dello stato di diritto” ha assicurato.

Di maniera contraria, ha avvertito, “dovranno irrimediabilmente essere ripetute fino a che non sarà restaurata la volontà del popolo sovrano”.

In un comunicato precedente, lo statista aveva ratificato la sua decisione di impugnare legalmente il risultato della votazione del 29, esortando la popolazione a proseguire la resistenza pacifica fino alla restaurazione della democrazia.

Zelaya, la notte scorsa, ha anche qualificato come uno sporco trucco per ingannare la società, l’annuncio del capo del regime de facto, Roberto Micheletti, di assentarsi temporaneamente dall’incarico per una settimana, fino al 2 dicembre.

Nel frattempo, è stato reso noto che i candidati che ritireranno la propria iscrizione depositata al TSE, appartengono ,per la maggior parte, al settore antigolpista del Partito Liberale.

Fonti della resistenza hanno anticipato che si aspettano più rinunce la prossima settimana, visto che il partito d’opposizione, il Partito Unificazione Democratica, ha in programma per domani un’assemblea per analizzare la partecipazione alle elezioni.

I primi ad abbandonare erano stati, due settimane fa, i membri della candidatura dell’aspirante presidente indipendente Carlos Humberto Reyes, uno dei leader del Fronte Nazionale. (Traduzione Granma Int.)
 

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