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N A Z IO N A L I

L'Avana. 22 Febbraio 2005

Ogni cubano nasce con il diritto a votare Udienza pubblica in Parlamento sulle elezioni
JEAN-GUY ALLARD (speciale per GI)

 "IN questo paese non è possibile che si verifichino frodi e abbiamo la formula magica: mettere nelle mani di tutti questo dato che da altre parti viene gestito nè più nè meno che da una camarilla", ha detto Ricardo Alarcón, presidente dell’Assemblea Nazionale del Potere Popolare, rivolgendosi all’Udienza Pubblica parlamentare che ha segnato l’inizio della fase di revisione del registro degli elettori.

Ogni cubano nasce con il diritto a votareA Cuba, questa tappa di 30 giorni è la prima del processo di elezione dei delegati alle Assemblee Municipali. Garantisce che il nome di ogni elettore, iscritto automaticamente al compimento dei 16 anni di età, appaia come dovuto nella lista degli aventi diritto al voto della sua circoscrizione.

"Se in molte parti del mondo esistesse un registro elettorale con le caratteristiche del nostro, ciò sarebbe il primo passo di una profonda rivoluzione politica", ha indicato Alarcón, ricordando che questa iscrizione, a Cuba, è assicurata al cittadino fin dalla nascita.

"La gente a Cuba nasce con il diritto al voto così come con il diritto all’educazione gratuita ed alla salute. Nasce con il diritto a divenire elettore una volta raggiunti i 16 anni di età, senza dover pagare un centesimo e senza dover sbrigare nessuna complicata formalità".

Riferendosi al sistema elettorale statunitense ed alle presidenziali del novembre scorso, il presidente del Parlamento cubano ha chiesto: "Per quale ragione in società che hanno alle spalle secoli di presunta democrazia rappresentativa, ogni volta che si avvicina una scadenza elettorale la battaglia per l’iscrizione dei cittadini ai registri si trasforma in uno dei grandi affanni per coloro che vogliono riformare queste società?"

"Perchè alcuni mesi fa negli USA gli artisti più famosi si sono organizzati per svolgere una campagna nazionale di aiuto alle migliaia e migliaia – nessuno può sapere quanti sono – di cittadini affinchè potessero compiere questo primo passo, essere riconosciuti come elettori? Perchè personaggi che vanno da Barbara Streisand a Michael Moore hanno percorso in lungo ed in largo il paese raccogliendo fondi e facendo campagne per aiutare quel numero incalcolabile di nordamericani che non possono iscriversi volontariamente?"

"Per il cittadino cubano questa parte del processo elettorale è così naturale che non si rende conto della sua importanza", ha detto Alarcón, che ha sottolineato la sua valenza profondamente e veramente democratica.

Segnalando la complessità del processo nordamericano di registrazione nelle liste elettorali, Alarcón ha spiegato all’Assemblea le varie fasi della procedura che deve affrontare il cittadino statunitense per conseguire il diritto al voto.

"Nessuno può essere elettore solo per il fatto di desiderarlo", ha detto. "Uno deve informarsi su dove si trova l’ufficio di iscrizione; deve riempire un modulo con la domanda di iscrizione; deve consegnare fotografie e si presume che vadano a controllare se risulta iscritto o no; deve aspettare che lo chiamino a presentarsi un’altra volta lì; nel caso che sia stato accettato come elettore deve riprendersi la sua documentazione. Per tutto questo c’è da pagare. E inoltre bisogna perdere salario perchè queste pratiche vengono sbrigate nei giorni feriali in orario di lavoro. Per incoraggiare l’iscrizione dei lavoratori? Per facilitare la loro iscrizione volontaria? Naturalmente no. Esattamente per il motivo contrario".

"NESSUNO SA QUANTI HANNO VOTATO" IN OHIO

Alarcón ha segnalato la confusione che ha caratterizzato il processo elettorale nello stato nordamericano dell’Ohio: "Nessuno sa in quanti hanno votato nè per chi hanno votato! Era impossibile saperlo! Come sono facili i brogli – senza considerare quelle macchinette che non registrano il voto – quando la gente non sa chi sono coloro i quali possono esercitare il diritto al suffragio!"

"In questo momento si deve assicurare che il registro degli elettori sia il più perfetto possibile", ha insistito Alarcón segnalando che da altre parti questo processo è nelle mani di coloro che lo utilizzano per assicurarsi la conservazione delle cariche elettive.

"Ottengono questo miracolo delle elezioni nordamericane, dove sempre il candidato in corsa per la rielezione vince, salvo eccezioni super-eccezionali", ha detto.

Il presidente del Parlamento ha segnalato che saranno le prime votazioni che si svolgeranno a Cuba dopo l’approvazione da parte di Bush del Piano per una presunta "transizione democratica" destinato ad annettere l’Isola agli USA.

"E’ forse casuale che quando nel Piano viene trattata la questione elettorale venga data una particolare importanza ai seguenti due punti: registro elettorale e formazione delle candidature? Certo che no! Perchè sono elementi essenziali della vera democrazia, che scomparirebbe se qui venisse imposto il sistema nordamericano".

Ricordando la famosa sconfitta delle truppe mercenarie dell’impero a Playa Giron nel 1961 ed alludendo alle minacce di guerra provenienti dagli Stati Uniti, Alarcón ha quindi lanciato questo appello: "Questo processo deve concludersi con il Girón più grande, più demolitore che il nostro popolo possa annunciare all’impero, quel che incontrerebbe nel caso cercasse di toglierci la nostra patria e la sua democrazia!"

Il primo turno delle elezioni parziali per eleggere i delegati nelle Assemblee Municipali del Potere Popolare si svolgerà il prossimo mese di aprile. Il secondo turno è previsto per il 24 dello stesso mese.
 

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