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Il
caso Posada Carriles mette alla prova
la definizione USA di terrorismo
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Un ampio articolo di ‘The New York
Times’ analizza le alternative dell’Amministrazione
Bush di fronte al caso e riconosce il curriculum
criminale del terrorista
WASHINGTON, 9 maggio. – “a richiesta di asilo
politico negli USA del terrorista Luis Posada
Carriles metterà alla prova la definizione di
‘terrorismo’ dell’Amministrazione Bush, afferma un
lungo articolo di The New York Times pubblicato
lunedì e ripreso dall’agenzia PL.
Secondo
il giornalista Tim Weiner, il Governo di Bush ha di
fronte a se tre opzioni: concedere l’asilo,
arrestare Posada per essere entrato illegalmente nel
Paese o rispondere positivamente alla richiesta di
estradizione presentata dalla giustizia venezuelana.
Secondo
Weiner “concedere l’asilo politico potrebbe generare
l’accusa che l’Amministrazione USA non è coerente
col principio che nessuna nazione deve ospitare
persone sospettate di terrorismo”.
“Ma
rifiutarlo”, segnala l’articolista, “provocherebbe
l’ira politica dell’estrema destra cubano-americana
del Sud della Florida, che ha versato denaro ed ha
sostenuto in vari modi le campagne elettorali del
Presidente e di suo fratello Jeb Bush, governatore
di questo Stato”.
Le due
ultime alternative sono considerate favorevoli alle
denunce del Presidente cubano Fidel Castro, che ha
accusato Posada di essere il peggior terrorista
dell’Emisfero Occidentale.
Weiner,
utilizzando diverse fonti, descrive il passato
criminale di Posada Carriles, compresa la sua
partecipazione all’attentato contro un aereo della
‘Cubana de Aviación’, avvenuto nel 1976 a Barbados e
che provocò la morte di 73 persone.
Carter
Cornik, ufficiale del FBI che ha indagato sul
coinvolgimento nell’attentato del terrorista di
origine cubana, ha confermato il ruolo da
protagonista da questi svolto.
Secondo
un rapporto del FBI del 1976, recentemente
declassificato, Posada – che allora lavorava per la
Direzione dei Servizi di Sicurezza e Prevenzione
(DISIP) del Venezuela – partecipò a due riunioni
dove si pianificò l’attentato che provocò
l’esplosione in volo dell’apparecchio.
Secondo
Cornik gli incontri si tennero a Santo Domingo e
servirono anche ad organizzare l’attentato che costò
la vita all’ex ministro degli Esteri cileno, Orlando
Letelier ed alla statunitense Ronnie Moffit.
L’articolo del ‘The New York Times’ ricorda la
presenza della mano di Posada Carriles
nell’organizzazione degli attentati esplosivi negli
alberghi de L’Avana nel 1997, in uno dei quali morì
il turista italiano Fabio Di Celmo.
Riferisce inoltre del piano di assassinio del
Presidente Fidel Castro durante la celebrazione del
X Summit Ispanoamericano a Panama, nell’anno 2000.
L’edizione in spagnolo del quotidiano ‘The Miami
Herald’ ha reso noto che un ex detective della
polizia di questa città ha reso noto che Posada
mente quando nega il suo ruolo nell’attentato contro
il velivolo della ‘Cubana’ a Barbados.
Diosdado C.
Díaz, ritiratosi nel 1999, ha assicurato
all’’Herald’ che uno dei suoi principali informatori
– Ricardo “Mono” Morales – gli dichiarò nel 1982 di
aver procurato gli esplosivi e che Posada li preparò
per abbattere l’aereo.
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