Prigionieri Politici dell'Impero| MIAMI 5  

    

S T A M P A  E S T E R A

L'Avana. 12 Luglio 2006

Giornalisti venduti alla guerra?
• Le due verità della stampa americana

NORMAN SOLOMON

«La storia ci porta veramente indietro nell’ottavo secolo, in un mondo realmente barbaro» ha detto John Burns.

Il 20 Giugno stava parlando del programma della PBS NewsHour with Jim Lehrer e descriveva cos’era accaduto a due soldati USA i cui corpi erano stati appena ritrovati. Erano stati evidentemente vittime di atrocità e nessuno dovrebbe dubitare che le parole di orrore usate da Burns per descrivere i "barbari omicidi" non fossero del tutto adeguate.

Il problema è che Burns e i suoi colleghi dei mass media non parlano così quando le crudeltà sono inflitte dall’esercito USA - come se gettare bombe su civili sia un modo civilizzato per terrorizzare e uccidere.

Quando i giornalisti mantengono un flagrante doppio standard nel loro linguaggio, concedendosi un appropriato senso di oltraggio morale quando gli americani soffrono, ma cincischiando quando si tratta delle vittime dell’esercito americano, la finestra dei media sul mondo viene tinta con i colori della bandiera americana e il risultato generale ha più a che fare con le pubbliche relazioni che con il giornalismo.

In base alle evidenze disponibili, da Abu Ghraib, all’Afganistan, a Guantanamo, chiunque affermi che la politica estera degli USA non includa la tortura è un disonesto o un raro ingenuo.

I giornalisti del New York Times e di altri grandi media americani non si sognerebbero di descrivere pubblicamente ciò che la potenza di fuoco nordamericana fa di "barbaro" ai civili iracheni.

Un resoconto dal vivo dell’autore americano Rahul Mahajan durante l’attacco degli occupanti a Fallujah, nell’aprile del 2004, riportava: "Nel corso di circa quattro ore in una piccola clinica di Falluja, ho visto arrivare forse una dozzina di feriti. Tra loro c’era una giovane donna, di 18 anni, con una pallottola nella testa. Era in convulsioni ed aveva la bava alla bocca quando arrivò; i dottori non credevano che potesse superare la notte. Un altro probabile caso terminale era un ragazzo con una forte emorragia interna".

Centinaia di civili sono morti nell’attacco a Falluja e molti di più hanno perso la vita quando i soldati di Washington attaccarono di nuovo la città sette mesi dopo. Da allora, la guerra aerea americana è aumentata in Iraq, centrando spesso le aree urbane.

Alcuni giorni fa, il giornalista indipendente Dahr Jamail ci riferiva che «una fonte ospedaliera a Falluja dice che otto iracheni, alcuni dei quali sono donne e bambini della stessa famiglia, sono stati uccisi e sei feriti quando gli aerei nordamericani hanno bombardato una casa nel distretto Ibrahim Bin Ali, a nord-est della città».

Viene detto che naturalmente i nordamericani cercano d’evitare l’uccisione dei civili, come se ciò rendesse OK la loro morte. Ma la strage dall’aria ed altre azioni compiute dall’esercito nordamericano sono un risultato della guerra condotta delle forze occupanti. (Cosa diremmo se nella nostra comunità, la polizia uccidesse ogni giorno le persone che fanno la spesa con sventagliate di mitra nei negozi, spiegando che le azioni sono giustificabili perché nessun innocente "è stato preso di mira" e i morti sono "una sfortunata necessità" nella guerra al crimine?

Il contesto è regolarmente ignorato dalla copertura dei media degli Stati Uniti : si tratta di un’invasione e di un’occupazione fondamentalmente basate sull’inganno.

«La strategia di Bush per la vittoria sta per avere inizio» diceva Beau Grosscup il 20 Giugno. Le forze Usa ed irachene avevano circondato Ramadi. Cibo ed acqua erano stati tagliati. Poi ci fu il "Colpisci e terrorizza" del bombardamento strategico della città, seguito dalle operazioni di rastrellamento: truppe a terra, cecchini e supporto aereo.

Grosscup, un professore di relazioni internazionali dell’Università della California, a Chico, ha aggiunto: «Questo è il santificato modello "Falluja" per portare "stabilità" radendo al suolo la città con una strage di civili e la distruzione dell’abitato. E’ un modo "pulito" di vincere, sostenuto dal repubblicano Jack Murtha, che ritirerebbe le truppe USA dall’Iraq, ma continuerebbe ad attaccare il "nemico" con la potenza aerea.

Nell’ottobre del 2004, questa guerra pulita ha ucciso circa 100.000 civili iracheni e migliaia di altri ancora da allora. Ma, come ogni entusiasta del bombardamento strategico direbbe, questo è il prezzo della vittoria e qualcuno deve fare il sacrificio supremo. Quale terrore dal cielo?

Senza mantenere un unico e coerente standard morale nel loro lavoro, i giornalisti, non importa quanto coraggiosi, capaci o laboriosi, finiscono per prostituire il loro talento al servizio della macchina della guerra, (Liberación).

ALTRI 25 MORTI IN IRAQ

(PL) - Le truppe nordamericane d’occupazione hanno comunicato che due attentati eseguiti con auto bombe e una bomba posta ai limiti della Zona Verde hanno provocato la morte di 16 persone.

I militari hanno precisato che le azioni con le auto bombe sono state simultanee.

Vicino alla Zona Verde, l’area più vigilata dell’Iraq dove si trovano le ambasciate degli occupanti e alcune installazioni del governo, è scoppiata una bomba poco prima dell’inizio dei lavori del Parlamento.

Secondo alcuni agenti l’obiettivo dell’attentato era una delle grandi porte del perimetro fortificato.

Portavoce delle fonti della sicurezza hanno detto che un suicida si è immolato nel luogo, uccidendo cinque persone e ferendone una decina.

Otto civili, tra i quali due bambini, sono morti per un bombardamento delle forze aeree degli USA nella città del nord iracheno, Al Sharqat.

Le televisioni arabe hanno trasmesso immagini nelle quali si notano le case ridotte in macerie con gli abitanti sotto i resti.

Sino ad oggi il comando degli occupanti non ha dato dettagli su quest’azione contro presunti rifugi della resistenza.

L’ esplosione d’una bomba in una via centrale di Tikrit ha provocato la morte della moglie del governatore della provincia del nord dell’Iraq di Salah al Din (Saladino), ha detto la polizia locale e la stessa fonte ha aggiunto che Amira Al Rabii stava in casa sua in via Atiba quando è avvenuto l’attentato.

Al Rabii, moglie del governatore Hamud al Shakti, è stata gravemente ferita ed è morta poco dopo all’ospedale.

La polizia ha detto che tre accompagnanti della donna sono state a loro volta ferite.

LE INVASIONI USA DAL SECONDO DOPOGUERRA AD OGGI

L’invasione iniziata dagli USA contro l’Iraq apre il primo capitolo in questo secolo di una vecchia politica di aggressione nordamericana con cruente conseguenze per le nazioni del Terzo Mondo. Più di 20 paesi del mondo sono stati vittime di interventi militari degli USA, aperti o clandestini, che hanno provocato sanguinosi conflitti nel pianeta dopo il grande massacro umano provocato dalla IIª guerra mondiale.

Nazioni dell’Asia, Africa, Medio Oriente e America Latina, includendo l’europea Yugoslavia, hanno sofferto questi attacchi che hanno lasciato un tragico saldo di morte e distruzione, che non è ancora stato valutato in tutta la incredibile dimensione.

1945 – 1949 :

Intervento in Cina per cercare di impedire la vittoria della rivoluzione popolare e mantenere la presenza USA nel paese. Gli Stati Uniti usarono i soldati giapponesi sconfitti e li fecero combattere con loro. Le forze popolari fecero fuggire Chiang Kai Sheck nel 1949.

1946 – 1949 :

I marins degli USA e le truppe inglesi intervengono nella guerra civile greca a lato dei neo fascisti e contro la sinistra della Grecia che aveva combattuto coraggiosamente contro i nazisti. La CIA crea una nuova "agenzia di sicurezza" interna in Grecia, la KYP famigerata, che utilizza terribili sistemi applicati anche dalla polizia segreta, come la tortura sistematica.

1948 – 1953 :

Uno dei 900 effettivi delle forze armate degli Stati Uniti aiuta il governo favore agli USA nelle Filippine a schiacciare una rivolta popolare e a installate una serie di governi alleati tra i quali la dittatura di Ferdinando Marcos.

1950 – 1953 :

La guerra di Corea. Dopo la seconda guerra mondiale gli USA reprimono le forze progressiste popolari favorendo i conservatori che avevano collaborato coi giapponesi nelle operazioni militari. Partecipano 350 mila uomini, mille carri armati, mille 600 aerei e 300 navi da guerra.

1953:

In Iran il primo ministro Mossadegh viene eliminato da un’azione congiunta degli Stati Uniti e la Gran Bretagna. Mossadegh era stato eletto dalla maggioranza del parlamento e guidava un movimento per nazionalizzare una compagnia petrolifera. Il golpe restituì il potere assoluto allo Scià, che iniziò un periodo di 25 anni repressione e tortura.

1954:

Gruppi di mercenari addestrati e diretti dagli Stati Uniti, con l’appoggio aereo, invadono il Guatemala eliminando il governo eletto democraticamente da Jacobo Arbenz e danno inizio a 40 anni di esecuzioni di massa che hanno lasciato un saldo di almeno 100 mila vittime. Arbenz aveva nazionalizzato la United Fruit Company, strettamente vincolata alla elite del potere nordamericano.

1958:

14 mila marines sbarcano in Libano con l’appoggio della sesta flotta.

1961:

Una brigata di mercenari addestrati e diretti dagli USA, con appoggio aereo e logistico nordamericano, cercano di sconfiggere al Rivoluzione iniziata il primo gennaio del 1959 a Cuba. Gli invasori vengono respinti in meno di 72 ore a Playa Girón, sulla costa sud del centro dell’isola.

1964 - 1973 :

L’intervento in Viet Nam. Dopo 23 anni e un milione di morti gli Stati Uniti ritirano le truppe dal Viet Nam lasciando un paese distrutto e totalmente inaridito per la violenza dei bombardamenti.

1965:

Gli USA intervengono con i marins nella Repubblica Domenicana.

1971 - 1973 :

La Casa Bianca autorizza la CIA ad effettuare colpi di stato in Cile, Bolivia e El Salvador.

1982 :

Le truppe USA sbarcano nuovamente in Libano.

1983 :

Intervento a Granada: la mattina del 25 ottobre le prime unità di un contingente di sei mila soldati degli Usa inizia l’occupazione di questa piccola isola dei Caraibi.

1989 :

La mattina del 20 dicembre gli Usa invadono Panama con 26 mila soldati, metà dei quali erano presenti nelle basi militari del Comando sud del paese. I militari usarono armi sofisticate - molte vennero usate per la prima volta – uccidendo almeno settemila panamensi. La morte di queste persone venne giustificata dalle autorità degli USA come "incidenti causati mentre si cercava di catturare l’uomo forte di Panama, Manuel Antonio Noruega, per i suoi vincoli al narcotraffico".

1990 :

I marins intervengono in un conflitto interno in Liberia.

1991:

Dal 17 gennaio al 27 febbraio avviene l’aggressione conosciuta come Guerra del Golfo, sferrata con il pretesto di liberare il Kuwait dall’invasione e annessione dell’Iraq del 2 agosto del 1990. La vittoria venne condivisa con una coalizione di truppe di diversi paesi guidati dagli USA che vinsero grazie alla superiorità tecnologica di paesi come Gran Bretagna, Italia e Francia. In 42 giorni di durata della guerra le forze USA gettarono 88 mila 500 tonnellate di bombe e missili contro l’Iraq.

1992 :

Il 9 dicembre giungono in Somalia 1800 marins avanguardia di una forza multinazionale di 35 000 soldati per una presunta operazione umanitaria per combattere la fame in questo paese.

1994 :

Il 19 settembre 24 mila soldati USA con l’appoggio di navi da guerra, elicotteri e moderni mezzi da combattimento invadono Haiti, con il pretesto di garantire il trasferimento del potere della cupola golpista capeggiata dal generale Raul Cedras al presidente eletto Jean Bertrand Aristide.

1998 :

Dal 16 al 20 dicembre, USA e Gran Bretagna realizzano l’operazione Volpe del deserto, con intensi bombardamenti ordinati dal presidente Clinton e con la giustificazione di distruggere un programma di armi di sterminio di massa dell’Iraq.

1999 :

Il 24 marzo gli Stati Uniti utilizzano la NATO e iniziano le azioni di guerra contro la Yugoslavia. Le undici settimane di bombardamenti degli USA e della NATO causano perdite per almeno 30 mila milioni di dollari, la morte di duemila civili e seimila feriti.

2001:

Il 7 ottobre il governo nordamericano comincia una scalata contro l’Afganistan - per rappresaglia dopo gli attentati terroristi di Washington e Nuova York dell’11 settembre del 2001- con l’appoggio delle forze armate della Gran Bretagna. Sino ad oggi Osama Bin Laden, il presunto organizzatore degli attentati non è stato catturato nonostante i poderosi metodi di spionaggio di questi paesi e la cosa fa pensare e provoca molte domande...

2003 :

Invasione dell’Iraq...

2004:

Occupazioni...

2005 :

Occupazioni...

2006:

occupazioni...
 

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