Evo Morales ha proclamato la
vittoria elettorale in Boliva
La Paz, 2
luglio (PL). – Il capo dello Stato della Bolivia,
Evo Morales, ha proclamato la vittoria elettorale
del governante Movimento al Socialismo (MAS) e ha
ringraziato il popolo per il suo sostegno al
consolidamento del processo di cambiamento in
marcia.
Il presidente
ha fatto un bilancio dell’elezione dei delegati
all’Assemblea Costituente e del referendum sulle
autonomie, svoltosi simultaneamente, in una
conferenza stampa, affiancato dal vicepresidente
Alvaro García e dal sindaco di La Paz Juan del
Granado.
Dopo aver elogiato il carattere democratico della
giornata, ha detto che il governante MAS ha ottenuto
una tripla vittoria, che consolida la
nazionalizzazione degli idrocarburi e l’obiettivo di
cambiare il modello neoliberista.
Ha precisato
che il rifiuto alle autonomie dipartimentali
(provinciali) promosso dal Governo, si è imposto a
livello nazionale con il 55%, stando alle cifre
preliminari non ufficiali.
Morales ha riconosciuto la vittoria del sì nel
referendum su questo tema in quattro dei nove
dipartimenti del paese e ha detto che la Costituente
dovrà rispettare questo risultato, ma anche
discutere la richiesta di autonomia delle
popolazioni di giurisdizioni minori e popoli
indigeni.
Abbiamo superato, ha aggiunto, il 60% dei voti,
ottenendo così più del 53,7% delle elezioni
presidenziali del dicembre scorso e la maggioranza
assoluta nell’Assemblea, che si insedierà il 6
agosto prossimo.
Dopo aver manifestato che il governo e il MAS si
sentono rafforzati dai risultati, ha ringraziato il
popolo e i movimenti sociali per il loro sostegno,
che dà maggior forza al Governo, a differenza di
altri esecutivi progressivamente logorati durante la
loro gestione.
Ha sottolineato che le cifre citate consolidano
definitivamente la nazionalizzazione degli
idrocarburi e il cambiamento del modello
neoliberista che tanto male ha arrecato alla Bolivia
e danno alla sua amministrazione più forza per
continuare a cambiare la Bolivia.
Morales ha ammesso che avrebbe voluto un appoggio
elettorale maggiore – durante la campagna ha
indicato l’obiettivo di un trionfo con il 70% dei
voti – ma il risultato consolida il governo e il
MAS, che è l’unico partito presente in tutto il
paese.
Secondo quanto
ha detto, contare su più del 60% dei cittadini è
vitale per consolidare il processo di trasformazione
del paese e portare avanti una rivoluzione
democratica e culturale di carattere pacifico, che
ponga fine allo sfruttamento e alla discriminazione
e rivendichi i diritti dei popoli indigeni.
A proposito
della maggioranza raggiunta nella Costituente, con
135 dei 255 membri dell’assemblea, ha sostenuto che
il MAS ha utilizzato altre sigle in varie
giurisdizioni nelle quali è ampiamente
maggioritario, il che eleva questo numero a un
livello che non ha precisato.
Alle domande
della stampa sulle vittorie del sì nel referendum
autonomistico, ha detto che l’unità nazionale è
garantita ed espressa nel voto maggioritario per il
“no” alle autonomie e dal 60% di voti al MAS.
Per quanto
riguarda il fatto che il partito di governo e i suoi
alleati non disporranno della maggioranza dei due
terzi nella Costituente, necessari per controllare
pienamente l’Assemblea, ha segnalato che il MAS
dovrà integrare altre forze alla lotta per le
rivendicazioni popolari.
Ha ricordato anche che questo foro, che si
insedierà il 6 agosto nella meridionale città di
Sucre, è una conquista delle lotte indigene e
sociali iniziate nel 1990, alla quale si sono
opposti i partiti tradizionali. |