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E S T E R I

L'Avana. 19 Novembre2009

Stati Uniti: un sesto delle famiglie hanno sofferto la fame nel 2008

Jim Lobe

IPS – Una famiglia statunitense su sei ha sofferto la fame l’anno passato, come ha rivelato il Dipartimento di Agricoltura di quel paese.

Si tratta della maggiore incidenza di fame dall’inizio dello studio sulla sicurezza alimentare negli Stati Uniti nel 1995.

In totale, il 14,6% di famiglie, che equivalgono a 49 milioni di persone, “hanno avuto occasionalmente problemi per portare in tavole sufficiente cibo durante l’anno”, ha affermato lo studio Household Food Security in the United States, nel 2008 (Sicurezza Alimentaria Famigliare negli Stati Uniti), divulgato lunedì.

Ciò costituisce un notevole incremento rispetto alla quantità della popolazione che è passata per la stessa penuria nel 2007, l’11,1% delle famiglie o 36,2 milioni di persone.

E sicuramente quest’anno questa proporzione sarà maggiore, a causa dei persistenti effetti delle crisi economiche che hanno cominciato a manifestarsi 14 mesi fa.

Del gruppo di 17 milioni di famiglie che hanno sofferto la fame – o “insicurezza alimentare” stando al rapporto – un terzo sopporta una “sicurezza molto bassa”, che significa che la quantità di alimenti disponibili per al meno alcuni membri di quelle famiglie, è diminuita o che i suoi livelli normali si sono visti alterati.

Quelle famiglie hanno sopportato quelle difficoltà per al meno vari giorni per sette o otto mesi all’anno.

Gli altri due terzi hanno potuto godere di sufficiente cibo per evitare alterazioni sostanziali attraverso differenti strategie, come una dieta meno variata, ingresso nei programmi governativi di aiuto alimentare e nutrizionale o servizi di mense pubbliche e dispense comunitarie.

La quantità di famiglie nelle quali i bambini, tanto quanto gli adulti, sopportano una “sicurezza alimentare molto bassa”, è cresciuta notevolmente da 323.000 nel 2007 a 506.000 nell’anno passato.

Il presidente Barack Obama ha indicato come “inquietanti” le rivelazioni dello studio, in una dichiarazione divulgata dalla Cina, ultima tappa del suo viaggio asiatico.

“Questa tendenza è dolorosamente evidente in molte comunità del nostro paese, nel quale i coupon di alimenti si moltiplicano e gli stanti delle dispense si svuotano”, ha detto Obama.

“È in particolar modo complicato che ci siano 500.000 famiglie con (al meno) un bambino che abbia sentito fame molte volte durante un anno. La capacità dei nostri bimbi di crescere, apprendere e raggiungere le proprie potenzialità, e quindi la nostra competitività futura come nazione, dipende dall’accesso al cibo sano”, ha aggiunto.

Dei 49 milioni di persone che hanno sofferto la fame al meno una volta nell’anno scorso, 16,7 milioni erano bambine e bambine, secondo il rapporto, 4,2 milioni in più che nel 2007, ed è la cifra più alta dal 1995.

“Questi dati non sono una sorpresa. Ciò che dovrebbe commuoverci è che quasi un bambino su quattro del nostro paese vive al limite della fame”, ha detto David Beckmann, presidente del Pan para el Mundo, un’organizzazione nazionale che porta a termine programmi in paesi poveri.

Feeding America (Nutrendo gli Stati Uniti), la maggior organizzazione di aiuto alimentario di questo paese, ha spiegato che le statistiche coincidono con la loro stessa esperienza nelle comunità, nelle quali si dirigono 200 banche di alimenti che sfamano oltre 25 milioni di persone all’anno.

“È tragico che così tanta gente in questa nazione di abbondanza non abbia accesso alla quantità di cibo nutritivo necessario”, ha detto Vicki Escarra, presidentessa e direttrice esecutiva di Feeding America.

“E bisogna far notare che queste cifre riflettono lo stato della nostra nazione di un anno fa”, ha aggiunto. L’economia ha continuato a debilitarsi ed è “molto più probabile che ci sia molta più gente lottando contro la fame”.

I servizi che presta l’organizzazione – dispense comunitarie, mense e centri d’emergenza alimentare – hanno registrato un aumento del 50% nella domanda di aiuti dall’anno passato.

Il tasso ufficiale di disoccupazione ha superato il 10% il mese passato, per la prima volta dagli inizi della decada del 1980, mentre l’ex segretario del Lavoro, Robert Reich, stima la cifra “non ufficiale” che include i disoccupati che ormai non cercano più lavoro, e quelli che si trovano sub-impiegati, nel 20%.

“La ricerca di recensioni precedenti indica che la gente che cade nella povertà nei periodi di crisi non si recupera. Molti di loro possono aver bisogno dei nostri servizi adesso o nel futuro” ha stimato.

L’insicurezza alimentare, secondo il rapporto, si relazione profondamente con le famiglie con entrate uguali o minori alla linea di povertà – 22.50 dollari annuali per una famiglia di quattro persone monoparentale, afro-americana o latina.

Il rapporto illustra che la fame è più comune in grandi città e zone rurali che nei sobborghi e prevale nel sud-est del paese.

L0attuale governo ha significativamente elevato il finanziamento di coupon di alimenti, aiuti alimentari di emergenza e mense scolastiche. Nella sua dichiarazione Obama ha affermata che spera di aumentare tali titoli per il prossimo anno.

“Le cose potrebbero andare molto peggio se non avessimo ampi programmi di assistenza”, ha assicurato lunedì il segretario dell’Agricoltura Tom Vilsack. “Questa è una grande occasione per esporre un simile problema”.

Beckmann si è detto d’accordo. “la recessione h aggravato il problema della fame e lo ha reso più visibile. La coscienza pubblica ed il compromesso del governo mi danno speranze”, ha detto.

“Per risolvere il problema della fame, i nostri governanti devono rafforzare i programmi di nutrizione ed offrire lavori sicuri che permettano ai genitori di scappare dal ciclo della povertà ed alimentare le proprie famiglie nel futuro” ha concluso. (Traduzione Granma Int.)
 

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