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N U E S T R A  A M E R I C A

L'Avana. 18 Novembre2009

Saranno senza restituzione della democrazia le elezioni in Honduras

Raimundo López

PL – Le elezioni del prossimo 29 in Honduras si realizzeranno senza la restituzione della democrazia e sotto le condizioni del colpo di stato militare, indicano le ultime decisioni del regime de facto.

La restaurazione dell’ordine costituzionale e del presidente legittimo Manuel Zelaya, è un’esigenza di ampi settori sociali e politici del paese, per riconoscere i risultati della votazione.

Simile posizione mantiene la maggioranza dei governi del mondo, anche se da questo bisogno si sono auto esclusi gli Stati Uniti due settimane fa.

Tuttavia, il congresso di Honduras è stato convocato per dibattere la restituzione, o meno, del presidente Zelaya, il 2 dicembre, ha annunciato il suo presidente, José Alfredo Saavedra.

La sessione avrà luogo tre giorni dopo le elezioni.

Il dibattito nel congresso sulla restituzione dello statista, rovesciato dai militari il 28 giugno scorso, è uno dei punti dell’accordo sottoscritto il 30 ottobre per cercare di risolvere la crisi.

Il patto è stato dichiarato lettera morta da Zelaya, dopo la denuncia di varie violazione del capo del regime de facto Micheletti.

La giunta direttiva del congresso ha deciso, al principio del mese, di iniziare un lungo processo di consulte con altri organismi dello stato per stabilire una data per il dibattito.

Il giorno del golpe la maggior parte dei deputati ha destituito Zelaya usando una sua presunta lettera di dimissioni, che il presidente dichiarò essere falsa, e ha nominato Micheletti, allora presidente del congresso.

In tanto il Fronte Nazionale contro il golpe in Honduras ha ratificato la sua decisione di non riconoscere i risultati delle elezioni, considerate una farsa per cercare di legittimare la rottura dell’ordine costituzionale.

Per simili ragioni, Zelaya ha annunciato la scorsa domenica che impugnerà le elezioni, che considera illegittime e fraudolenti.

Il coordinatore generale del Fronte, Juand Barahona, ha affermato che i membri della resistenza non andranno alle urne per non appoggiare la frode preparata dai  militari, o partiti tradizionali e gli impresari.

Abbiamo sempre votato per i candidati che ci mentono di più, ma oggi la situazione è cambiata e non siamo disposti a continuare ad essere utilizzati dai politici, ha detto in una manifestazione di fronte al congresso.

Ha anche aggiunto che la mobilizzazione popolare continuerà a domandare la restituzione della legalità democratica, del presidente Zelaya e la convocazione di un’assemblea nazionale costituente.

Continueremo a lottare fino ad ottenere una patria nuova e degna, attraverso cambi strutturali a favore del popolo, ha sottolineato (Traduzione Granma Int).

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