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E S T E R I

L'Avana. 19 Novembre2009

Meeting FAO: Cuba chiede risposte rispetto al cambio climatico

PL – Il vicepresidente cubano Ulises Rosales del Toro ha proposto di includere nell’agenda della FAO la valutazione e l’allerta sistematica degli effetti del cambio climatico, in una tavola rotonda effettuata a Roma.

Rosales del Toro ha partecipato al meeting sulla Sicurezza Alimentare dell’Organizzazione delle Nazioni Unite per l’Agricoltura e l’Alimentazione (FAO) che termina oggi, dopo tre giorni di deliberazioni.

In uno degli incontri tematici dell’incontro, il capo della delegazione dell’isola dei Caraibi ha realizzato un intervento nel capitolo denominato Mitigazione ed adattamento al cambio climatico: sfide all’Agricoltura ed alla Sicurezza Alimentare.

Ha spiegato che alle conseguenze che l’ingiusto ordine economico internazionale prevalente impone, “dobbiamo adesso aggiungere l’immensa sfida che porta il cambio climatico globale”.

Del Toro, che è anche Ministro dell’Agricoltura a Cuba, ha argomentato che le fluttuazioni a corto e a largo raggio dei canoni climatici indotte dal cambio climatico possono avere estreme ripercussioni nella produzione agricola.

Parlando del pericolo che comporta l’instabilità delle temperature della loro incidenza sulla natura, ha enumerato una serie di conseguenze che renderanno ancora più drammatico il panorama della fame e della produzione di alimenti nel mondo.

Tra tali conseguenze ha citato la difficoltà di pianificare le attività agricole, la crescita del livello del mare, i danni alla diversità biologica nelle zone ecologiche fragili, il cambiamento dell’ambiente ed il disequilibrio nella produzione di alimenti.

Ci sarà il caos nelle attività di pesca stabilite ai paesi, avanzamento di plaghe e malattie trasportate da vettori verso zone nelle quali prima non esistevano, ed in generale si registrerà un incremento nel livello di fame cronica nelle regioni più povere, ha aggiunto.

Rosales del Toro ha anche precisato che nelle nazioni del cosiddetto Terzo Mondo, “che non sono responsabili del riscaldamento globale, ma bensì le principali vittime, si sta sperimentando un declino che va dal 9 al 21% della produttività agricola”.

Allo stesso tempo si calcola che i prezzi medi degli alimenti cresceranno in linea con la temperatura fino al 2050 e si produrranno importanti tagli nella produzione agricola potenziale nei paesi in sviluppo.

Ha indicato le potenze del Nord come responsabili storici del cambio climatico globale, ed ha preteso compromessi ambiziosi di riduzione delle loro emissioni nel contesto di un secondo periodo di applicazione del Protocollo de Kyoto.

“Queste risposte si esigono oggi. Domani potrebbe essere troppo tardi”, ha concluso. (Traduzione Granma Int.)
 

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