|
Alarcón segnala l’importanza della
solidarietà internazionale con i Cinque
Aida Calviac Mora
“Se veramente Barack Obama vuole convincerci che
desidera instaurare nuove relazioni con Cuba e
l’America Latina, la prima cosa che mi viene in
mente è chiedergli di usare le sue facoltà a
liberare i Cinque”, ha affermato Ricardo Alarcón de
Quesada, presidente della Assemblea Nazionale del
Poder Popular, che ha parlato del caso degli
antiterroristi cubani reclusi ingiustamente negli
Stati Uniti ai partecipanti alla 8ª Conferenza
Internazionale degli Studi Americani.
“È una responsabilità che non può tralasciare,
perchè ha la capacità legale e l’obbligo morale,
avendo chiuso il resto delle possibilità
giudiziarie”, ha detto ancora, ed ha segnalato che
il processo per la nuova sentenza di Antonio -
quelli di Fernando e Ramón sono pendenti - ha
dimostrato l’importanza del movimento di solidarietà
internazionale ed è stata l’unico argomento per cui
il governo nordamericano ha deciso di cercare
d’entrare in accordo con la difesa, e proporre una
condanna meno severa per il presunto delitto che
Tony avrebbe commesso”.
Alarcón ha assicurato che la battaglia legale
continuerà anche se si sono ristrette le possibilità
sul caso, soprattutto per Gerardo e per René, che
non riceveranno nuove sentenze.
“Particolare è il caso di Gerardo, che non si può
risolvere senza l’annullamento completo della
sentenza, ma solo ricorrendo al detto habeas corpus
per il quale abbiamo tempo sino al 4 giugno del
2010. Secondo gli esperti le possibilità sono
remote, ma le andiamo ad esplorare”, ha detto
ancora. (Traduzione Granma Int.)
|