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S T A M P A  E S T E R A

L'Avana. 24 Novembre 2005

Gli Stati Uniti non torturano i prigionieri

JUAN GELMAN

"Noi non torturiamo i detenuti", ha dichiarato Gorge W. Bush a Panama. Dobbiamo credergli. Foto di Abu Ghraib a parte...

Bush ha minacciato di applicare un primo veto ai suoi due allegati a un emendamento che proibisce i trattamenti crudeli, inumani o degradanti ai detenuti nella chiamata guerra antiterrorista. Questo elimina i dubbi... scriveva il The New  York Times pochi giorni fa.

L'emendamento, presentato dal repubblicano John McCain, era stato approvato dal Senato con 90 voti a favore e 9 contrari ma ora la Casa Bianca sta facendo pressioni sul Congresso perché lo annulli.

Il vicepresidente Dick Cheney vuole che almeno la CIA, già colpevole e che si sappia, dell'assassinio con la tortura di quattro prigionieri - sia esentata dalla proibizione.

Donald Rumsfeld rifiuta di permettere che una delegazione delle Nazioni Unite parli con qualcuno dei 540 prigionieri a Guantánamo per verificare la realtà delle denunce sulle sevizie denunciate da diversi organismi per i diritti umani. Il capo del Pentagono ha definito lo sciopero della fame di quasi la metà dei detenuti  senza processo, “un atteggiamento - dieta per attirare l'attenzione dei mezzi di comunicazione”.

Manfred Novak, relatore speciale sulla tortura della ONU, ha dichiarato al Washington Post: “Dicono che non hanno niente da nascondere. Se non hanno niente da nascondere, perché ci  impediscono di parlare coi detenuti?”.

Una relazione del Centro per i Diritti Costituzionali (CCR) sembra avere risposto a questa domanda: i carcerieri alimentano gli scioperanti a forza e introducono loro dei tubi nel naso che arrivano allo stomaco senza anestesia o sedativi, provocando lesioni e dolore.

I tubi vengono inseriti senza la minima igiene con i resti di sangue, saliva  e bile degli altri prigionieri ben visibili. (www.ccrny.org).

Lo scandalo delle attività della CIA in diversi paesi dell'Europa sta crescendo   per l’esistenza di una rete di prigioni clandestine dove sono scomparsi già alcuni sospettati di terrorismo.

Vari governi europei hanno cominciato ad investigare se le centinaia di voli della flottiglia della CIA, con scali negli aeroporti o nelle basi militari locali, sono servite per trasportare segretamente i detenuti in altri paesi, violando i trattati internazionali. È noto che l'Italia ha chiesto l'estradizione di 22 agenti della CIA che sequestrarono un religioso arabo a Milano nel 2003 e lo trasportarono in Egitto, dove fu torturato.

Un procuratore tedesco ha iniziato pochi giorni fa un’investigazione per determinare se il religioso è portato nella base aerea di Ramstein prima di Il Cairo. Un altro procuratore tedesco sta indagando sul  sequestro, del 2004, di un cittadino tedesco che era in vacanza in Macedonia: gli agenti nordamericani della CIA lo hanno recluso per  tre mesi in Afghanistan con l’accusa di aver eseguito azioni terroristiche mai realizzate.

Spagna, Irlanda e Danimarca stanno investigando per scoprire se  gli aeroplani della CIA hanno fatto scalo nei loro aeroporti prima di trasportare prigionieri a Guantánamo o in altre prigioni segrete sparse per il mondo, ha  scritto il The Washington Post il  17 di questo mese.

Human Rights Watch indica l’esistenza di prigioni segrete in Romania e Polonia dove  si pratica quel che alcuni chiamano " sollecitudini illegali".

Oapa Innocenzo IVº fu meno elegante nella sua bolla "Ad extirpanda" del 1252 ed utilizzò la parola “Tortura” con precisione,  quando l’autorizzò per “tormentare ebrei, marrani, catari ed altri eretici...”

La libertà e la democrazia che Washington ha installato in Iraq non esclude l'esercizio delle libertà: la RAI italiana ha diffuso pochi giorni fa un video che mostra l'uso delle bombe al fosforo bianco che hanno cremato centinaia di civili iracheni, durante l’attacco nordamericano  contro Falluja un anno fa.

In Vietnam gli statunitensi hanno  utilizzato il napalm e non sembra casuale che l'opinione pubblica nordamericana si stia avvicinando alla temperatura vissuta una generazione fa, anche che le differenze tra le due guerre sono notevoli. È vero che l'invasione e  l’occupazione dell'Iraq durano da meno di tre anni mentre la guerra in Vietnam è durata il doppio del tempo. 

I morti tra i soldati dell’Unione in Iraq sono - per ora – circa 2100 e in Viet Nam sono stati più di 50.000. Per ora, non si organizzano negli USA le grandi manifestazioni contro la guerra degli anni ‘60 e 70, ma... un'inchiesta svolta da USA Today/CNN/Gallup realizzata tra l’11 e il 13 di novembre ha rivelato che il 52% degli interrogati desidera la ritirata immediata dall'Iraq o in un termine massimo di 12 mesi. Nel 1970, una percentuale simile chiedeva la ritirata dal Vietnam. Il 54% considera che è stata un errore l’invasione dell’Iraq e nel 1970 il 56% pensava che era stato un errore mandare le truppe in Vietnam,  ha scritto ancora il Usa Today alla metà di novembre.

La Casa Bianca ed il Pentagono vivono momenti di grande tensione: i dati dell'inchiesta indicano che il 60% disapprova l’operato generale di Bush come presidente, con un incremento di 20 punti dal febbraio di quest’anno; il 63% gli rimprovera la situazione in Iraq, contro il 48% registrato in febbraio; il 61% gli critica l’andamento dell'economia nel paese, contro il 47% di febbraio; il 52% afferma che non è onesto né sincero.

Un'inchiesta recente di Hart/McInturff pubblicata dal The Wall Street Journal sostiene che il 57% dei consultati assicura che Gorge W. Bush ha ingannato deliberatamente il paese con  argomenti utilizzati per invadere l'Iraq (come le armi di sterminio), con una percentuale di 16 punti in più del marzo scorso (www.angus.reid.com/polls, 14-11-05).

George W. Bush non legge neanche le opere di  Abraham Lincoln . Se lo facesse, saprebbe  che quel presidente assassinato sapeva che si può ingannare un intero popolo per un certo tempo e una parte del popolo per tutto il tempo, ma non tutto un popolo per tutto il tempo!  (da Pagina 12).

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