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Gli Stati Uniti non torturano i
prigionieri
JUAN GELMAN
"Noi non torturiamo i detenuti", ha dichiarato Gorge
W. Bush a Panama. Dobbiamo credergli. Foto di Abu
Ghraib a parte...
Bush ha minacciato di applicare un primo veto ai
suoi due allegati a un emendamento che proibisce i
trattamenti crudeli, inumani o degradanti ai
detenuti nella chiamata guerra antiterrorista.
Questo elimina i dubbi... scriveva il The New York
Times pochi giorni fa.
L'emendamento, presentato dal repubblicano John
McCain, era stato approvato dal Senato con 90 voti a
favore e 9 contrari ma ora la Casa Bianca sta
facendo pressioni sul Congresso perché lo annulli.
Il vicepresidente Dick Cheney vuole che almeno la
CIA, già colpevole e che si sappia, dell'assassinio
con la tortura di quattro prigionieri - sia esentata
dalla proibizione.
Donald Rumsfeld rifiuta di permettere che una
delegazione delle Nazioni Unite parli con qualcuno
dei 540 prigionieri a Guantánamo per verificare la
realtà delle denunce sulle sevizie denunciate da
diversi organismi per i diritti umani. Il capo del
Pentagono ha definito lo sciopero della fame di
quasi la metà dei detenuti senza processo, “un
atteggiamento - dieta per attirare l'attenzione dei
mezzi di comunicazione”.
Manfred Novak, relatore speciale sulla tortura della
ONU, ha dichiarato al Washington Post: “Dicono che
non hanno niente da nascondere. Se non hanno niente
da nascondere, perché ci impediscono di parlare coi
detenuti?”.
Una relazione del Centro per i Diritti
Costituzionali (CCR) sembra avere risposto a questa
domanda: i carcerieri alimentano gli scioperanti a
forza e introducono loro dei tubi nel naso che
arrivano allo stomaco senza anestesia o sedativi,
provocando lesioni e dolore.
I tubi vengono inseriti senza la minima igiene con i
resti di sangue, saliva e bile degli altri
prigionieri ben visibili. (www.ccrny.org).
Lo scandalo delle attività della CIA in diversi
paesi dell'Europa sta crescendo per l’esistenza di
una rete di prigioni clandestine dove sono scomparsi
già alcuni sospettati di terrorismo.
Vari governi europei hanno cominciato ad investigare
se le centinaia di voli della flottiglia della CIA,
con scali negli aeroporti o nelle basi militari
locali, sono servite per trasportare segretamente i
detenuti in altri paesi, violando i trattati
internazionali. È noto che l'Italia ha chiesto
l'estradizione di 22 agenti della CIA che
sequestrarono un religioso arabo a Milano nel 2003 e
lo trasportarono in Egitto, dove fu torturato.
Un procuratore tedesco ha iniziato pochi giorni fa
un’investigazione per determinare se il religioso è
portato nella base aerea di Ramstein prima di Il
Cairo. Un altro procuratore tedesco sta indagando
sul sequestro, del 2004, di un cittadino tedesco
che era in vacanza in Macedonia: gli agenti
nordamericani della CIA lo hanno recluso per tre
mesi in Afghanistan con l’accusa di aver eseguito
azioni terroristiche mai realizzate.
Spagna, Irlanda e Danimarca stanno investigando per
scoprire se gli aeroplani della CIA hanno fatto
scalo nei loro aeroporti prima di trasportare
prigionieri a Guantánamo o in altre prigioni segrete
sparse per il mondo, ha scritto il The Washington
Post il 17 di questo mese.
Human Rights Watch indica l’esistenza di prigioni
segrete in Romania e Polonia dove si pratica quel
che alcuni chiamano " sollecitudini illegali".
Oapa Innocenzo IVº fu meno elegante nella sua bolla
"Ad extirpanda" del 1252 ed utilizzò la parola
“Tortura” con precisione, quando l’autorizzò per
“tormentare ebrei, marrani, catari ed altri
eretici...”
La libertà e la democrazia che Washington ha
installato in Iraq non esclude l'esercizio delle
libertà: la RAI italiana ha diffuso pochi giorni fa
un video che mostra l'uso delle bombe al fosforo
bianco che hanno cremato centinaia di civili
iracheni, durante l’attacco nordamericano contro
Falluja un anno fa.
In Vietnam gli statunitensi hanno utilizzato il
napalm e non sembra casuale che l'opinione pubblica
nordamericana si stia avvicinando alla temperatura
vissuta una generazione fa, anche che le differenze
tra le due guerre sono notevoli. È vero che
l'invasione e l’occupazione dell'Iraq durano da
meno di tre anni mentre la guerra in Vietnam è
durata il doppio del tempo.
I morti tra i soldati dell’Unione in Iraq sono - per
ora – circa 2100 e in Viet Nam sono stati più di
50.000. Per ora, non si organizzano negli USA le
grandi manifestazioni contro la guerra degli anni
‘60 e 70, ma... un'inchiesta svolta da USA
Today/CNN/Gallup realizzata tra l’11 e il 13 di
novembre ha rivelato che il 52% degli interrogati
desidera la ritirata immediata dall'Iraq o in un
termine massimo di 12 mesi. Nel 1970, una
percentuale simile chiedeva la ritirata dal Vietnam.
Il 54% considera che è stata un errore l’invasione
dell’Iraq e nel 1970 il 56% pensava che era stato un
errore mandare le truppe in Vietnam, ha scritto
ancora il Usa Today alla metà di novembre.
La Casa Bianca ed il Pentagono vivono momenti di
grande tensione: i dati dell'inchiesta indicano che
il 60% disapprova l’operato generale di Bush come
presidente, con un incremento di 20 punti dal
febbraio di quest’anno; il 63% gli rimprovera la
situazione in Iraq, contro il 48% registrato in
febbraio; il 61% gli critica l’andamento
dell'economia nel paese, contro il 47% di febbraio;
il 52% afferma che non è onesto né sincero.
Un'inchiesta recente di Hart/McInturff pubblicata
dal The Wall Street Journal sostiene che il 57% dei
consultati assicura che Gorge W. Bush ha ingannato
deliberatamente il paese con argomenti utilizzati
per invadere l'Iraq (come le armi di sterminio), con
una percentuale di 16 punti in più del marzo scorso
(www.angus.reid.com/polls, 14-11-05).
George W. Bush non legge neanche le opere di
Abraham Lincoln . Se lo facesse, saprebbe che quel
presidente assassinato sapeva che si può ingannare
un intero popolo per un certo tempo e una parte del
popolo per tutto il tempo, ma non tutto un popolo
per tutto il tempo! (da Pagina 12). |