JEAN-GUY ALLARD (speciale per GI)
"IN
questo paese non è possibile che si verifichino
frodi e abbiamo la formula magica: mettere nelle
mani di tutti questo dato che da altre parti viene
gestito nè più nè meno che da una camarilla", ha
detto Ricardo Alarcón, presidente dell’Assemblea
Nazionale del Potere Popolare, rivolgendosi all’Udienza
Pubblica parlamentare che ha segnato l’inizio della
fase di revisione del registro degli elettori.
A
Cuba, questa tappa di 30 giorni è la prima del
processo di elezione dei delegati alle Assemblee
Municipali. Garantisce che il nome di ogni elettore,
iscritto automaticamente al compimento dei 16 anni
di età, appaia come dovuto nella lista degli aventi
diritto al voto della sua circoscrizione.
"Se in molte parti del mondo
esistesse un registro elettorale con le
caratteristiche del nostro, ciò sarebbe il primo
passo di una profonda rivoluzione politica", ha
indicato Alarcón, ricordando che questa iscrizione,
a Cuba, è assicurata al cittadino fin dalla nascita.
"La gente a Cuba nasce con il
diritto al voto così come con il diritto all’educazione
gratuita ed alla salute. Nasce con il diritto a
divenire elettore una volta raggiunti i 16 anni di
età, senza dover pagare un centesimo e senza dover
sbrigare nessuna complicata formalità".
Riferendosi al sistema elettorale
statunitense ed alle presidenziali del novembre
scorso, il presidente del Parlamento cubano ha
chiesto: "Per quale ragione in società che hanno
alle spalle secoli di presunta democrazia
rappresentativa, ogni volta che si avvicina una
scadenza elettorale la battaglia per l’iscrizione
dei cittadini ai registri si trasforma in uno dei
grandi affanni per coloro che vogliono riformare
queste società?"
"Perchè alcuni mesi fa negli USA gli
artisti più famosi si sono organizzati per svolgere
una campagna nazionale di aiuto alle migliaia e
migliaia – nessuno può sapere quanti sono – di
cittadini affinchè potessero compiere questo primo
passo, essere riconosciuti come elettori? Perchè
personaggi che vanno da Barbara Streisand a Michael
Moore hanno percorso in lungo ed in largo il paese
raccogliendo fondi e facendo campagne per aiutare
quel numero incalcolabile di nordamericani che non
possono iscriversi volontariamente?"
"Per il cittadino cubano questa
parte del processo elettorale è così naturale che
non si rende conto della sua importanza", ha detto
Alarcón, che ha sottolineato la sua valenza
profondamente e veramente democratica.
Segnalando la complessità del
processo nordamericano di registrazione nelle liste
elettorali, Alarcón ha spiegato all’Assemblea le
varie fasi della procedura che deve affrontare il
cittadino statunitense per conseguire il diritto al
voto.
"Nessuno può essere elettore solo
per il fatto di desiderarlo", ha detto. "Uno deve
informarsi su dove si trova l’ufficio di iscrizione;
deve riempire un modulo con la domanda di iscrizione;
deve consegnare fotografie e si presume che vadano a
controllare se risulta iscritto o no; deve aspettare
che lo chiamino a presentarsi un’altra volta lì; nel
caso che sia stato accettato come elettore deve
riprendersi la sua documentazione. Per tutto questo
c’è da pagare. E inoltre bisogna perdere salario
perchè queste pratiche vengono sbrigate nei giorni
feriali in orario di lavoro. Per incoraggiare
l’iscrizione dei lavoratori? Per facilitare la loro
iscrizione volontaria? Naturalmente no. Esattamente
per il motivo contrario".
"NESSUNO SA QUANTI HANNO VOTATO" IN
OHIO
Alarcón ha segnalato la confusione
che ha caratterizzato il processo elettorale nello
stato nordamericano dell’Ohio: "Nessuno sa in quanti
hanno votato nè per chi hanno votato! Era
impossibile saperlo! Come sono facili i brogli –
senza considerare quelle macchinette che non
registrano il voto – quando la gente non sa chi sono
coloro i quali possono esercitare il diritto al
suffragio!"
"In questo momento si deve
assicurare che il registro degli elettori sia il più
perfetto possibile", ha insistito Alarcón segnalando
che da altre parti questo processo è nelle mani di
coloro che lo utilizzano per assicurarsi la
conservazione delle cariche elettive.
"Ottengono questo miracolo delle
elezioni nordamericane, dove sempre il candidato in
corsa per la rielezione vince, salvo eccezioni super-eccezionali",
ha detto.
Il presidente del Parlamento ha
segnalato che saranno le prime votazioni che si
svolgeranno a Cuba dopo l’approvazione da parte di
Bush del Piano per una presunta "transizione
democratica" destinato ad annettere l’Isola agli
USA.
"E’ forse casuale che quando nel
Piano viene trattata la questione elettorale venga
data una particolare importanza ai seguenti due
punti: registro elettorale e formazione delle
candidature? Certo che no! Perchè sono elementi
essenziali della vera democrazia, che scomparirebbe
se qui venisse imposto il sistema nordamericano".
Ricordando la famosa sconfitta delle
truppe mercenarie dell’impero a Playa Giron nel 1961
ed alludendo alle minacce di guerra provenienti
dagli Stati Uniti, Alarcón ha quindi lanciato questo
appello: "Questo processo deve concludersi con il
Girón più grande, più demolitore che il nostro
popolo possa annunciare all’impero, quel che
incontrerebbe nel caso cercasse di toglierci la
nostra patria e la sua democrazia!"
Il primo turno delle elezioni
parziali per eleggere i delegati nelle Assemblee
Municipali del Potere Popolare si svolgerà il
prossimo mese di aprile. Il secondo turno è previsto
per il 24 dello stesso mese.