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Saranno senza restituzione della
democrazia le elezioni in Honduras
Raimundo López
PL – Le
elezioni del prossimo 29 in Honduras si
realizzeranno senza la restituzione della democrazia
e sotto le condizioni del colpo di stato militare,
indicano le ultime decisioni del regime de facto.
La
restaurazione dell’ordine costituzionale e del
presidente legittimo Manuel Zelaya, è un’esigenza di
ampi settori sociali e politici del paese, per
riconoscere i risultati della votazione.
Simile
posizione mantiene la maggioranza dei governi del
mondo, anche se da questo bisogno si sono auto
esclusi gli Stati Uniti due settimane fa.
Tuttavia, il congresso di Honduras è stato convocato
per dibattere la restituzione, o meno, del
presidente Zelaya, il 2 dicembre, ha annunciato il
suo presidente, José Alfredo Saavedra.
La
sessione avrà luogo tre giorni dopo le elezioni.
Il
dibattito nel congresso sulla restituzione dello
statista, rovesciato dai militari il 28 giugno
scorso, è uno dei punti dell’accordo sottoscritto il
30 ottobre per cercare di risolvere la crisi.
Il
patto è stato dichiarato lettera morta da Zelaya,
dopo la denuncia di varie violazione del capo del
regime de facto Micheletti.
La
giunta direttiva del congresso ha deciso, al
principio del mese, di iniziare un lungo processo di
consulte con altri organismi dello stato per
stabilire una data per il dibattito.
Il
giorno del golpe la maggior parte dei deputati ha
destituito Zelaya usando una sua presunta lettera di
dimissioni, che il presidente dichiarò essere falsa,
e ha nominato Micheletti, allora presidente del
congresso.
In
tanto il Fronte Nazionale contro il golpe in
Honduras ha ratificato la sua decisione di non
riconoscere i risultati delle elezioni, considerate
una farsa per cercare di legittimare la rottura
dell’ordine costituzionale.
Per
simili ragioni, Zelaya ha annunciato la scorsa
domenica che impugnerà le elezioni, che considera
illegittime e fraudolenti.
Il
coordinatore generale del Fronte, Juand Barahona, ha
affermato che i membri della resistenza non andranno
alle urne per non appoggiare la frode preparata dai
militari, o partiti tradizionali e gli impresari.
Abbiamo
sempre votato per i candidati che ci mentono di più,
ma oggi la situazione è cambiata e non siamo
disposti a continuare ad essere utilizzati dai
politici, ha detto in una manifestazione di fronte
al congresso.
Ha
anche aggiunto che la mobilizzazione popolare
continuerà a domandare la restituzione della
legalità democratica, del presidente Zelaya e la
convocazione di un’assemblea nazionale costituente.
Continueremo a lottare fino ad ottenere una patria
nuova e degna, attraverso cambi strutturali a favore
del popolo, ha sottolineato (Traduzione Granma Int).
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